Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 CITTADINANZA ONORARIA ALLA SENATRICE LILIANA SEGRE: SCOPPIA IL CASO A PESCARA, E' POLEMICA Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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CITTADINANZA ONORARIA ALLA SENATRICE LILIANA SEGRE: SCOPPIA IL CASO A PESCARA, E' POLEMICA

Pubblicazione: 07 novembre 2019 alle ore 16:20

PESCARA - Polemica a Pescara sulla cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, una proposta arrivata dal consigliere di centrosinistra, già candidata a sindaco, Marinella Sclocco e che fa seguito al caso nazionale esploso dopo la decisione di assegnare la scorta alla Segre, ex deportata ad Auschwitz, a seguito degli insulti e delle minacce ricevuti dalla senatrice via web per i quali la Procura di Milano ha aperto un'inchiesta allo stato contro ignoti. 

Ma il sindaco di Pescara, Carlo Masci, parla di una proposta "strumentale" che potrebbe creare solo "divisioni". 

"Oggi sono offesa dagli italiani che insultano una donna 89enne, Liliana Segre, che testimonia quotidianamente con la sua vita, l'orrore che portò l'uomo a perseguire altri uomini. Chiederò al Comune di Pescara di darle la cittadinanza onoraria, ha detto Sclocco. 

"Segre sarà cittadina di Pescara, città accogliente ed inclusiva, perché l'elevato valore morale ed umano della sua e purtroppo anche nostra storia, rivestono una profonda rilevanza, perché affermano valori fondamentali di pace, giustizia, cultura e libertà. E Pescara li deve affermare, perché Pescara è diversa da coloro che la insultano. Con forza".

Ma in risposta Masci ha precisato: "Sulla cittadinanza onoraria a Liliana Segre non c'è nessun problema, ma manca il legame con la città di Pescara e dovremmo mettere in fila tante persone che hanno subito le stesse vicende. Segre è una persona che ha sofferto, che riconosciamo come simbolo e che invito ufficialmente a Pescara, il 27 gennaio, per la commemorazione della Shoah - ha proseguito Masci - Su questi argomenti non si può essere divisi, ma la proposta di Sclocco mi sembra strumentale e ritengo non si possano fare strumentalizzazioni per creare divisioni". 

Il sindaco di Pescara ha ricordato anche che "la città, un mese fa, è stata l'unica in Abruzzo a organizzare un'iniziativa nell'ambito della giornata dei contatti europei Italia-Israele. Abbiamo accolto con tutti gli onori l'ambasciatrice israeliana a Pescara, abbiamo anche messo un albero fuori dal Comune per segnare l'amicizia tra Pescara e Israele, e quel giorno la Sclocco non c'era - ha osservato Masci - Noi siamo vicinissimi a Israele, condanniamo con fermezza l'olocausto e tutte le atrocità commesse". 

Sulla questione è intervenuta anche la Lega, per voce del capogruppo al Comune di Pescara Vincenzo D'Incecco, che si è detto contrario alla cittadinanza onoraria in quanto "Mancano i presupposti per dare la cittadinanza onoraria perchè manca un legame con il nostro territorio: a questo punto dovremmo conferirla anche ai tanti rappresentanti delle istituzioni che ricevono pubbliche offese e minacce".

"Sono gravi le minacce ricevute dalla Segre e sono gravi tutte le minacce ricevute sui social, e non solo, da qualsiasi personaggio pubblico e rappresentante delle istituzioni - ha proseguito D'Incecco - Ancor più gravi, le minacce, se si riferiscono a fatti legati alla libera espressione di pensieri e atti nella attività istituzionale e parlamentare".

"Bene ha fatto il Prefetto ad assegnare la scorta alla senatrice Segre - ha concluso l'esponente della Lega - e bene farebbero i prefetti ad assegnare la scorta a tutti i rappresentanti delle istituzioni che quotidianamente, per l'espressione del proprio pensiero, ricevono minacce e offese".

Per Fratelli d'Italia è invece intervenuto il capogruppo Fabrizio Rapposelli: "Non sono contrario e anzi rafforzerei l'idea della Sclocco, estendendola anche ad altre figure - rimarca Rapposelli - nel senso che ci sono anche parenti e vittime di altri fatti, ad esempio in riferimento alle foibe, che dovrebbero avere lo stesso trattamento e lo stesso riconoscimento, perché ritengo che per quanto riguarda questi fatti scandalosi non esista alcun tipo di colore o distinzione".



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