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PRESIDENTE ASCOM TERAMO, GIOVANNELLI: NO A MATRIMONIO CON L’AQUILA. POI SMENTISCE: CHIESTA RIFLESSIONE, NOTA CONCORDATA CON CIONI

CAMERA COMMERCIO GSD'I: SU FUSIONE VACILLA CONFCOMMERCIO, NUOVE TENSIONI

Pubblicazione: 14 giugno 2019 alle ore 18:53

L'AQUILA - Sulla nascita della Camera di commercio del Gran Sasso d'Italia si spacca anche il fronte della Confcommercio. Il presidente dell'Ascom di Teramo, Giammarco Giovannelli, in una nota rompe l'alleanza con i cugini di Confcommercio L'Aquila, di cui è espressione l'attuale presidente dell'ente camerale aquilano, Lorenzo Santilli, che sta accelerando sulla fusione con Teramo anche con l’appoggio della Regione che con l’assessore competente Mario Febbo, si è schierato per completare il percorso dell’unione con il varo ufficiale della Camera di commercio Gran Sasso d’Italia.

Tutto cià nonostante il no dell’ente camerale di Teramo che si è pronunciata con il presidente, Gloriano Lanciotti.  “I matrimoni camerali rappresentano una reale opportunità solo interpretando la verità dei numeri e utilizzando il buon senso degli uomini”.

Una stroncatura netta e una doccia gelata sugli alleati aquilani – Confcommercio Teramo e L'Aquila hanno presentato insieme i dati numerici per rafforzare il posizionamento in vista della nuova composizione del consiglio camerale unificato – che, secondo gli osservatori, fa vacillare anche la poltrona di Celso Cioni, direttore regionale dell'Associazione commercianti le cui ambizioni di essere eletto alla presidenza della Camera Gran Sasso sono ormai palesi.

Anche se dopo la nota, Giovannelli, molto probabilmente per le tensioni scatenate con i cugini aquilani e lo stesso Cioni, si è affrettato a smentire l’interpretazione data dai media. “Il mio obiettivo era di chiudere una riflessione sui numeri, non c’è nessuna spaccatura tanto che ho concordato la nota con Celso Cioni” – ha spiegato chiamando questo giornale.

Ma la nota inviata stamani non sembra dare adito a dubbi:  “La posizione di Confcommercio Teramo sulla nascita della Camera del Gran Sasso è nota a tutti”, scrive, Giovannelli, “tale posizione, più volte è stata espressa con fermezza anche dal presidente, Giandomenico Di Sante, e trova conferma negli attuali scenari nazionali che ci obbligano a ribadire in maniera netta e trasparente i nostri orientamenti. Pur non avendo alcun pregiudizio nella valutazione di eventuali, future, opportunità di accorpamento, peraltro auspicate dagli indirizzi normativi dello Stato Italiano, non possiamo ignorare il quadro che si è delineato”, afferma il presidente di Confcommercio Teramo, “abbiamo il dovere e l'obbligo di tutelare e difendere gli indiscutibili diritti di produttività e rappresentatività delle economie teramane recentemente emersi da dati certi e condivisi.

Questi temi necessitano di una responsabile e saggia riflessione sui nostri doveri di rappresentanti del territorio, indipendentemente dal pronunciamento della Corte Costituzionale”.

Una risposta indiretta, secondo molti addetti ai lavori, all'accelerazione del percorso di fusione impressa da Santilli, che nell'ultimo consiglio camerale, convocato proprio per discutere dell'accorpamento, riunione a tratti molto animata, ha ribadito la volontà di andare avanti, puntando i piedi e rigettando la richiesta di una delibera di giunta e di consiglio, arrivata dal presidente della Camera di commercio di Teramo Lanciotti, volta a bloccare la nascita operativa del nuovo ente interprovinciale.

La posizione di Santilli, che secondo i bene informati non vede l'ora di lasciare la poltrona della presidenza, per via delle polemiche che lo hanno investito nell'ultimo anno, si fa adesso se possibile ancora più difficile. E' di ieri la notizia della protesta dei pastori, pronti a portare migliaia di pecore sotto la sede della Camera di commercio dell'Aquila, a Bazzano, contro il mancato impegno dell'ente nell'organizzazione della Rassegna ovini di Campo Imperatore, giunta alla sessantesima edizione.

E adesso, Santilli dovrà affrontare un'altra grana: il no alla fusione che arriva dall'interno dell'associazione di categoria che lo ha fatto salire sul carro della presidenza della Camera aquilana, la Confcommercio. Con i teramani che fanno resistenza, trovare la quadra sarà più difficile, soprattutto sulla corsa alla presidenza della Camera Gran Sasso. Una spaccatura che non agevola il posizionamento di Cioni, portato dallo stesso Santilli, suo amico di vecchia data, con il quale ha condiviso la scalata all'associazione datoriale nel lontano 2011.  

 



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