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NEO COORDINATORE ABRUZZESE LEGA PRONTO AD INVESTIRE COMMISSIONE PARLAMENTARE COMPETENTE: NEL MIRINO ASSUNZIONI DA PARTE DI AGENZIE INTERINALI. ''SE MANAGER TESTA PORTERA’ AVANTI RIVOLUZIONE, LO APPOGGEREMO. URGE BANDIRE CONCORSI''

ASL L'AQUILA: ''REALTA' OPACA E POCO CHIARA'',
D'ERAMO AVVIA ''OPERAZIONE TRASPARENZA''

Pubblicazione: 14 ottobre 2019 alle ore 07:26

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L’AQUILA - “È necessaria una rivoluzione totale della Asl dell’Aquila. Se il nuovo manager, Roberto Testa, farà questo sarà sostenuto della Lega, se non porterà avanti un’azione di chiarezza, correttezza e trasparenza, lo farà il nostro gruppo, questo è fuori discussione”.

Il deputato aquilano della Lega, Luigi D’Eramo, in una lunga intervista ad AbruzzoWeb, denuncia una situazione in chiaro-scuro nella Agenzia sanitaria aquilana, "una realtà opaca" e "rapporti poco limpidi con sindacati e agenzie interinali" e annuncia la volontà di investire addirittura la Commissione parlamentare di competenza per far luce sulle precedenti gestioni.

D’Eramo è stato da poco nominato dal leader Matteo Salvini coordinatore regionale al posto del collega parlamentare Giuseppe Bellachioma, promosso nello staff organizzativo nazionale per rendere “morbido” il cambio al vertice teso a dirimere il dualismo in atto da mesi tra i due emerso pubblicamente sulle candidature e gli eletti in Abruzzo dopo le elezioni europee del 26 maggio scorso quando la Lega che in Abruzzo ha ottenuto circa il 35 per cento.

A pochi giorni dalla nomina, D’Eramo entra a gamba tesa sulle vicende legate alla sanità provinciale a capo della quale è stato scelto un nome non condiviso dai salviniani che avrebbero voluto l’ex responsabile dell’Agenzia sanitaria regionale, il professore Ferdinando Romano. 

Sulle nomine alle Asl dell’Aquila e di Chieti nel mese di agosto c’è stata anche una mini-crisi politica nella maggioranza di centrodestra per le indicazioni operate dal governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, secondo la Lega partorite senza condivisione.  

Sono tante le criticità degli ospedali abruzzesi che in questi anni sono state denunciate dagli operatori, dai sindacati e dagli stessi cittadini: prima tra tutte l’annosa questione delle liste di attesa, con segnalazioni quasi quotidiane degli utenti, un problema spesso legato alla carenza di personale sanitario.

Dal canto loro, i medici, gli infermieri e tutto il personale in servizio nelle Asl, da anni denunciano “turni massacranti”, “mancate ferie e riposi”.

L’ultimo allarme in ordine di tempo arriva da Carlo Palermo, segretario nazionale del sindacato dei medici Anaao-Assomed, tra i relatori del convegno che si è svolto nelle scorse settimane all’Aquila, nella sala conferenze del Palazzetto dei Nobili, dal titolo “Diritti e doveri di un medico”, alla presenza dei vertici nazionali e di numerosi gruppi giovani del sindacato provenienti da altre regioni: “Se non si prendono provvedimenti ora, rischiamo di chiudere i servizi e di negare l’accesso alle cure ai cittadini”.

Tutti i problemi e le difficoltà che ogni giorno vivono utenti e lavoratori sono riconducibili per lo più ad un’unica grande questione: “i buchi” di personale nelle piante organiche degli ospedali abruzzesi.

Una vicenda ormai nota, tanto da diventare ciclicamente il cavallo di battaglia dei candidati di centrodestra e centrosinistra nelle campagne elettorali: promesse, piani, strategie, che però fino ad oggi non hanno portato al risultato sperato.

Secondo il deputato aquilano, sulla questione dei concorsi finalizzati ad implementare il personale, il problema è che “non si riescono a bandire nonostante la grande carenza di organico all’interno dei vari reparti degli ospedali”.

In particolare, nel caso del San Salvatore, “questo avviene perché il numero del personale viene stabilito in base al numero dell’utenza che in un determinato periodo si reca in ospedale. Questi dati risalgono agli anni immediatamente successivi al 2009, quando il nosocomio era quasi tutto inagibile, quindi la maggior parte dell’utenza era costretta a recarsi in altri presidi ospedalieri della nostra regione”, spiega D’Eramo.

Questo spiegherebbe, dunque, perché “la pianta organica risulta insufficiente”.

Come si è agito in questi anni per trovare una soluzione? 

“In maniera assurda, non è stato chiesto alla Regione di rivalutare il numero dell’utenza giornaliera, ma i precedenti manager hanno scelto di ricorrere alle assunzioni a tempo determinato attraverso le agenzie interinali, una delle quali verrenne pagata circa un milione di euro al mese - prosegue il coordinatore regionale della Lega -. Non entro nel merito della qualità del servizio, che è eccellente, grazie al lavoro dei nostri professionisti, ma è una realtà quella aquilana che va potenziata. Deve essere portata avanti una rivoluzione totale”.

Ma per D’Eramo c’è di più. Ed ecco un altro affondo: “ritengo che all’ospedale dell’Aquila da 6-7 anni ci sia una realtà opaca, composta da spezzoni di politici di centrodestra e centrosinistra a cui si sommano alcune realtà sindacali che cercano di gestire ogni forma di processo politico-amministrativo all’interno della Asl. Questo non è accettabile”, spiega ancora ad AbruzzoWeb.

“Il nostro impegno sin dai tempi della campagna elettorale è stato quello di spezzare questa realtà, è quello che abbiamo chiesto al presidente della Regione Marsilio, con il quale c’è massima sintonia anche in questo settore, non abbiamo mai posto nessun tipo di condizione sul nome del direttore generale, ma abbiamo sempre chiesto che chiunque fosse andato a ricoprire questo ruolo, avrebbe dovuto garantire una trasparenza totale all’interno della Asl aquilana”, sottolinea il deputato.

In particolare D’Eramo parla di rapporti che sembrerebbero poco chiari tra la Asl e alcune agenzie interinali “sui quali come deputato porterò avanti una operazione trasparenza e chiarezza, perché non si comprendono i criteri con i quali continuano ad essere assunti soggetti a tempo determinato”, conclude.



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