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A24-A25: TARIFFE CONGELATE PER DUE ANNI MA E' POLEMICA SU POSTICIPO RATE SDP

Pubblicazione: 28 novembre 2019 alle ore 20:53

ROMA - "Va chiarito come non si cancelli affatto un debito al Concessionario, ma si sposti il suo pagamento, con addebito di interessi, in modo da riconoscere a SdP i mancati incassi, pari a circa 165 milioni di euro".

La risposta del Gruppo Toto arriva al termine di una giornata condita di polemiche a seguito dell'approvazione dell'emendamento al Decreto Sisma per il congelamento per due anni delle tariffe autostradali A24 e A25. L'accordo è stato approvato in Aula grazie al posticipo delle rate, alcune bloccate fino al 2030, che ogni anno Sdp deve pagare all'Anas per la concessione. 

Sono "pretestuose e fuorvianti", secondo il Gruppo Toto le ricostruzioni che chiamano in causa la controllata Strada dei Parchi SpA (SdP), concessionaria delle Autostrade laziali e abruzzesi, come beneficiaria di favori da parte del Governo di Matteo Renzi.

Il riferimento è all'attacco, arrivato da più parti, proprio sul posticipo del versamento delle rate, definito "un regalo" al Gruppo Toto.

Un'accusa mossa in particolare dalla Lega per voce del capogruppo alla Camera Riccardo Molinari e del deputato responsabile nazionale Infrastrutture Edoardo Rixi: "Il gruppo Toto è il concessionario della Strada dei Parchi in Abruzzo, che ha viadotti in condizioni pietose, come anche il compagno di partito di Luigi Di Maio, Danilo Toninelli, aveva più volte denunciato. Invece di chiedere maggiore manutenzione al concessionario della A24 in Abruzzo, oggi i 5 Stelle, con l'emendamento al dl Sisma, faranno un bel regalo di Natale a Toto, con una proroga al 2030 per il versamento dei milioni dovuti ad Anas. Mentre abbiamo viadotti che crollano - hanno attaccato i leghisti -, manutenzione ordinaria e straordinaria da effettuare su tutta la rete viaria, sull'orlo del collasso da Nord a Sud, il governo manda in perdita Anas. Una mossa a dir poco fantasiosa fatta forse dai Cinque Stelle all'insaputa del loro capo politico Di Maio?".

Ma si tratta di una situazione che si protrae ormai da tempo, per la quale i sindaci di Lazio e Abruzzo auspicano una soluzione a lungo termine, legata al Pef (Piano economico finanziario) scaduto e mai rinnoato dal 2014, sul quale si è ancora in attesa di un parere da Bruxelles.

E il Gruppo Toto puntualizza: "viene fatto riferimento ad una norma di legge nella quale viene stabilito che, 'tenuto conto della necessità ed urgenza di mettere in sicurezza antisismica le autostrade A24 e A25, l'obbligo del concessionario di versare le rate del corrispettivo della concessione…relative agli anni 2015 e 2016, ciascuna dell'importo di euro 55.860.000 comprendente gli interessi di dilazione, è sospeso…'".

La norma - spiega il gruppo - "rispondeva all'obbligo da parte del Governo di rispettare una sentenza del Tar Lazio (n. 02844, 7 giugno 2017) la quale ha ordinato al Governo allora in carica di sanare una situazione di mancato finanziamento delle opere straordinarie di messa in sicurezza antisismica (anti-scalinamento dei viadotti), imposte, fuori dal contratto di concessione, dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti- MIT (Nota prot. 7685 del 3.05.2017, Ufficio Ispettivo Territoriale di Roma, Direzione Generale Vigilanza sulle Concessioni Autostradali.)".

"Va inoltre chiarito - spiega il Gruppo - come quella norma non abbia cancellato un debito al Concessionario SdP, ma spostato, con addebito di interessi, il suo versamento, in modo da rendere immediatamente disponibili le risorse per avviare lavori urgenti per la messa in sicurezza di A24 e A25. Risorse anticipate di fatto dal Concessionario. Il Governo che introdusse l'emendamento chiamato a rispettare la sentenza del Tar non fu peraltro quello guidato da Matteo Renzi, ma da Paolo Gentiloni".

"Una identica soluzione - conclude il gruppo Toto - è stata introdotta oggi dalla Camera dei Deputati, con il voto di sul DL Terremoto, per sterilizzare gli incrementi tariffari sino al 31 dicembre 2021, già approvati dai ministri Graziano Delrio e Danilo Toninelli, non incassati nel 2018 e 2019, come richiesto dai sindaci e dalle Regioni Abruzzo e Lazio e d'intesa con Anas e Mit".  



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