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CALCIO: ''SIAMO NOI L'AQUILA 1927'', SALTA ACCORDO PROPRIETA'-IMPRENDITORI ''STRAPPO INSANABILE''

Pubblicazione: 08 agosto 2019 alle ore 09:42

L'AQUILA - "Noi siamo la nuova compagine dell'Aquila 1927, siamo noi i proprietari". 

Ha esordito così il presidente rossoblù Paolo Fioravanti, che ieri pomeriggio, dopo giorni di confusione sulla situazione della società sportiva aquilana, ha fatto il punto insieme a Marco Mancini e la socia presidente del Supporter's Trust Simonetta De Sanctis Stizani, rispettivamente segretario e tesoriere del Club.

"Abbiamo rilevato da Marco De Paulis la società, che qualche problemino lo ha lasciato, abbiamo preso l'onere di riparare ai debiti della precedente gestione e onoreremo gli impegni presi con i giocatori, inoltre ci sono pendenze con lo staff che affronteremo di volta in volta", ha spiegato, sottolineando le difficoltà che la nuova società dovrà affrontare.

Nei giorni scorsi è saltata la collaborazione tra il gruppo di imprenditori, che si erano detti pronti a sponsorizzare il club: Domenico Cimini, Mauro Scopano ed Eliseo Iannini.

"Avevamo un accordo di sponsorizzazione con il gruppo, ma al momento di mettere nero su bianco ci sono state imposte una serie di 'strutture' all'interno della società stessa, per cui la proprietà veniva estromessa da qualunque tipo di controllo. Abbiamo cercato di mediare ma non c'è stato nulla da fare", ha proseguito il presidente.

Fioravanti, nel ringraziare Scopano "che rispetterà lo stesso il contratto di main sponsor", ha precisato: "Andiamo avanti da soli e facciamo un appello alla città che ci sia vicina".
 
Insomma, per i responsabili del club gli imprenditori hanno cercato in qualche modo di metterli in minoranza o addirittura fuori dalle scelte societarie, tanto che "la parte tecnica era riservata a Maurizio Ianni, Iannini e Rossi, mentre quella organizzativa solo il presidente Fioravanti, con due rappresentanti degli imprenditori", ha aggiunto. 

In una nota, però, il gruppo di imprenditori, ha tenuto a precisare che "Nella mattinata di martedì scorso, il presidente Fioravanti ha chiamato Iannini per comunicargli che dopo la riunione con il Trust della sera prima, quanto proposto non era di loro gradimento, creando di fatto uno strappo insanabile con il nostro gruppo imprenditoriale, di cui hanno fatto le spese anche Ianni Maurizio, esonerato dopo aver dato sempre tutto se stesso per la causa, e Fabrizio Rossi, di cui facilmente tutti si sono dimenticati quello che ha fatto per L’Aquila calcio, non ultimo la mediazione con Fedeli, entrambi perché legati a Iannini".

Il budget su cui poter contare, come ricordato in conferenza stampa, è pari a 100 mila euro.

Intanto ha preso il via la campagna abbonamenti "L'Aquila siamo noi".

LA NOTA DEGLI IMPRENDITORI

In considerazione di quanto scritto e pubblicato sui social, riteniamo opportuno e necessario rappresentare puntualmente i fatti realmente accaduti, per doveroso rispetto alla cittadinanza aquilana, lasciando ad altri commenti e giudizi.

Tutto inizia il 16 luglio, a Paganica, con il pranzo fra l’avvocato De Paulis e Iannini nel corso del quale il presidente avanza richieste astronomiche per cedere la società ottenendo risposta negativa da Iannini che chiedeva la cessione gratuita di una squadra di prima categoria.

Nei giorni successivi il Trust raggiunge un accordo con De Paulis, stilando un contratto che prevede il pagamento di spese per lo stadio, due mensilità giocatori, l’assegno all’allenatore, il problema delle garanzie a Zanon e Iva non pagata.

Ianni, Rossi, Cimini e Scopano incontrano il Trust, stabiliscono forme di collaborazioni con l’impegno del nuovo gruppo imprenditoriale di prendere la società il prossimo anno, costituendo una Srl, in cui ci sarebbe stata una quota anche del Trust.

Nel contempo, il nostro gruppo imprenditoriale ha predisposto un Budget per il 2019, sottoposto al Trust e lunedì scorso, nel corso dell’incontro fra quattro rappresentanti del Trust, Cimini, Iannini (per la prima volta) Ianni e Rossi è stato presentato un organigramma, con i nominativi, che si sarebbe dovuto ratificare nell’incontro di oggi poi saltato per i noti accadimenti.

Nell’organigramma nei posti di controllo e verifica ci sarebbe stato il presidente Fioravanti, negli altri, operativi, economico-finanziario e tecnico, il nostro gruppo imprenditoriale con Ianni e Rossi.

Un organigramma con un programma triennale, che contemplava anche la gestione dello stadio Gran Sasso, con interventi per la realizzazione di una foresteria e sistemazione campo antistadio e convenzione per ottenere il Mancini, tutti a carico del nostro gruppo imprenditoriale, un programma che da tre Iannini sta proponendo all’Amministrazione comunale, con un progetto già pronto.

Nessuno ha affrontato il discorso economico, non si è assolutamente parlato di una riduzione dell’intervento finanziario del nostro gruppo imprenditoriale anche perché stabilito con precisione nel Budeget 2019 e nessuno degli intervenuti del Trust ha contestato l’organigramma.

Pertanto, risultano del tutto non veritiere le dichiarazioni rilasciate circa “contribuzioni personali ridottesi da quelle menzionate in una prima fase di trattativa a circa un quarto del costo stagionale previsto” e ”l’orgoglio di non sottostare alle decisioni altrui per cifre ritenute modeste dal direttivo dei tifosi proprietari”

A maggior chiarimento, precisiamo che Iannini si sarebbe accollato personalmente, extra budget, sia l’ingaggio di Zanon che di un forte centrocampista, di una punta e di 2 giocatori della Berretti del Teramo che Iannini, a titolo di amicizia, avrebbe richiesto Andrea Iaconi, con il quale Iannini intrattiene ottimi rapporti, oltre che ad una telefonata esplorativa fatta ad Aureli con il Monza, per vedere se avevano fuoriquota da prestarci.

Nella mattinata di martedì scorso, il presidente Fioravanti ha chiamato Iannini per comunicargli che dopo la riunione con il Trust della sera prima, quanto proposto non era di loro gradimento, creando di fatto uno strappo insanabile con il nostro gruppo imprenditoriale, di cui hanno fatto le spese anche Ianni Maurizio, esonerato dopo aver dato sempre tutto se stesso per la causa, e Fabrizio Rossi, di cui facilmente tutti si sono dimenticati quello che ha fatto per L’Aquila calcio, non ultimo la mediazione con Fedeli, entrambi perché legati a Iannini.

Quindi non veritiere sono le dichiarazioni rilasciate che “nel corso dell’incontro di lunedì pomeriggio sono emerse posizioni inconciliabili fra le parti, soprattutto per quanto riguarda il lato economico. E’ emerso chiaramente che sarebbe stato impossibile trovare un punto d’incontro”.

Il nostro gruppo imprenditoriale comunque augura il massimo possibile per il raggiungimento degli obiettivi del Trust.



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