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CENTRO ENI: VERINI, ''DELIBERA NULLA''. CIALENTE REPLICA

Pubblicazione: 13 ottobre 2010 alle ore 11:39

Il centro ricerche dell'ateneo, donato dall'Eni all'Aquila, continua a far parlare di sé.

L'approvazione del progetto, avvenuta in consiglio lo scorso 11 ottobre, avrebbe dovuto chiudere un dibattito che dura  da tempo. Così invece non è stato.  Enrico Verini (nella foto) è intervenuto duramente sulla questione, affermando che "la delibera sarebbe avvenuta in ritardo, rendendo l'atto nullo".

Pronta la replica del sindaco Massimo Cialente. "La delibera è valida - ha affermato - e non capiamo, tra l’altro, chi mai avrebbe interesse ad impugnarlo”.

VERINI: "DELIBERA APPROVATA IN RITARDO, E' NULLA"

L'AQUILA - L’approvazione da parte del consiglio comunale del progetto per la variante al piano regolatore per la realizzazione del Centro di ricerche Eni, avvenuta lo scorso 11 ottobre, non placa le polemiche.

La delibera, che avrebbe dovuto chiudere un dibattito che dura da tempo, ratificando l’accordo di programma sottoscritto fra Comune, Provincia e Università dell’Aquila, è secondo Enrico Verini nulla.

Secondo il consigliere comunale di "Rialzati L'Aquila" “la delibera per inettitudine, incapacità dell’amministrazione attiva, in particolare del sindaco e dell’assessore proponente Roberto Riga, è stata approvata dopo 34 giorni rispetto all’accordo di programma stipulato tra Comune, Provincia, Università ed Eni”.

Un ritardo di 4 giorni sui 30 del termine massimo per l’approvazione che renderebbe l’atto nullo.

L'Eni, pronta a investire 20 milioni di euro nel capoluogo nell'ambito di un più ampio progetto messo in campo all'indomani del terremoto in Abruzzo, secondo Verini potrebbe per tale motivo ritirare la sua proposta.

“Chi mai - si chiede il consigliere comunale - inizierà sul serio a costruire quando si sa che l’atto approvato è nullo per legge? Forse credono che una struttura come l’Eni metterà in gioco questa cifra e la propria credibilità sapendo che basterà un semplice ricorso al Tar di un cittadino per far annullare tutto?”.

“Sicuramente - ha aggiunto - questo non accadrà e la città, così come l’Università, perderanno l’ennesima occasione di sviluppo; occasione persa per manifesta incapacità di questa sinistra ma, ancor più della coalizione in sé, degli uomini che mal rappresentano in questo momento la nostra città".

Verini ha poi evidenziato la facilità con cui il Comune trasforma la destinazione dei terreni rispetto alle difficoltà che invece incontra un semplice cittadino.

"Un normale cittadino - ha spiegato - in questa città, se vuole costruirsi un piccola abitazione per se stesso e per la propria famiglia, deve possedere o comprare un terreno edificabile, a caro prezzo. Il Comune dell’Aquila invece, semplicemente muta la destinazione, a suo piacimento, di quelli agricoli, in spregio a ogni etica, quando vuole o vorrebbe farsi promotore di edificazioni". 

CIALENTE REPLICA: "ATTO DELIBERATIVO VALIDO"

L'AQUILA - “Riteniamo che l’atto deliberativo con il quale il consiglio comunale, nella seduta di lunedì, ha approvato la variazione urbanistica che consentirà la realizzazione del centro ricerca donato dall’Eni all’ateneo aquilano sia valido e non capiamo, tra l’altro, chi mai avrebbe interesse ad impugnarlo”.

Replica così il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente al consigliere comunale Enrico Verini, che aveva avanzato sospetti sulla legittimità della deliberazione.

“Rilevo con estremo rammarico e con profonda preoccupazione per le sorti della città - ha dichiarato il sindaco - il compiacimento del consigliere Verini nell’accarezzare la speranza che un atto così decisivo per il futuro della città possa incontrare dei problemi, continuando a condurre quella politica di ‘piccoli dispettucci’ ai quali ormai purtroppo il consiglio comunale ci ha abituati”.

Cialente ricorda poi che “come risulta dagli atti, è stato lo stesso Verini, insieme con i consiglieri Luigi D’Eramo, Emanuele Imprudente, Raffaele Cavaliere e Alfonso Tiberi, a tentare di affossare la delibera nella seduta dello scorso 7 ottobre, quando abbandonarono l’aula al momento della votazione, ben sapendo che erano assenti alcuni esponenti della maggioranza a causa e di gravi e giustificati motivi personali che li trattenevano, in alcuni casi, fuori città”.

“Un gesto - ha spiegato Cialente - che è palesemente contro la realizzazione del centro di ricerca e quindi contro l’università, accusata addirittura di voler fare una speculazione edilizia. In ogni modo questa vicenda costituisce una pagina dolorosa nella storia del Comune dell’Aquila ed è tanto più drammatica in quanto si colloca nella terribile emergenza legata alla ricostruzione della città e del suo tessuto sociale ed economico”.  

“In un momento così drammatico - ha concluso Cialente - mi appello ai cittadini aquilani affinché diventino protagonisti, e non semplici testimoni, rispetto al futuro della città”.



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