Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 CHIETI: LA TOMASSETTI ORFANA FONDATORE, LAVORATORI ''VOGLIAMO GESTIONE SERIA'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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DOMANI IN SCIOPERO ADDETTI STORICA AZIENDA DI MECCANICA DI PRECISIONE, 'NUOVA GOVERNANCE NON ALL'ALTEZZA, COMMESSE CI SONO, PRODOTTO TIRA, MA SIAMO MESSI IN CASSA INTEGRAZIONE, E C'E' RISCHIO ESUBERI''

CHIETI: LA TOMASSETTI ORFANA FONDATORE, LAVORATORI ''VOGLIAMO GESTIONE SERIA''

Pubblicazione: 29 aprile 2019 alle ore 14:59

CHIETI SCALO - "Vogliamo che la nostra azienda torni ad essere organizzata in  modo serio, visto che abbiamo commesse e un mercato, e il prodotto èccellente. Noi lavoratori stiamo facendo la nostra parte, anche stipendi pagati in ritardo, flessibilità di ogni genere".

Ad affermarlo ad Abruzzoweb è il sindacalista Fiom- Cgil Andrea De Lutis, uno dei 34 addetti della Tomassetti di Chieti scalo, storica azienda di meccanica di precisione, che produce ingranaggi che poi vengono utilizzati da importanti aziende del polo automotive.

La Fiom ha proclamato per domani due ore di sciopero, dalle 10.30 alle 12.30, con assemblea davanti ai cancelli della Tomassetti.

A preoccupare lavoratori e sindacato sono la paventata riduzione di personale, pur senza esuberi, e l'avvio da parte dell'azienda di una procedura di cassa integrazione ordinaria, per un mese fino ad oggi. 

A preoccupare lavoratori e sindacato sono la paventata riduzione di personale, pur senza esuberi, e l'avvio da parte dell'azienda di una procedura di cassa integrazione ordinaria, per un mese fino ad oggi.

Il sindacato ricorda anche che a marzo scorso, nonostante gli impegni presi con le maestranze, l'azienda non ha rispettato le scadenze per la regolarizzazione degli stipendi. I lavoratori hanno scioperato un'ora al giorno per costringere l'azienda a pagare gli stipendi di febbraio, versati poi il 15 aprile scorso.

Quellla dell'azienda chietina ha aspetti paradossali: le commesse ci sono, addirittura si ha la difficoltà a starci dietro, il prodotto è di eccellenza, ma già sei addetti sono stati messi in cassa integrazione perché, accusano da anni i lavoratrori, l'azienda dopo la brutta malattia che ha colpito il fondatore, Elio Tomassetti, è "mal gestita da chi ha preso le sue redini".

"La nostra è un'azienda creata dal nulla da un imprenditore di nome Elio Tomassetti, - spiega De Lutis -  fino a pochi anni fa non aveva mai conosciuto crisi, attenta alle esigenze dei clienti, attenta ai dipendenti e alle loro famiglie consapevole di una grande responsabilità sociale. E si reggeva interamente sul fondatore, che da solo riusciva a coprire in maniera esemplare tutti i ruoli, dall' organizzazione al marketing passando per gli acquisti arrivando all' officina e alle vendite. Le sue difficoltà fisiche hanno però pregiudicarono la presenza imprenditoriale e l' intera struttura aziendale fino ad allora priva di figure pronte a sostituirlo andò in crisi".

Dopo che Tomasetti è stato costretto ad uscire di scena, sono cominciati i guai, ovvero, spiega De Lutis, "stipendi arretrati, contributi non versati, contratto nazionale e norme di ogni genere non più rispettate, clienti che fuggivano e ogni giorno lavoratori che si recavano in azienda senza sapere cosa fare e se l' azienda fosse stata trovata aperta oppure no". 

I lavoratori si sono così rivolti alla Procura della Repubblica di Pescara e con un documento sottoscritto da tutte le maestranze hanno chiesto di avviare un'indagine con il fine di arrivare ad avere un amministratore di sostegno che potesse allo stesso tempo "curare gli interessi del signor Tomassetti e tutelare i livelli occupazionali". 

"Questa fu un' azione che diede una scossa: in quel momento la moglie di Elio Tommasetti  - racconta il sindacalista - ha deciso finalmente di farsi avanti e ha presentato una richiesta per amministratore di sostegno. Il tribunale di Pescara le ha dato questa responsabilità, sicuramente un impegno gravoso per una persona priva di ogni formazione e conoscenza tecnica e senza nessuna esperienza nel campo dell' imprenditoria".

E infatti denuncia De Lutis,  le cose non sono putroppo migliorate più di tanto.  

"Nel giro di un paio di mesi, l' azienda che piano piano iniziava a tirare su la testa ha modificato i propri atteggiamenti, ha iniziato a parlare di riduzione di personale pur non avendo esuberi, ha smesso di rispettare anche molte norme basilari che regolano i rapporti di lavoro e con la nuova compagine non è più in grado di fare sintesi con maestranze e sindacati facendo aumentare le tensioni interne in maniera esponenziale e preoccupante. Da qualche settimana ha fatto partire una procedura di cassa integrazione ordinaria e per un mese consecutivo, ha posto in maniera punitiva sempre le stesse persone in cassa compresa una delle rsu,  ha utilizzato addirittura personale di un' altra azienda per sostituire le maestranze Tomassetti in ammortizzatore e per fare lo straordinario come sabato 27 aprile 2019". 

"Questa è un' azione gravissima - commenta De Lutis - che reca danno ai lavoratori e alle casse dell' INPS oltre a non essere consentita dalle norme. Lo scorso mese nonostante gli impegni presi con le maestranze non rispetta le scadenze per la regolarizzazione degli stipendi e i lavoratori sono costretti a scioperare per un ora al giorno per quindici giorni per costringere l' azienda a pagare gli stipendi di febbraio, versati il 15 aprile". 

A riscaldare gli animi, la decisone della proprietà di spostare da Casalincontrada, dalla sede della Meccanica Eltom srl, riconducibile a Tomassetti, verso lo stabilimento di Chieti Scalo, le macchine e le maestranze. 

"Per noi questa è una cosa positiva - commenta De Lutis -  conoscendo dove erano costretti e in quali condizioni lavoravano i lavoratori di quell' azienda. Purtroppo anche in questo caso siamo rimasti stupiti dagli atteggiamenti aziendali, abbiamo chiesto più volte a che titolo e sotto quale forma tali lavoratori si trovassero a lavorare nella Tomassetti ma non abbiamo mai ricevuto riscontro. Abbiamo notizie che ai lavoratori della Eltom è stato consigliato di restare in disparte, di non mescolarsi con i colleghi dell' altra azienda colpevoli di essere così rivoluzionari da chiedere il rispetto delle norme sulla sicurezza, di essere retribuiti alle normali scadenze e di pretendere addirittura di avere i bagni e la mensa igienicamente fruibili". 

Tra i motivi della mobilitazione c'è anche infatti il caso del bagno della mensa non pulito regolarmente. 

"Chi oggi organizza l' azienda internamente - conclude De Lutis -  dimostra scarso o assente rispetto per le persone e per la sicurezza, chiede ad alcuni lavoratori di compiere manovre pericolosissime per la propria incolumità ed ha atteggiamenti antisindacali che si manifestano nel mettere gli rsu in cassa integrazione in maniera continua, suggerisce alle maestranze di cancellare l' iscrizione al sindacato, avvicina i lavoratori chiedendo se hanno intenzione di aderire allo sciopero con lo scopo di scoraggiarne la riuscita". 



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