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REGIONE: SCONTRO CENTRODESTRA SU PRESIDENZE DA CHIUDERE DOMANI. FEBBO: NON C’E’ INTESA. DIVERGENZE ANCHE SU LEGNINI ALLA VIGILANZA, MOVIMENTO 5 STELLE GIA' GRIDA ALL'INCIUCIO

CONSIGLIO: FI E FDI VS LEGA, 4 COMMISSIONI MA PRIMA SURROGA DEL SOTTOSEGRETARIO

Pubblicazione: 02 aprile 2019 alle ore 20:31

L'AQUILA – Alleati contro la Lega, azionista di maggioranza del centrodestra, nella distribuzione di cariche ed incarichi.  A meno di due mesi dal trionfo alla regionali, in una coalizione che in questo laborioso inizio di undicesima legislatura è ancora impegnata nel comporre il quadro istituzionale, si aprono altre crepe nella maggioranza di centrodestra guidata da Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia. 

Dopo il tormentato parto della Giunta che ha causato lo strappo con la civica Azione Politica, il casus belli verte ora sulla composizione delle commissioni consiliari, ancora al palo. 

E viste le tensioni e il clima di contrapposizione, accadrà, se ne può essere certi, per le decine e decine di nomine nei vari enti e partecipate regionali.

In queste ore per la partita dei presidenti delle sette commissioni consiliari, che saranno elette domani, la Lega già dà per scontata la nomina di quattro suoi esponenti, mentre la pensa diversamente Fdi e sopratutto Forza Italia, che prima vuole garanzie sulla modifica dello statuto per far entrare un "supplente" anche per il suo sottosegretario alla presidenza della Giunta. Ed i salviniani, sui quali c’è il pressing degli alleati, secondo quanto si è appreso, non sono  assolutamente d’accordo su questa riforma che farebbe entrare in Consiglio regionale il teramano Gabriele Astolfi

Non fa mistero dei problemi interni l’assessore regionale alle attività produttive e al turismo Mauro Febbo il quale nega che ci sia l’accordo: "L'ipotesi che circola è più che altro un rispettabile 'desiderata' della Lega - sottolinea -. Noi in assoluto siamo persone corrette, come lo sono i nostri alleati, e abbiamo accettato la composizione della giunta, purché ci sia la certezza sull'immediata modifica dello statuto per la surroga del sottosegretario".

Clausola che a maggior ragione vale anche per la partita delle presidenze di commissione, e che dovrebbe essere onorata entro domattina. Da sottolineare che sulla riforma si era pronunciato favorevolmente anche Marsilio.

"Mancano 24 ore, un tempo congruo per fare tantissime cose...", chiosa sornione Febbo.

A provocare scosse telluriche nella maggioranza, il motivo è sempre lo stesso: la Lega che ha preso il 27,5 per cento (60 per cento voti della coalizione) ed eletto ben 10 consiglieri (la maggioranza ne ha 18), prosegue imperterrita a fare, a buon diritto, la parte del leone, con crescente irritazione degli alleati relegati ad un ruolo di subalternità, ovvero Forza Italia che ha preso il 9,07% (3 consiglieri), Fratelli d'Italia, 6,5% (2 consiglieri), che pure esprime il presidente di Regione, per non parlare di Azione Politica, 3,44% e Udc-Dc-Idea 2,8% con un consigliere a testa. Ovvio che in particolare Fi e Fdi si stanno sempre più coalizzando per contrastare lo strapotere leghista. 

La Lega, del resto, dopo essersi accaparrata tre assessori e la vicepresidenza di Giunta, dopo un duro braccio di ferro, considera in queste ore come cosa fatta, nella partita delle Commissioni, l'ipotesi di quattro presidenze per se stessa: prima commissione "Bilancio" a Vincenzo D'Incecco, seconda commissione "Lavori pubblici" a Manuele Marcovecchio, terza commissione "Agricoltura" ad Emiliano Di Matteo, quarta commissione "Politiche europee" a Simone Angelosante.

Lasciando la quinta commissione "Sanità" a Mario Quaglieri, di Fratelli d'Italia, e la Giunta il Regolamento a Lorenzo Sospiri di Forza Italia, che ricoprirà l'incarico a costo zero, senza il gettone di 1.800 euro al mese, essendo già retribuito come presidente del consiglio regionale. 

Nel centrodestra si apre un altro motivi di attrito sulla ipotesi che la commissione Vigilanza, che spetta alle minoranze, vada all'ex vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura Giovanni Legnini, candidato presidente del centrosinistra: la Lega non vede di buon occhio l'”appoggio esterno” in particolare di Fi e Fdi, in cambio del voto favorevole del centrosinistra al presidente Sospiri.

In ogni caso l'elezione di Legnini provocherà la grande rabbia del Movimento 5 stelle, che come avvenuto nella passata legislatura, sarebbe fatto fuori dalla partita delle commissioni.
 
Ma un conto sono gli auspici, un conto è la realtà:  Febbo, nel negare che l'accordo sia stato chiuso, pone un robusto paletto per dare eventualmente il via libera a questa ipotesi: la garanzia da parte degli alleati di una modifica immediata dello Statuto per poter far entrare in consiglio un "supplente", anche per il loro sottosegretario De Annuntiis, come già avvenuto per i sei assessori, "surrogati" dai primi dei non eletti nei vari collegi. Il supplente sarebbe in questo caso l'ex sindaco di Atri, Astolfi. 

Il problema è che la Lega - altro motivo di scontro nella maggioranza - è assai ondivaga sull'ipotesi di cambiare lo statuto, ed estendere il meccanismo della "surroga", introdotto dalla passata legislatura ad una figura, il sottosegretario, partorita dall'ex presidente Luciano D'Alfonso, per placare la fame di poltrone della sua rissosa maggioranza. 

L’appoggio esterno a Legnini, il capogruppo pentastellata, Sara Marcozzi, lo definisce "l'ennesimo inciucio" e già promette battaglia.

Marcozzi spiega innanzitutto che "per prassi la maggioranza si astiene dal votare cariche spettano all'opposizione. Se il centrosinistra è così sicuro dell'elezione alla presidenza della commissione Vigilanza di Legnini, ci dicessero chi del centrodestra ha deciso di votarlo...".  E chissà se in questa frase sibillina ci sia il tentativo di mettere in evidenza la diversità di vedute nel centrodestra. 

"Il Movimento 5 stelle ha in consiglio sette consiglieri, il centrosinistra sei, traete voi le conclusioni in merito a chi dovrebbe spettare la Vigilanza", ricorda infine.

E' proprio sulla ripartizione dei seggi all'esito delle elezioni del 10 febbraio, che si sono incrinati, già ad inizio legislatura i rapporti anche all'interno della minoranza. Come annunciato all'indomani del voto Legnini, è stato presentato ricorso sull'assegnazione di 7 consiglieri al Movimento cinque stelle che ha ottenuto il 20,2% dei consensi e 6 al centrosinistra che ha avuto il 31,2 per cento. 
Tornando al centrodestra: è oramai un dato di fatto che Forza Italia e Fratelli d'Italia, tendano sempre più a fare squadra per contrastare lo strapotere della Lega, rispetto alla quale, non va dimenticato, sono all'opposizione al governo nazionale. 

Una prima avvisaglia di questa strategia è la conferenza stampa del 19 marzo sui 202 milioni di euro di fondi del Governo gialloverde per il dissesto idrogeologico, a dove c'erano il presidente Marsilio di Fdi, e per Fi  Sospiri e De Annuntiis. Nessuno della Lega,  "sgarbo" che ha fatto infuriare il capogruppo Pietro Quaresimale, e il deputato e segretario abruzzese, Giuseppe Bellachioma. bs



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