Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 ACQUA CANISTRO: A PROCESSO FLACCO 'REVOCA ILLEGITTIMA SORGENTE FIUGGINO' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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ENNESIMA VICENDA GIUDIZIARIA INNESCATA DA DENUNCIA DELLA CONCESSIONARIA SANTA CROCE. PROCURA PESCARA CONTESTA REATI DI ABUSO UFFICIO E FALSO IDEOLOGICO: DETERMINE ''CHE HANNO PROVOCATO INGENTI DANNI PATRIMONIALI''

ACQUA CANISTRO: A PROCESSO FLACCO
'REVOCA ILLEGITTIMA SORGENTE FIUGGINO'

Pubblicazione: 13 gennaio 2020 alle ore 07:37

PESCARA - La dirigente del servizio attività estrattive della Regione Abruzzo Iris Flacco è stata rinviata a giudizio con l’accusa di abuso di ufficio e falso ideologico dal procuratore aggiunto di Pescara Annarita Mantini.

Secondo l’accusa avrebbe revocato illegittimamente nei confronti della società Santa Croce la concessione della sorgente Fiuggino, la più piccola delle sorgenti di Canistro. 

Il processo si è già aperto: la prossima udienza è fissata per il 19 febbraio. Nel primo capo di imputazione si ravvisa anche l'aggravante dell'aver commesso il reato "per eseguirne od occultarne un altro, ovvero per conseguire o assicurare a sé o ad altri il prodotto o il profitto o il prezzo ovvero la impunità di un altro reato".

Ad innescare l’ennesimo fatto giudiziario di una vicenda che da anni è sul tappeto, è stata un’azione legale contro la dirigente da parte della società dell’imprenditore molisano Camillo Colella, che aveva già duramente contestato la revoca della concessione della sorgente Fiuggino di Canistro, avvenuta a seguito della determina del 21 agosto 2017, a firma della Flacco. Concessione che la Santa Croce, al culmine di un’aspra contesa davanti al Tar e al Consiglio di Stato con Regione e Comune di Canistro, è tornata ad utilizzare, dopo che gli era stata revocata l’autorizzazione a imbottigliare dalla più grande e importante sorgente Sant’Antonio Sponga. Per questa ultima, c’è una gara in corso, e a cui partecipa la stessa Santa Croce e la San Benedetto, dopo che la sua acqua è inutilizzata e finisce nel fiume Liri ormai da circa quattro anni. 

La Regione Abruzzo non si sarebbe ancora costituita parte civile e la società Santa Croce, da quanto si apprende, vorrà accertare la motivazione alla base della decisione.

La concessionaria, dopo aver subito la revoca anche della sorgente Fiuggino, ha dovuto interrompere l’imbottigliamento, per 91 giorni, dal 25 agosto all'11 novembre del 2017. Per poi riavviare la produzione a  seguito dei ricorsi amministrativi vinti. 

Flacco, almeno questa l’ipotesi della Procura, formulata il 20 ottobre scorso, avrebbe “danneggiato” la società, disponendo la decadenza della concessione, sostenendo che la Santa Croce non aveva ottemperato a quanto previsto dal decreto di rinnovo, in particolare per “difetto di autorizzazione regionale”, in quanto la sorgente Fiuggino “non era mai stata utilizzata”, e perché “non sarebbe stato corrisposto il canone previsto”.

Parallelamente all'azione legale contro la Flacco, sfociata in un processo, si è già risolto a favore della Santa Croce, come detto, il contenzioso in sede di giustizia amministrativa. Il consiglio di Stato il 5 luglio scorso, confermando la sentenza del Tar del dicembre 2018, ha condannato la Regione Abruzzo, a risarcire la società per aver revocato illegittimamente la concessione della sorgente Fiuggino, sulla base, anche qui degli atti della dirigente, la quale ha sostenuto che la risorsa idrica sarebbe stata "troppo esigua, tanto da impedirne lo sfruttamento", e che la Santa Croce avrebbe "realizzato una conduttura occulta che collega la conduttura idrica proveniente dalla sorgente Sant'Antonio alla Fiuggino". 

Argomenti smontati dagli avvocati Claudio Di Tonno del foro di Pescara, e Matteo Di Tonno del foro di Bologna. 
 
Il Consiglio di Stato ha anche stabilito che deve essere la Regione a quantificare la somma da sborsare, e se non lo farà sarà nominato un commissario ad acta. Da parte sua, la Santa Croce con una sua perizia, ha quantificato un danno di oltre 3,5 milioni di euro.

Vinta la partita e riottenuta la concessione, la Santa Croce ora vuole rivalersi in Tribunale, sulle responsabilità che ricadrebbero direttamente sulla dirigente.

Con la quale c’è anche un altro contenzioso in corso: il sodalizio ha infatti chiesto un risarcimento danni personale alla Flacco, per alcune decisioni ritenute illegittime. Una vicenda che ha portato l’avvocatura regionale ad un provvedimento che sancisce la incompatibilità della Flacco a trattare questioni che riguardano la Santa Croce. 

Tanto che la dirigente regionale è stata sostituita dal collega Franco Gerardini, del servizio Rifiuti, alla presidenza della commissione di gara per la sorgente Sant’Antonio Sponga.

Approfondendo i contenuti del rinvio a giudizio, che apre un altro capitolo nell’oramai annoso conflitto: nel dispositivo si legge che la dirigente Flacco è imputata per “più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, agendo nella propria qualità di dirigente del servizio attività estrattive della Regione Abruzzo”, e come firmataria dell'atto di determinazione del 22 novembre 2016, avente ad oggetto la richiesta di realizzazione di un collegamento idraulico della Fonte Santa croce ex Fiuggino, e lo stabilimento di piana Paduli di Canistro”.

In questa veste, la Flacco avrebbe attestato che “la società sorgente Santa Croce, diffidata in concreto alla realizzazione interventi sulla rete di adduzione, fosse in difetto di autorizzazione regionale”.

E avrebbe “attestato, ancora falsamente, che la concessione Santa Croce Fiuggino non risultava mai utilizzata”. Occultando il fatto che “la stessa azienda fosse in possesso di omologa concessione mineraria in forza al decreto ministeriale 16-04-1971 di durata ventennale, rinnovata a seguito di istanza, in data 18-04-1988 per un ulteriore decennio, e successivamente con istanza in data 22-10-2007”.

La Procura sottolinea poi che “l'unica sospensione di attività aziendale afferiva al solo settore dell'imbottigliamento a partire dal 12-12-2008”.

Procedendo oltre, si sostiene che la Flacco non avrebbe ottemperato “alle norme che impongono la previa verifica di attestazione di dati veridici da porre a fondamento delle misure sanzionatorie interdittive di concessione, e quindi di adottare la valutazione dei risultati endo-procedimentali, secondo un criterio di prudenza, immediatamente derivanti anche dalle norme in materia di gestione buon andamento della pubblica amministrazione”.

Sarebbe stato attestato che “la società non ha mai corrisposto il canone previsto, omettendo di evidenziare che la previsione del ‘de qua’ risultava operativa a partire dall'anno 2011 e che la società Santa Croce non era soggetto obbligato perché aveva sospeso l'attività di imbottigliamento fin dall'anno 2008”. 

Mentre aveva continuato regolarmente a versare “i canoni di concessione mineraria nelle more e in costanza del rapporto concessorio con la Regione Abruzzo”.

Come logica conseguenza di tutte queste presunte illegittimità, che per Procura non avrebbero riscontro, Flacco ha così emanato con la determina del 25 novembre 2016 l’avvio di procedimento di decadenza della concessione mineraria Santa Croce Fiuggino, con conseguente diffida utilizzo dell'acqua minerale in mancanza di rete di adduzione. A cui ha fatto seguito la determinazione regionale in data 21 agosto 2017, della definitiva decadenza del rinnovo della concessione.

Atti che, sottolinea la Procura, hanno “provocato rilevante danno patrimoniale avverso il soggetto concessorio”. (Red)



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