Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 A FUOCO AUTO GIORNALISTA: LATTANZIO, ''MESTIERE SEMPRE PIU' DIFFICILE'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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INTERVISTA A CORRISPONDENTE ANSA E IL CENTRO VITTIMA DI PROBABILE ATTO INTIMIDATORIO, ''CERTO DI ORIGINE DOLOSA ROGO'', ''PROVO AMAREZZA, MA NON HO PAURA, E SOLIDARIETA' MI DA' FORZA''

A FUOCO AUTO GIORNALISTA: LATTANZIO, ''MESTIERE SEMPRE PIU' DIFFICILE''

Pubblicazione: 17 agosto 2019 alle ore 07:30

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SULMONA - "E' sempre più difficile fare il mestiere di giornalista, certe volte pensi, 'ma chi te lo fa fare'. Ma poi la risposta è che a spingerti ad andare avanti è la passione...".

Un'amara riflessione, quella di Claudio Lattanzio, 63 anni, corrispondente dell'agenzia Ansa dal 2000, collaboratore del quotidiano Il Centro dal 1986.

Per lui e per la sua famiglia è stato un brutto ferragosto: mani ignote alle 3 di notte hanno dato fuoco alla sua automobile, un suv Crv Honda, parcheggiata sotto la sua abitazione di via Valle a Sulmona.

Sul posto sono arrivati i carabinieri e i vigili del fuoco, che non escludono alcuna ipotesi sulle cause del rogo. Anche se quella più accreditata è l'incendio doloso.

A stretto giro si sono moltiplicati i messaggi di solidarietà e vicinanza, da parte del presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo Stefano Pallotta, dal direttivo del sindacato giornalisti abruzzesi (Sga) di tanti colleghi, amici e semplici cittadini, da parte di politici di ogni grado e schieramento.

"Intanto credo - spiega a questa testata Lattanzio - che ci siano davvero pochi dubbi, sul fatto che si sia trattato di un atto doloso, come de resto confermano gli inquirenti. La mia automobile era ferma da un giorno, l'autocombustione è ipotesi ridicola, tra l'altro smentita dai vigili del fuoco. Qualcuno ha cosparso benzina sotto l'auto, e poi gli ha dato fuoco, il modo più sicuro per consentire all'attentatore di allontanarsi in sicurezza, visto che le fiamme impiegano più tempo per aggredire l'autovettura".

E rivela: "Poco tempo fa si era verificato un altro episodio: la fiancata della stessa auto era stata rigata con un chiodo. Avevo pensato che si fosse trattato di un gesto di un teppista imbecille, ma ora anche quell'episodio va valutato in modo diverso".

Resta ovviamente sospeso l'inquietante interrogativo: chi è perché ha messo in atto questo gesto, dal chiaro intento intimidatorio ed ostile?

“Davanti ai Carabinieri - si limita a rivelare il giornalista - ho fatto il punto della situazione, ho elencato tutti i miei recenti articoli che potrebbero aver dato fastidio a qualcuno. Altro ovviamente non posso dire, saranno le indagini, come spero, a fare piena chiarezza su quanto accaduto”.

Una cosa è certa, si accalora Lattanzio, "non ho paura, sono 33 anni che faccio questo mestiere, e ne ho viste tante. Mi ha fatto molto piacere la vicinanza che riscontrato in queste ore, da parte di colleghi, di politici, e anche delle persone più umili".

Resta però da raccontare una notizia, che sta dietro il fatto di nuda cronaca, e quell'acre odore di metallo e gomma bruciata.

"Ciò che è accaduto è la conferma che è sempre più difficile esercitare liberamente questo mestiere, fare informazione sana e pulita. Si moltiplicano nei confronti di noi giornalisti aggressioni verbali e minacce. Certe volte viene lo sconforto, pensi che in base a quello che si guadagna, il gioco non valga la candela. Resta la passione per questo mestiere, a non farti gettare la spugna".

Anche perché per mettere sotto scacco la libertà d'informazione, bene primario e colonna portante di una democrazia, non occorre necessariamente una tanica di benzina e un un accendino, ci sono altri metodi, altrettanto efficaci, e per di più legali.

"Nella mia vita professione ho ricevuto decine di querele, che si sono rivelate fondate sul nulla, temerarie, dal chiaro intento intimidatorio. E intanto ho dovuto affrontare tante spese legali, in buona parte per fortuna coperte dal mio giornale, ma anche di tasca mia. Questo andazzo mette a rischio la libertà d'informazione".

Infine una riflessione su Sulmona, nell'era degli haters.

''E' la città che mi ha adottato, la città di Ovidio e Capograssi. Una città dove da sempre si respira storia e cultura. Il Teatro, la Camerata musicale. Una città che, però, sta cambiando. Sessanta auto bruciate negli ultimi anni, un triste record che è il segnale di un imbarbarimento sempre più preoccupante. A sostenere questa brutto, bruttissimo fenomeno ora incidono anche i social dove tutti si sentono liberi di diffondere i peggiori sentimenti. A maggior ragione dunque, un’informazione sana e corretta, libera da condizionamenti, insieme alle forze dell’ordine e alle istituzioni ma soprattutto alla parte sana della città, diventa fondamentale per arginare questa deriva. Gli spazi ci sono, basta rioccuparli”.



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