Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 CALANO I CONTAGI: REGIONI VERSO IL 3 GIUGNO, BOCCIA, 'DA DOMANI LIBERTA' DI CIRCOLAZIONE' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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CALANO I CONTAGI: REGIONI VERSO IL 3 GIUGNO, BOCCIA, 'DA DOMANI LIBERTA' DI CIRCOLAZIONE'

Pubblicazione: 02 giugno 2020 alle ore 19:00

ROMA - "Da domani c'è liberta di circolazione senza condizioni ma poi è giusto che ogni presidente di regione rafforzi i propri sistemi di controllo e di prevenzione sanitaria. Il presidente della Sardegna non ha più posto una condizione pregiudiziale, sta lavorando con tutti gli altri su meccanismi che consentano di rafforzare la prevenzione territoriale". 

Così il ministro per gli affari istituzionali Francesco Boccia il giorno prima del "liberi tutti".

C'è chi annuncia controlli in stazioni e aeroporti con il contact tracing che ancora non c'è, chi chiederà un'autocertificazione, chi pensa ad un bonus per chi si sottoporrà ai test sierologici, chi lancia la App regionale, tutto rigorosamente su base volontaria: con l'avvicinarsi della fine dei divieti di spostamento e la possibilità di circolare liberamente in tutta Italia, le Regioni continuano a procedere in ordine sparso per cercare di limitare il rischio di nuovi contagi nei propri territori senza però arrivare allo scontro frontale con il governo, dopo la conferma che il 3 giugno si riparte tutti insieme. 

Nessun presidente, nonostante le dichiarazioni e le minacce, al momento ha emesso ordinanze in contrasto con la decisione dell'esecutivo. 

E il perché è abbastanza chiaro: ogni provvedimento che prevedesse patenti sanitarie, quarantene obbligatorie o altre misure in contrasto con quelle nazionali, sarebbe immediatamente impugnato. 

Mercoledì dunque si riparte, senza alcun nuovo Dpcm - quello in vigore già prevede la fine dei divieti il 3 giugno - senza conferenze stampa del premier Giuseppe Conte che, dicono fonti di governo, salvo cambiamenti dell'ultimora considera la questione riaperture chiusa e preferisce concentrarsi sulla battaglia in Europa, e con qualche rischio in più. 

"Ma qualche quota di rischio va presa, altrimenti non apriremo mai", ammette il presidente della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini che in queste settimane ha svolto il ruolo di mediatore tra le richieste dei governatori e l'esecutivo. 

Rischi "ponderati" li ha definiti il ministro della Salute Roberto Speranza che trovano conferma anche nei dati giornalieri: ieri "solo" 178 contagiati, un numero mai così basso dal 26 febbraio, con un rapporto tra tamponi fatti e positivi individuati che per la prima volta è sotto l'1% (0,98%). 

Anche i dati della Lombardia vanno meglio, ma quelli di oggi riflettono le rivelazioni raccolte domenica con molti meno tamponi rispetto al resto della settimana. 

Numeri che per il governo confermano la linea "aperturista": se poi qualcuno, sottolineano fonti vicine al ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, ritiene di dover chiedere, sempre e solo su base volontaria, le generalità ad un turista, un'autocertificazione o di procedere con il tracciamento, l'esecutivo non si metterà di traverso. 

Tra l'altro, il clima con i governatori viene definito molto positivo e il ministro ha continuato ad avere contatti con i presidenti delle Regioni, compreso quello della Lombardia, Attilio Fontana. E quelle delle iniziative locali è la strada che stanno seguendo i governatori. 

Il sardo Christian Solinas ha fatto marcia indietro e, dalla patente sanitaria, è passato a pensare di offrire un incentivo sotto forma di voucher a chi si sottoporrà al test sierorologico e si dice pronto a varare un questionario e una piattaforma per la registrazione di chi arriva, entrambe su base volontaria. 

"Tratteremo fino all'ultimo per un accordo ma se non riusciremo a trovarlo allora appronteremo un sistema più articolato". 

Dal canto suo, il presidente siciliano Nello Musumeci si affida alla app Sicilia Sicura, che non sarà pronta prima del 5 e che ovviamente sarà su base volontaria anche questa. 

"Permetterà a chi arriva - dice - di poter essere assistito dal personale medico dell'Unità sanitaria turistica in caso di bisogno". 

In Campania, invece, non è ancora chiaro cosa accadrà visto che il governatore Vincenzo De Luca e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris sono impegnati a litigare sugli orari di apertura dei locali mentre nel Lazio si punta su maggiori controlli attraverso il contact tracing nelle stazioni e negli aeroporti. 

"E' necessario tenere alta la guardia - sottolinea il presidente e leader del Pd Nicola Zingaretti - Roma è il cuore dello Stato e vi sono i principali snodi ferroviari e aeroportuali". Ma anche in questo caso, nulla sarà obbligatorio se non utilizzare la mascherina nei luoghi chiusi.

QUESTIONARI E APP, VADEMECUM DEL VIAGGIATORE DAL 3 GIUGNO

Tracciamento dei turisti, controlli con termoscanner, prenotazioni e questionari. Ma c'è anche chi, in uno spot scherzoso, offre la cena ai forestieri. 

Liberi tutti, ma solo a determinate condizioni: l'Italia con la "serratura aperta", ancora divisa tra chi oscilla per una più rapida ripresa economica e chi per la lenta cautela della salute, resta un rebus per i tanti turisti o semplici cittadini che si sposteranno tra le regioni. 

Con il nuovo step, a partire dal 3 giugno, sparirà di sicuro l'autocertificazione, ma in generale rimarranno i divieti di assembramenti, di togliere la mascherina nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico e sui mezzi di trasporto. 

Resta anche l'obbligo del distanziamento sociale e la quarantena per chi ha infezioni respiratorie con febbre o la temperatura corporea superiore ai 37.5 gradi. 

Agli spettacoli all'aperto potranno assistere al massimo mille persone, 200 nelle sale al chiuso. Per il resto tutto cambia e in modi diversi. 

Le stesse Ferrovie dello Stato si preparano alla ripresa degli spostamenti in tutto il Paese: diventano 80 le Frecce, 48 gli Intercity e 4653 le corse regionali in circolazione. 

Ma stazioni e scali restano sorvegliati speciali: primi tra tutti Termini e gli aeroporti di Roma, dove saranno rilevate le temperature corporee. Inoltre nel Lazio sarà potenziato il contact tracing mentre i casi sospetti saranno indirizzati ai drive-in per possibili test, ma la Regione Lazio auspica anche il "tracciamento a livello nazionale". 

Dalle precauzioni della Capitale al monitoraggio hi-tech in Trinacria: dal 5 giugno sarà attiva l'app "Sicilia Sicura" per chi arriva nella regione e sarà facoltativa, permettendo a chi arriva nell'Isola di poter essere assistito dal personale medico dell'Unità sanitaria turistica, istituita in ognuna delle nove province. Anche qui sono previsti controlli con i termoscanner nei principali punti di snodo. 

Precauzioni anche nella seconda più grande isola: per andare in Sardegna sarà sufficiente fare una prenotazione, ma la Regione preme ancora con il governo per poter l'introduzione della richiesta di un "passaporto sanitario", ovvero una certificazione di negatività risultante da un test accreditato dallo Stato. 

In alternativa il governatore potrebbe istituire la registrazione all'ingresso su una piattaforma online e la compilazione di un questionario per avere contezza su dove concentrare i maggiori controlli. 

Il governatore della Puglia ha invece fatto esplicita richiesta a chiunque dovesse entrare nel territorio regionale, in qualità di turista o di rientro nella propria regione, di segnalare la propria presenza e di tenere memoria dei contatti. 

In Campania si annuncia un attento aumento di controlli e test rapidi, ma si pianificano anche controlli alle stazioni di Salerno e Napoli - dove il sindaco invoca i tamponi per chi arriva da fuori regione - nei porti, all'aeroporto e ai caselli autostradali, con particolare attenzione a chi proviene da Lombardia, Piemonte e Liguria. 

Il capoluogo campano, in particolare, dovrà allinearsi alle restrizioni in tutta la regione: il Tar ha sospeso l'ordinanza in base alla quale, i locali avrebbero potuto somministrare bevande e alimenti, anche da asporto, fino alla mezzanotte (e non fino alle 22). 

In Piemonte la linea è quella nazionale, ma sarà obbligatorio indossare la mascherina anche all'aperto vicino ai centri commerciali, per esempio nei relativi parcheggi. 

Ci sono anche regioni che guardano oltre, preparandosi a maggiori libertà: in Veneto, dove in questi giorni si stanno chiudendo i Covid Hospital, si annunciano già pronte le linee guida su teatri, discoteche, cinema, casinò e sale giochi, in attesa della convocazione del governo.

E c'è la governatrice calabrese che, tra ironia ed entusiasmo, annuncia l'apertura con incentivi conviviali: "La Calabria è aperta a tutti e a chi viene gli si offre una cena".  



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