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ANCORA SCINTILLE SU BONIFICA DISCARICHE 2A E 2B, COSTA TIRA DRITTO E MANDA COMUNICAZIONE AD ATI, PRESIDENTE FURIOSO, ''VIENE MENO LEALTA' ISTITUZIONALE E NON CI SONO RAGIONI PER ANNULLAMENTO CHE BLOCCHERA' ITER PER ANNI''

BUSSI: MINISTRO PROCEDE CON REVOCA GARA
MARSILIO GLI SCRIVE 'ATTO SLEALE E DANNOSO'

Pubblicazione: 28 maggio 2020 alle ore 17:50

PESCARA - Scontro istituzionale e politico sempre più duro tra Ministero dell'Ambiente e la Regione Abruzzo, intorno alla revoca della gara assegnata nel 2018 per la bonifica delle discariche 2a e 2b di Bussi sul Tirino (Pescara).

Del tutto incurante delle dure proteste del presidente della Regione, Marco Marsilio e del sindaco del comune pescarese, Salvatore Lagatta, il ministro Sergio Costa, area M5s, tira dritto per la sua strada. Nei giorni scorsi è stata inviata una comunicazione all'Ati Dec Deme per ufficializzare l'avvio del procedimento amministrativo di revoca. Alla società i dirigenti ministeriali hanno concesso 15 giorni di tempo per opporsi, e si danno per scontati ricorsi.

Marsilio ha così preso carta e penna e ha scritto a Costa, chiendendo la immediata bonifica delle discariche 2A e 2B, attraverso la rimozione integrale dei rifiuti, il ripristino dei luoghi e la restituzione e messa a disposizione dei fondi della contabilità speciale. La Regione Abruzzo si è resa anche disponibile ad assumere il ruolo di Soggetto Attuatore degli interventi e ha richiesto al Ministero dell’Ambiente la convocazione urgente di un tavolo tecnico congiunto con tutti gli enti interessati.

In giornata si registra la presa di posizione di Antonio Blasioli, consigliere regionale Pd, ex vicesindaco di Pescara e candidato in pectore della minoranza ad assumere il ruolo di presidente della Commissione regionale di inchiesta su Bussi dopo le dimissioni nel febbraio scorso di Giovanni Legnini. Una presa di posizione controcorrente nel suo partito, favorevole alla revoca.

Blasioli all’Ansa non fa che ribadire quello che da tempo dice il Comune e gli ambientalisti di Forum H20, ovvero che non sarebbe un motivo valido per l’annullamento della gara, che rischia di far slittare alle calende greche la bonifica, quanto scritto nel parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici a firma dell'ingegner Carlea del 24 gennaio 2019.

Stesso concetto ribadito da Marsilio nella lettera, dove si giudicano "infondate le tre paventate criticità tecniche del progetto di bonifica aggiudicato, rileváte dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici", 

Marsilio cita un parere dell'Avvocatura Generale dello Stato, che non avrebbe "confermato l'opportunità di addivenire alla revoca ovvero all'annullamento della aggiudicazione", definendo anzi questa ipotesi come una “soluzione non esente da rischi di contenzioso ad esito incerto”. 

L’effetto della decisione sarà infatti sostiene il fronte contrario che va dal centrodestra e dal sindaco di Bussi Lagatta agli ambientalisti del Forum H20 e Rifondazione Comunista, (con il M5s abruzzese schierato con il suo ministro),  l’azzeramento di un iter durato anni, e che era arrivato a definire il progetto, a trovare la compertura nei fondi del post-sisma 2009, per ben 45 milioni, a fare la gara per l’opera integrale di bonifica e di reindustrializzazione.

Intanto il Consiglio di Stato, ha definitivsamente sancito che la società Edison, che ha operato a Bussi fino al 2012, è la responsabile dell'inquinamento, e su di essa gravano ora i costi dell’intervento.

Con l’annullamento della gara e dunque del progetto di bonifica, si perderanno ora i 45 milioni, i tempi per redarre un nuovo progetto potranno durare anni, e si teme che la Edison farà anzi un intervento al risparmio: non la rimozione ma un semplice ‘capping’ dei veleni”.  Quando invece il Ministero avrebbe potuto già avviare i lavori di bonifica e di reindustralizzazione, firmando il contratto alle imprese aggiudicatarie, usando i 50 milioni già in cassa, per poi farsi risarcire da Edison.

LA LETTERA DI MARSILIO A COSTA


Preg.mo ministro Caro Sergio.

Ti scrivo in relazione alla annosa questione della bonifica del Sito di Interesse Nazionale di Bussi sul Tirino non ancora realizzata nonostante da decenni siano impiegate importanti risorse umane ed economiche non solo del Ministero dell'Ambiente da Te diretto, ma di tanti enti territoriali prima fra tutti la Regione Abruzzo che mi onoro di rappresentare. 

Tra le varie aree del S.I.N. da bonificare, quella relativa alle ex discariche 2A e 2B è stata oggetto di quasi un decennio di complessa e intensa attività amministrativa confluita in una gara per la realizzazione dei lavori che è stata indetta a dicembre 2015 dall'allora Commissario di Governo e aggiudicata in via definitiva il 7 febbraio 2018 dai Vs uffici ed era, pertanto, in procinto di essere risanata non appena fosse stato sottoscritto il relativo contratto con il R.T.I. vincitore. 

Purtroppo in questi ultimi giorni spiace costatare che è venuta meno la leale collaborazione che normalmente regola i rapporti tra le istituzioni e che, nel caso specifico, si era ancor più concretizzata in un Accordo di Programma per la bonifica delle discariche menzionate sottoscritto anni addietro tra il Ministero e gli altri enti coinvolti che hanno scelto di utilizzare - a mio avviso molto opportunamente - un metodo collegiale di risoluzione della problematica. 

La decisione di perseguire la revoca della aggiudicazione definitiva della gara per la bonifica delle ex discariche 2A e 2B è stata adottata in modo solitario dagli uffici ministeriali senza alcun coinvolgimento degli altri soggetti istituzionali interessati, prima fra tutti la Regione Abruzzo. 

Questa scelta non solo si pone in evidente contrasto con tutto l'iter amministrativo fin qui svolto, avendo modificato unilateralmente il metodo di lavoro finora perseguito, ma giorno dopo giorno appare sempre più debole, priva di fondamento giuridico ed anche molto rischiosa sul piano delle conseguenze dannose che ne possono discendere sotto vari profili pubblici, alla luce delle notizie che stanno via via emergendo sulla stampa in relazione al contenuto dei documenti connessi. 

In primo luogo, è importante verificare senza indugio se l'interesse pubblico da realizzare continua a essere condiviso tra Ministero e istituzioni coinvolte.

La Regione Abruzzo ritiene indispensabile procedere quanto prima alla bonifica delle aree attraverso la rimozione integrale dei rifiuti e dei terreni contaminati perseguendo il rispetto delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC), come prevede il progetto di bonifica aggiudicato in via definitiva e pronto ad essere realizzato attraverso i fondi pubblici stanziati ad hoc e in sostituzione e danno del responsabile della contaminazione. 

In secondo luogo, è opportuno procedere quanto prima ad una approfondita e congiunta analisi di tutti gli atti alla base di questa nuova valutazione ministeriale. 

Non potrai che condividere con me la forte preoccupazione generata dall'aver appreso che il parere della Avvocatura Generale dello Stato, citato dal Direttore ministeriale dott. Lo Presti, non abbia affatto "confermato l'opportunità di addivenire alla revoca ovvero all'annullamento della aggiudicazione", come dallo stesso affermato nella sua ultima comunicazione inviata, inter alia, alla Regione Abruzzo e al Comune di Bussi, ma abbia definito questa ipotesi addirittura come una “soluzione non esente da rischi di contenzioso ad esito incerto”. Si tratta di un contrasto evidente ictu oculi e facilmente riscontrabile per tabulas. 

Altrettante infondate appaiono le tre paventate criticità tecniche del progetto di bonifica aggiudicato, rileváte dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, per le quali non vi sarebbe ugualmente corrispondenza tra quanto affermato nel parere di quest'ultima istituzione e quanto previsto in concreto nel progetto in relazione alla impermeabilizzazione delle aree, all'individuazione delle discariche ove smaltire i rifiuti presenti nelle discariche e all'assenza dell'analisi di rischio dei rifiuti. Sui primi due punti gli elaborati depositati all'Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale della Regione Abruzzo (ARTA) dal Commissario contenevano l'impermeabilizzazione dei siti di stoccaggio temporaneo, nonché l'elenco delle discariche. 

La stessa Agenzia ha esaminato la documentazione intervenendo l'11 agosto 2015 con una propria nota tecnica sul progetto di bonifica aggiudicato, documento inviato anche al Ministero dell'Ambiente, rendendo evidente come alcuni particolari previsti dal progetto potessero essere migliorati con semplici prescrizioni mai contestate e, soprattutto, spiegando in maniera dettagliata come il Commissario avesse inteso procedere con la procedura semplificata ex art.242bis del D.lgs. 152/2006, prevista dal legislatore proprio per velocizzare le attività di bonifica. Tale procedura non prevede l'analisi di rischio e rimanda la caratterizzazione alla fase conclusiva dei lavori. Ciò renderebbe insussistente anche la terza criticità rilevata dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. 

Inoltre, ancor più anomala appare la decisione di chiudere la contabilità speciale n.3911 di 45 milioni di euro che dovevano garantire la bonifica delle aree e che sono stati restituiti al Ministero delle Finanze in relazione alla richiamata scelta di voler revocare l'aggiudicazione. 

Ciò è avvenuto ancor prima di concludere il relativo procedimento amministrativo comprensivo, ad esempio, dell'analisi di eventuali contro-deduzioni all'avvio del procedimento da parte dei vari soggetti interessati, compresa la parte pubblica, e soprattutto senza acquisire sufficienti garanzie di adempimento da parte della società Edison, responsabile della contaminazione, che si è finora opposta con l'esperimento di tutti i ricorsi interni previsti dall'ordinamento e annunciando addirittura di voler continuare il contrasto ai provvedimenti della pubblica amministrazione in ulteriori sedi. 

Andrebbe piuttosto verificato, senza ulteriore indugio, se l'indisponibilità dei detti fondi non sia venuta meno non a seguito della scelta di revocare l'aggiudicazione della gara, come gli uffici ministeriali vorrebbero far credere, ma ancor prima e a seguito della mancata proroga della contabilità speciale da parte del Dirigente pro tempore, circostanza che ci farebbe guardare con una luce diversa, anche rispetto a chi imputare la responsabilità di quanto sta avvenendo, in ciò costituendo ulteriore rischio per la pubblica amministrazione in caso di contenzioso, tutta la vicenda a cui stiamo assistendo attoniti. 

Nel gennaio 2019, durante la Tua visita a Bussi sul Tirino, in piena campagna elettorale regionale, hai fatto una promessa ai cittadini abruzzesi: dopo due anni di ritardo dalla aggiudicazione della gara, il contratto con la ditta sarebbe stato sottoscritto di lì a una settimana e soprattutto i lavori per la bonifica delle due discariche sarebbero partiti prontamente. Fu proprio in quella occasione che hai preso le distanze da quanto il Direttore ministeriale, dott.ssa Distaso, aveva il 20 dicembre 2018 paventato in merito alla possibile revoca della aggiudicazione. 

Sono certo che da una analisi attenta della documentazione converrai con me e non potrai che affermare nuovamente quanto già asserito un anno fa, ovvero che non è possibile validare l'operato degli uffici ministeriali testé descritto. 

La Regione Abruzzo che rappresento, dopo decenni di attesa, reclama a gran voce la immediata bonifica delle discariche 21 e 2B, attraverso la rimozione integrale dei rifiuti, il rispristino dei luoghi e la restituzione e messa a disposizione dei fondi della contabilità speciale. 

A tal riguardo, si rende disponibile ad assumere il ruolo di Soggetto Attuatore degli interventi e richiede al Ministero dell'Ambiente la convocazione urgente di un tavolo tecnico congiunto con tutti gli enti interessati, nell'alveo dell'Accordo di Programma vigente tra le parti. 

Da ultimo, ma non per importanza, vale la pena ricordare che molto tempo è già trascorso nell'attesa di poter arrestare quella che è una contaminazione in atto che continua a produrre i suoi effetti dannosi verso l'ambiente e potenzialmente verso la salute dei nostri cittadini, come rilevato anche dall'Istituto Superiore di Sanità. Non possiamo più permetterci di ritardare ulteriormente questo risultato al quale tutti insieme possiamo e dobbiamo contribuire. 

 



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