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A24-A25: SINDACI, ''BLOCCATI DA CHI DOVREBBE GARANTIRE RISPETTO ISTITUZIONI''

Pubblicazione: 14 dicembre 2018 alle ore 16:24

L'AQUILA - "Ancora una volta veniamo 'bloccati' nelle nostre azioni da coloro che dovrebbero garantire il rispetto delle istituzioni e favorire le nostre iniziative volte a tutelare i cittadini che rappresentiamo".

Così, in una nota, i sindaci e gli amministratori di Lazio e Abruzzo, impegnati nella lotta al caro pedaggio e per la sicurezza delle A24-A25, all'indomani del sit-in di protesta che si è tenuto davanti al Senato nella Capitale.

"Non è stato sufficiente l’averci 'relegato' a Piazza Vidoni ed averci impedito di manifestare pacificamente davanti al Senato della Repubblica Italiana. Nella mattinata odierna - spiegano - la Questura di Roma non ha accolto la nostra richiesta di creare un presidio permanente h24 davanti al Ministero dei Trasporti di Roma a partire dal prossimo 17 dicembre". 

"Al massimo, avrebbero potuto autorizzarci mezza giornata (al giorno) e neanche tutti i giorni. Dopo esserci attivati per reperire tutte le autorizzazioni necessarie anche presso il Municipio di Roma - aggiungono i sindaci -, ancora una volta dobbiamo registrare un tentativo di negarci il diritto di far ascoltare la nostra voce al Ministro Toninelli e a tutti coloro che hanno preso l’impegno di dare delle concrete risposte alle nostre istanze".

"Dal 3 gennaio 2018, ovvero da quando è iniziata la nostra protesta, è trascorso quasi un anno e lo spettro di un nuovo 'salasso' è oramai alle porte e, le nostre richieste, ancora non trovano risposte certe e concrete. Alle accuse di una nostra strumentalizzazione intendiamo rispondere a gran voce che noi siamo soggetti pensanti e non siamo le pedine di nessuno. Noi rappresentiamo la voce e le difficoltà dei nostri territori".

"Nell’attesa di essere ricevuti dal ministro (l’ultima richiesta di incontro è stata inviata il 10 dicembre) continueremo nella nostra battaglia e non ci fermeremo", concludono. 



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