Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 CAMERA COMMERCIO GRAN SASSO, BALLONE VS LANCIOTTI TRA VETI E TRATTATIVE CARBONARE Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

MOLTI ASPIRANTI E POCHI POSTI, GIOCHI APERTI PER CONSIGLIO ENTE NATO DA
FUSIONE L'AQUILA-TERAMO. INCROCIO NOMINE CON RINNOVI A CONFINDUSTRIA

CAMERA COMMERCIO GRAN SASSO, BALLONE VS LANCIOTTI TRA VETI E TRATTATIVE CARBONARE

Pubblicazione: 08 ottobre 2018 alle ore 20:57

L’AQUILA - Trattative febbrili tra veti ed alleanze che si fanno e disfano con grande facilità e disinvoltura per la formazione del Consiglio della Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia, nata dalla fusione tra l’ente camerale dell'Aquila e quello di Teramo. 

Una situazione che tira in ballo gli enti che devono designare i propri rappresentanti del nuovo soggetto pubblico e che si incrocia anche con il rinnovo dei vertici di Confindustria L’Aquila che, secondo quanto si è appreso, non ha ancora abbandonato le speranze di una fusione con Teramo, saltata clamorosamente e traumaticamente quando sembrava fatta ad inizio di quest’anno. 

Una situazione che attiva un valzer di nomine ed incarichi per cui sono in lizza, naturalmente, con molti pretendenti rispetto ai posti disponibili. 

In un quadro in cui si stanno rivelando difficili gli apparentamenti tra le associazioni di categoria, il nuovo ente camerale per la cui operatività si attende il via libera documentale dalla Regione Abruzzo, in pole position, per la guida dell'ente, figurano Antonella Ballone, teramana, in quota agli Industriali, figlia dell'imprenditore proprietario della Baltur, Agostino Ballone, attuale presidente di Confindustria Abruzzo, e Gloriano Lanciotti, direttore della Cna di Teramo e attuale presidente dell'ente camerale teramano. 

Nelle ultime ore si registra una new entry: Cesare Zippilli, presidente di Confindustria Teramo, nomina che secondo i bene informati dovrebbe essere la contropartita per la presidenza all’attuale capo degli industriali aquilani, Marco Fracassi, del nuovo soggetto nel caso di fusione tra le due Confindustrie provinciali dell’Aquila e Teramo.  

Comunque, la bionda imprenditrice teramana dei trasporti Ballone, che da anni entra in lizza come papabile in tutte le cariche, sia pubbliche, sia private, era già in ballo nell’intesa segreta, poi saltata clamorosamente, preparata dai vertici di Confindustria L’Aquila e Teramo lo scorso anno, ai tempi in cui la fusione sembrava cosa fatta. 

Una tela tessuta in particolare dal presidente, Fracassi, e dall’ex direttore, Carlo Imperatore, poi defenestrato per accuse mai dimostrate di mala gestione, ed ora in contenzioso con gli industriali, proprio nella riunione che avrebbe dovuto vere la fusione. Ma i giochi sono tutt’altro che fatti. 

Un dato assodato, stando ai rumors, è il fatto che non è della partita, il presidente della Camera di commercio dell'Aquila, Lorenzo Santilli, investito da numerose polemiche interne ed esterne in relazione alle gestione ritenuta “troppo accentratrice” dell'ente e ai recenti fatti inerenti la rinuncia all'organizzazione della Rassegna ovini di Campo Imperatore. 

Un Santilli che però non rinuncia a condurre la danza da fuori. I nomi dei due papabili sarebbero la conseguenza di un accordo stipulato da Confindustria L'Aquila e da Confcommercio L'Aquila nel 2015, durante la cosiddetta “cena dell'ossobuco”, che ha portato alla riconferma di Santilli, al suo secondo mandato, in cambio della cessione della presidenza stessa agli Industriali, al momento della formazione della Camera di commercio unica interprovinciale. 

Comunque, gli appetiti territoriali, rischiano di far saltare gli accordi. 

Se dovesse andare in porto l'ipotesi delineata nel patto dell'ossobuco la presidenza andrebbe alla Ballone, mentre la vice presidenza spetterebbe all'Aquila: incarico che Confcommercio vuole mantenere nelle sue mani e in tal senso Santilli sarebbe pronto a piazzare uno dei suoi fedelissimi, Celso Cioni, direttore regionale della Confcommercio o, in alternativa, Roberto Donatelli, presidente della provincia dell'Aquila della stessa associazione commercianti, per mantenere comunque un parziale controllo dentro la struttura.

L'attuale presidente della Camera aquilana punterebbe, invece, ad un incarico in Unioncamere, a Roma. 

Manovre e rumors propongono anche altre soluzioni: non è escluso che alla vice presidenza venga chiamato l'imprenditore edile Gianni Frattale, ex presidente provinciale dell’Aquila dei costruttori per due mandati, la cui vicinanza a Santilli è nota. 

Non è sfuggito ai più attenti che lo stesso Frattale ha sfilato accanto al presidente della Camera di commercio nel corteo della Perdonanza del 28 luglio, nella posizione che spettava ai rappresentanti dell'ente, pur non rivestendo incarichi in giunta. 

Ma sul disegno di Confindustria e Confcommercio pesano i numeri della Cna, fortissima sul versante teramano e che gode dell'appoggio del cartello delle associazioni di categoria di Rete imprese Italia, compresa la Confcommercio di Teramo. 

Se dovesse spuntarla Gloriano Lanciotti, la vice presidenza andrebbe di diritto a Confindustria L'Aquila, secondo l'alternanza stabilita tra i due enti camerali al momento della fusione. 

In tal caso, è già pronto un nome eccellente, che gli Industriali sono pronti a spendere: si tratta di Ezio Rainaldi, delegato di Confindustria L'Aquila alla ricostruzione e nipote dell'ex presidente della Camera di commercio dell'Aquila, Giorgio Rainaldi

Un nome sul quale c’è il placet del presidente provinciale Fracassi, il cui mandato scade a fine anno, rimasto isolato dopo la rottura dei rapporti con Imperatore, vero stratega degli industriali, ma che non ha abbandonato il progetto di fusione e il sogno di ottenere un altro mandato, visto che in Confindustria provinciale non può essere confermato. 

Pensa alla vice presidenza della Camera di commercio anche l’ex presidente dei costruttori edili aquilani, Ettorre Barattelli, che quando era al timone di Ance Fracassi preferiva a Rainaldi, che si è dovuto dimettere dalla carica lo scorso mese di maggio per una condanna di primo grado ad un anno e mezzo in un processo per un appalto della ricostruzione post terremoto. 

Il noto costruttore punta sul sostegno del suo successore, il giovane Adolfo Cicchetti, che a fine giugno è stato eletto con una schiacciante maggioranza. 

In molti dei contendenti si chiedono come faccia il 51enne imprenditore a ripresentare la propria candidatura per un ente pubblico dopo essere stato costretto ad abbandonare un ente privato come l’Ance. 

Per questo la pressione sta imbarazzando e non poco, il neo presidente. 

Incerta, invece, la composizione del puzzle consiliare, per il quale si attende la ratificazione da parte del commissario nominato dal Governo, Fausta Emilia Clamenti, che a giorni trasmetterà i dati definitivi alla Regione per la validatura. 

Solo allora si procederà alla formalizzazione del nuovo Consiglio della Camera di commercio del Gran Sasso d'Italia, che nominerà il presidente. 

Una battaglia a colpi di alleanza strategiche ancora apertissima, in cui al peso numerico si aggiunge la capacità territoriale di strappare un accordo per la presidenza. 

Per condire un quadro non proprio edificante emerge, sempre stando a rumors interni alle varie associazioni, che il presidente Santilli e il vice presidente Fracassi sarebbero ai ferri corti, rapporti freddi che si sarebbero determinati da quando Confindustria ha votato contro la ripartizione dei fondi post-terremoto sul turismo che nelle intenzioni di Santilli avrebbero dovuto finanziare le Dmc. (b.s.)



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