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OBIETTIVO AVERE IN POCO TEMPO DISPONIBILITA' DI TERAPIA INTENSIVA IN CASO DI SECONDA ONDATA CONTAGI; PER L'AQUILA E L'ABRUZZO DATI RASSICURANTI. ABRUZZOWEB PRESENTA QUERELA PER FRASI OFFENSIVE SUI SOCIAL

COVID, PRONTI 30 POSTI AL G8 L'AQUILA:
PIANO ASL, ATTIVI IN CASO NECESSITA'

Pubblicazione: 29 giugno 2020 alle ore 06:42

Da alcuni giorni sui social, anche con toni duri e offensivi per professionisti che lavorano con onestà e abnegazione, si è fatta largo la preoccupazione legata ad un articolo sul progetto di riconversione del cosiddetto G8, il piccolo ospedale adiacente al San Salvatore, realizzato per il grande evento che si è svolto dopo il sisma dell’Aquila del 2009. 

Questo giornale ha sporto querela nei confronti di quanti hanno pronunciato le offese più gravi, e per quanti avessero frainteso, chiarisce meglio il contenuto della notizia che parla di un piano 30 posti letto per la terapia intensiva da attivare in caso di una nuova ondata che, naturalmente, speriamo vivamente che non si verifichi, ma di cui si discute ogni giorno anche da parte di esperti che sulla tematica delicata sono tutt’altro che in accordo.

L’augurio di tutti è che l’Abruzzo, in modo particolare L’Aquila, continui a registrare dati incoraggianti. Il capoluogo di Regione e la sua provincia, anche durante la emergenza, ha avuto contagi assolutamente non allarmanti tanto da essere uno dei territori meno colpiti d’Italia.  (b.s.)

L'AQUILA - L’Aquila potrà beneficiare di un mini-ospedale tutto dedicato all’emergenza coronavirus che, nelle intenzioni, sarà in futuro un hub dedicato alle emergenze. 

È quanto emerso in una serie di riunioni che sono svolti nelle scorse settimane a cui hanno preso parte tra gli altri il sindaco, Pierluigi Biondi, l’assessore comunale Maria Luisa Ianni, quello regionale Guido Liris, le direttrici sanitarie aziendali e di presidio, Simonetta Santini e Giovanna Micolucci, il responsabile di Anestesia e Rianimazione, Franco Marinangeli, quello di Malattie infettive, Alessandro Grimaldi, Mauro Tursini dell’Ufficio tecnico Asl.

Oltre al rettore dell’Università, Edoardo Alesse e il dg della Asl provinciale, Roberto Testa.

È stato messo a punto un progetto, in più step, di riconversione dell’ospedale del G8, il piccolo ospedale realizzato, all’interno di prefabbricati, in occasione del grande evento che si è svolto all’Aquila dopo il terremoto dell’Aquila del 2009.

Nel piccolo ospedale, riaperto nel corso della emergenza Covid, anche grazie a donazioni di privati, sono stati in funzione fino a una quindici di posti letto di terapia intensiva e sub intensiva: La struttura non è stata chiusa ma come ha sottolineato il direttore generale della Asl provinciale, Roberto Testa, sarà tenuto in funzione per la osservazione di persone con sintomi in attesa di conoscere il risultato del tampone. 

La decisione di riconvertire la struttura e renderla in caso di necessità utilizzabile per la terapia intensiva è stata presa in ottemperanza dei dettami delle norme nazionali e dei piani anti-Covid perché la sanità aquilana e abruzzese non si trovi impreparata ad una nuova ondata di cui parlano nei prossimi mesi, in particolare l’autunno, buona parte degli esperti.

Naturalmente, la speranza è che questa misura non serva mai e che quindi non ci sia una recrudescenza dei contagi che anche durante l’emergenza comunque all’Aquila e in provincia sono stati molto contenuti risultando tra i territori meno colpiti d’Italia. 

E la Governance sanitaria, insieme alle Istituzioni politiche, in questo momento in cui l’epidemia di coronavirus è sotto i controllo in Italia ma fa registrare qualche focolaio in nazioni europee e dati ancora allarmanti in paesi lontano dell’Europa, hanno ritenuto che il G8 possa rappresentare una condizione ideale perché struttura esterna all’ospedale principale, e che offre quindi l’opportunità di separare i percorsi dei pazienti a rischio contagio e di quelli già infetti. Il progetto vale circa 300 mila euro e sarà realizzato, in pochi giorni, con fondi stanziati dalla Protezione civile nazionale nell’ambito dell’emergenza in corso.

L’obiettivo è creare 26 posti di terapia intensiva e semi-intensiva che avrà le caratteristiche di un Covid hospital, previsto in ogni azienda provinciale, in modo da tenere conto delle esigenze del territorio e di quelle che dovessero materializzarsi da altre zone d’Italia.

Nelle intenzioni dei vertici sanitari, dovrà una struttura dove ricoverare i casi più gravi di affetti da coronavirus. Dopo le verifiche di tecnici ed operatori, su mandato del manager Testa, secondo quanto si è appreso è stato realizzato un progetto che è stato inviato per l'approvazione e per il relativo finanziamento alla Protezione civile regionale e nazionale.

Il G8 integrerebbe l'azione del reparto Malattie infettive, diretto dal dottor Alessandro Grimaldi, nel quale sono disponibili dieci posti con stanze a pressione negativa: in un'ala vengono ricoverati i casi sospetti o conclamati, nell'altra prosegue l'attività ordinaria, naturalmente, vengono due percorsi separati.

Nel reparto è stata allestita da poco una stanza con i macchinari per assistere i pazienti con grave insufficienza respiratoria e per la diagnostica ecografica della polmonite.

Un sistema modulabile, come ha spiegato il direttore di Anestesia e Rianimazione Marinangeli: si parte da sei posti letto di terapia intensiva e da altri posti di sub intensiva che possono diventare di intensiva. Anche il reparto di Malattie Infettive è in fase di potenziamento: da ieri c’è già un posto letto di terapia intensiva a pressione negativa. Un altro sarà pronto nei prossimi giorni.

Per allestire il tutto serviranno solo pochi giorni, non c’è molto da fare, la struttura è in buone condizioni. Ovviamente l’Asl sta procedendo nella direzione di premunirsi rispetto ad un  allargamento dell’epidemia, come, ripetiamo impongono le norme di prevenzione nazionali e regionali.

La Giunta regionale ad esempio, ha approvato un piano per la rete ospedaliera Covid per il potenziamento di terapia intensive, malattie infettive e medicine. Nella consapevolezza che l’Italia ha un gup rispetto ad esempio a Germania e Spagna nella disponibilità di posti letto di rianimazione e terapia intensiva.

Un altro progetto “cantierabile” è il raddoppio dei posti da 8 a 16 della rianimazione con donazioni private che hanno raggiunto una raccolta di oltre 500mila euro con i quali saranno allestiti i primi posti. Questa gara di solidarietà vede in prima linea il professor Marinangeli. 



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