Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 COMUNE CANISTRO: ANTONIO DI PAOLO, ''GIUSTO RIPORTARE MUNICIPIO NELLA SUA SEDE STORICA'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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COMUNE CANISTRO: ANTONIO DI PAOLO, ''GIUSTO RIPORTARE MUNICIPIO NELLA SUA SEDE STORICA''

Pubblicazione: 12 giugno 2019 alle ore 12:59

CANISTRO - "Il ripristino della sede comunale nella sua posizione storica di piazza Municipio, per l’appunto, era già declinato nel 2011 sul mio programma elettorale e non appena ci fu la possibilità di presentare i progetti per i fondi PAR FSC Abruzzo 2007 del 2013 per questa tipologia d’intervento, ne approfittò anche la mia amministrazione. Non furono certamente fondi veicolati da alcun assessore come fuorviantemente si vuole far credere, visto che molti comuni d’Abruzzo ne hanno beneficiato".

Replica così, l'ex sindaco di Canistro (L'Aquila),  Antonio Di Paolo, figlio dell'attuale sindaco Angelo, alle critiche del consigliere di opposizione ed ex sindaco anche lui Angelo Mariani, sul trasferimento avvenuto alcuni giorni fa, della sede comunale dall'edificio di piazza Monti Simbruini, alla vecchia sede di piazza Municipio, abbandonata a inizio anni '90, e recentemente restaurata.

Operazione che Mariani ha giudicato "inutilmente dispendiosa", visto che la sede finora utilizzata non sarà chiusa, continuando ad ospitare il consiglio comunale. E dunque si arriverà di fatto ad "un raddoppio dei costi per la logistica". Mariani sostiene poi che   la sede di piazza Municipio, è stata ristrutturata da Antonio Di Paolo, grazie ai 400 mila euro di fondi che il padre Angelo è riuscito a veicolare sul suo territorio, quando era assessore regionale ai Lavori pubblici.

Accuse fuori luogo e pretestuose, per l'ex primo cittadino di Canistro.

“Nel progetto di riqualificazione della sede storica sono state previste tutte le funzioni pubbliche e istituzionali incluse la sala del consiglio comunale e ovviamente l’abbattimento delle barriere architettoniche – spiega Antonio Di Paolo -. Si pensò, inoltre, che con il ribasso d’asta, poi trattenuto dalla Regione a seguito delle rinomate disposizioni dell’ex governatore, avremmo potuto apportare ulteriori migliorie come la sostituzione del montascale con un ascensore esterno alla struttura e altro ancora. In particolar modo dopo l’alluvione del 2015 si rafforzò l’idea di accelerare il trasferimento della sede del comune di piazza Monti Simbruini, situata alla confluenza di due fiumi, dove per l’appunto, come ricordato dal consigliere di minoranza si riversarono in quel triste episodio circa due metri di acqua, fango e detriti che spazzarono via gran parte dell’archivio storico e altri beni del comune, distruggendo la sala polivalente da poco risistemata per ospitare varie manifestazioni”.

Di Paolo ricorda poi che “sempre in quell’occasione fui costretto ad attivare il C.O.C. nello stabile del vecchio comune ora ripristinato, dove assistemmo delle persone in difficoltà, per l’impossibilità di allestire le strutture di soccorso nel comune di allora e nell’attigua piazza Monti Simbruini. Tant’è vero che facemmo partire l’allarme in Prefettura dal vicino comune di Civitella Roveto, avendo il palazzo comunale inagibile e inutilizzabile per le comunicazioni”.

"Non è lungimirante che a parlare di sprechi sia proprio chi, anche impegnando fondi comunali, volle con forza la creazione del nuovo stabile della forestale, situato oltretutto in una zona poco felice, non mettendo a disposizione le molteplici strutture pubbliche già esistenti e ubicate nel centro abitato, come le due sedi comunali delle quali si parla o altre strutture a Canistro superiore. La vendita o l’affitto di questi immobili, avrebbe portato un introito considerevole per il comune oltre che un servizio più equo. Proponemmo a tale scopo anche alla società Segen S.p.a. di trasferirsi nell’edificio comunale di Canistro, purtroppo avevano già valutato la sede della ex Comunità Montana dove attualmente si trovano. Probabilmente i motivi di tanta apprensione vanno ricercati altrove, non avendo a che fare con il bene comune”, conclude l'ex sindaco.

 



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