Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 CALL CENTER L'AQUILA: 30 OPERATORI A CASA, CRETAROLA SUL PIEDE DI GUERRA Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

CALL CENTER L'AQUILA: 30 OPERATORI A CASA, CRETAROLA SUL PIEDE DI GUERRA

Pubblicazione: 09 gennaio 2019 alle ore 14:21

Venanzio Cretarola

L’AQUILA – “Ancora riduzione dell’occupazione nei call center aquilani. Ancora silenzio e indifferenza all’Aquila. Il 31 dicembre scorso l’azienda Customer 2, costituita nel capoluogo d’Abruzzo nel 2016 per rilevare i 250 licenziati della ex Globenet, ha interrotto il rapporto di lavoro interinale di 30 lavoratori dopo quasi due anni di attività”.

L’allarme è lanciato da Venanzio Cretarola, coordinatore nazionale del settore call center di Cisal Comunicazione e presidente dell’associazione Lavoriamo per L’Aquila.

“Tutti i lavoratori coinvolti sono stati lasciati soli nell’indifferenza anche dei sindacati presenti in azienda, e si sono rivolti all’associazione Lavoriamo per L’Aquila e alla Cisal”, spiega Cretarola in una nota. 

“Ma non si tratta di una semplice scadenza di lavoro a termine: anche in questo caso non si rispetta la legge sulla clausola sociale che, in caso di cambio di gestore del servizio e permanenza dei volumi di attività, garantisce la continuità occupazionale”, prosegue.

“Cosa è successo infatti? Customer 2 ha comunicato di aver ceduto la proprietà maggioritaria a Contact Centre Sud di Battipaglia a cui la committente Wind Tre ha girato la commessa di lavoro. Contact Centre Sud ha quindi affidato in subappalto a Customer 2 (sua controllata) la medesima attività svolta finora dalla stessa Customer 2. È tutto chiaro? Nel frattempo risulta però che ai quasi 200 assunti a tempo indeterminato di Customer 2 viene aumentato l’orario di lavoro (evidentemente per compensare gli interinali mandati via) e la nuova proprietaria Contact Centre Sud sta reclutando oltre 80 persone a Battipaglia. È evidente quindi il rischio di spostamento altrove del lavoro finora svolto all’Aquila”, prosegue il sindacalista.

“Ce n’è abbastanza per allarmarci, non solo per gli interinali non rinnovati, ma anche per quelli di prossima scadenza e, chissà, anche per i dipendenti indeterminati. Come noto in caso di agevolazioni all’assunzione (di cui anche Customer 2 ha usufruito) l’azienda ha l’obbligo di mantenere l’occupazione per due anni, ormai passati. Anche stavolta all’Aquila tutto tace”, lamenta quindi l’esponente Cisal e presidente dell’associazione Lavoriamo per L’Aquila.

“Questo però vuol dire due cose – precisa poi – che si tratta di un cambio di gestore, quindi va applicata la legge sulla clausola sociale garantendo (in caso di permanenza di volumi complessivi di attività) la continuazione del rapporto di lavoro anche degli interinali in servizio nelle aziende in subappalto, come abbiamo già dimostrato nella vertenza del Contact Center Inps; che esiste un evidente rischio di delocalizzazione surrettizia del lavoro finora svolto all’Aquila eludendo o ignorando del tutto la legge sulla clausola sociale. Chiediamo quindi l’immediato reimpiego in somministrazione dei lavoratori interessati. In caso contrario sarebbero lesi i loro diritti di continuazione occupazionale con il nuovo gestore perdendo il requisito dei sei mesi continuativi di attività nella medesima commessa di lavoro”.

“A tale scopo Cisal comunicazione nazionale ha inviato richieste di incontro urgente e diffide ad entrambe le aziende coinvolte e alla committente Wind Tre, oltre che a Ministero del Lavoro, Regione Abruzzo, Comune dell’Aquila, per garantire il pieno rispetto dell’articolo 1 comma 10 della Legge 11/2016 e dell’accordo sindacale Asstel-Cgil-Cisl-Uil del 30 maggio 2016 e dei relativi obblighi di informazione preventiva e contrattazione sindacale delle modalità applicative in capo alle tre aziende coinvolte. In assenza di risposte immediate seguirà una mobilitazione pubblica dei lavoratori, sollecitando la solidarietà e la partecipazione di tutti i lavoratori ex colleghi e degli altri Call Center: non sono in ballo solo 30 posti di lavoro, preziosissimi, ma il destino del maggior settore occupazionale dell’Aquila. Sarebbe un precedente pericoloso ed inaccettabile”, conclude. 

 



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