Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 ACCUSATI DI VIOLENZA SESSUALE RIBALTANO ACCUSA: ''NOI AGGREDITI DA RAGAZZE'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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ACCUSATI DI VIOLENZA SESSUALE RIBALTANO ACCUSA: ''NOI AGGREDITI DA RAGAZZE''

Pubblicazione: 20 giugno 2019 alle ore 15:53

PESCARA - Hanno ribaltato l'accusa sostenendo di essere stati loro a subire un'aggressione da parte di due ragazze.

Nel processo a carico dei due cugini Francesco e Andrea Lombardi (il primo di 21 anni di Cepagatti, il secondo 25 anni di Manoppello), finiti sul banco degli imputati per una violenta aggressione sessuale ai danni di due sorelle all'interno della discoteca Megà il 14 febbraio dello scorso anno, tocca agli stessi imputati raccontare la loro verità al collegio. 

Nell'udienza di ieri, come racconta Il Centro, i due sono stati interrogati e hanno sostanzialmente invertito le parti: erano in fila al bar del locale e avrebbero chiesto di poter offrire la consumazione a una delle due vittime. 

"Ci presero a zampate", hanno testualmente riferito i due ai giudici. Andrea ha voluto fare anche delle dichiarazioni spontanee per depositare al tribunale delle foto che una delle vittime postò sul profilo Instagram qualche giorno dopo i fatti e dalle quali non si vedrebbero i segni dell'aggressione. Ma quelle foto erano già presenti nel fascicolo del pm. 

Una versione dei fatti quindi completamente opposta a quella sostenuta dall'accusa che, proprio per l'evidenza delle prove raccolte contro i due imputati, decise a suo tempo di mandarli direttamente a giudizio, saltando la fase dell'udienza preliminare. 

Le due ragazze erano andate in discoteca per festeggiare un compleanno e si sarebbero ritrovate accerchiate da quello che venne definito un branco di selvaggi. Oltre ai due imputati, infatti, anche altri tre giovani, rimasti sempre sconosciuti, avrebbero fatto parte di quel gruppo. 

A subire quella violenza sessuale, consistita in palpeggiamenti di ogni genere, sul seno e anche nelle parti intime, fu la più grande delle due sorelle, quella di 21 anni. Ma ad accorgersi di quello che stava accadendo, nonostante la musica ad alto volume e la grande confusione che regnava nella discoteca, sarebbe stata proprio la sorella minore che tentò di intervenire, ma rimediò soltanto botte: pugni e schiaffi che le fecero saltare via l'apparecchio acustico.

Nel frattempo, la sorella maggiore cercava di divincolarsi dalle prese dei ragazzi, ma anche lei finì per prendere delle botte. Una scena drammatica che si consumava nell'indifferenza di quanti erano lì intorno. Le due ragazze finirono in ospedale: la 21enne con un dente rotto, graffi dappertutto, una contusione al ginocchio, mentre la sorella più piccola riportò contusioni al volto. 

I due vennero identificati attraverso riconoscimento fotografico in quanto uno dei due, Andrea, aveva dei precedenti, e il pm che istruì il fascicolo, Anna Benigni, chiese la misura cautelare al gip. 

Il giudice Gianluca Sarandrea, che rigettò il carcere disponendo per i due gli arresti domiciliari, definì quella degli imputati "una condotta turpe".

Ora saranno i giudici, nel corso della prossima udienza del 16 ottobre, a trarre le loro conclusioni dopo la discussione. 



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