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REPORT OPENPOLIS: MOTIVI POLITICI PRIMA CAUSA DI SCIOGLIMENTO ANTICIPATO, SEGUONO LE INFILTRAZIONI CRIMINALI; SALGONO A 145 GLI ENTI LOCALI ATTUALMENTE SCIOLTI IN ITALIA

COMUNI: 26 COMMISSARIAMENTI A DICEMBRE,
TRE IN ABRUZZO NEL 2019, IL FOCUS

Pubblicazione: 19 gennaio 2020 alle ore 07:31

L'AQUILA - Nell’ultimo mese e mezzo, dal primo dicembre 2019 a oggi, sono stati sciolti 26 comuni. Cinque di questi sono stati commissariati per infiltrazioni della criminalità organizzata: Africo e San Giorgio Morgeto (Reggio Calabria), Carmiano (Lecce), Mezzojuso (Palermo) e Scanzano Jonico (Matera).

Salgono così a 143 i comuni attualmente sciolti in Italia. 

A questi si aggiungono 2 aziende sanitarie calabresi, la regione con più scioglimenti in corso è la Calabria, con 29 enti interessati. 

In Abruzzo sono tre i Comuni commissariati nel 2019: Avezzano e Cappadocia, in provincia dell'Aquila, e Civitaquana (Pescara).

È quanto emerge dal report realizzato dall’associazione Openpolis sui Comuni sciolti nell'ultimo anno.

La causa più frequente degli scioglimenti attualmente in corso sono i motivi politici (59). Seguono le infiltrazioni criminali (45). Tra le cause politiche, quella che più spesso hanno portato al commissariamento sono state le dimissioni del sindaco (29 casi) e quelle dei consiglieri (27 casi). Quella meno frequente è la sfiducia al sindaco (3 casi).

Il dato cambia in base all'area di riferimento. Nel mezzogiorno, la causa più frequente sono le infiltrazioni della criminalità organizzata (45% dei casi), seguiti dai motivi politici (33%). In Italia settentrionale invece prevalgono i motivi politici (60%), seguito dai casi di decesso, impedimento, decadenza o incandidabilità del sindaco (25,71%).

FOCUS ABRUZZO

Ad Avezzano il commissario prefettizio Mauro Passerotti, viceprefetto presso il Ministero degli interni, responsabile del Servizio per l'Alta Sorveglianza delle Grandi Opere, nell’ambito della Struttura tecnica di missione istituita presso il Ministero delle Infrastrutture, è arrivato dopo la caduta del sindaco, Gabriele De Angelis.

Il sindaco civico di centrodestra De Angelis è caduto, dopo mesi di crisi profonda nella sua litigiosa maggioranza, nel Consiglio comunale dell'8 luglio 2019 che ha bocciato il bilancio consuntivo con 8 voti favorevoli, 14 contrari e un astenuto, di fatto sfiduciando il sindaco, e decretando lo scioglimento dell'assemblea.

Il Comune marsicano andrà al voto nella primavera del 2020.

Il Consiglio comunale di Cappadocia, rinnovato nelle consultazioni amministrative dell'11 giugno 2017, con contestuale elezione del sindaco Lorenzo Lorenzin, con decreto del ommissario prefettizio del 26 aprile 2019, è stato sciolto dopo le dimissioni di sei consiglieri comunali: Paolo Agostini, Eleonora Pensa, Leonardo Sterpetti, Antonello Mariani, Lucilla Lilli e Claudio Massotti.

Lucia Chiara Buonocore, viceprefetto aggiunto in servizio presso la Prefettura dell'Aquila, è nominata commissario per la provvisoria gestione dell'Ente.

Il Comune, come riporta lo studio di Openpolis, conta 3 scioglimenti dal 2010.

In provincia di Pescara, infine, è stato commissariato il Comune di Civitaquana. Come specificato dal prefetto di Pescara, Gerardina Basilicata, la sospensione del Consiglio comunale e la conseguente nomina del commissario prefettizio, il viceprefetto aggiunto Luciano Conti, si sono rese necessarie in seguito alla mozione di sfiducia presentata da sei consiglieri comunali nei confronti del primo cittadino Arnaldo Palumbo, il 16 dicembre scorso.

motivi politici restano la prima causa di scioglimento anticipato

Da dicembre a oggi, oltre ai commissariamenti per mafia già visti, ci sono stati anche 21 scioglimenti di comuni per altre ragioni.

La causa di gran lunga prevalente è un contrasto politico nella maggioranza. Una tendenza in linea con quella degli ultimi anni: gli scioglimenti per motivi politici sono diminuiti, ma restano ancora la causa principale dei commissariamenti.

Sono 16 gli scioglimenti per motivi politici da dicembre a oggi.

In particolare, 10 comuni sono stati commissariati per dimissioni dei consiglieri. Si tratta di Sant'Anastasia, Casavatore e Casandrino (Napoli), Corte Franca e Quinzano d'Oglio (Brescia), Santa Domenica Vittoria (Messina), Ovaro (Udine), Cellole (Caserta), Sant'Agata di Esaro (Cosenza), Alpignano (Torino). Altri 5 per dimissioni del sindaco: Crotone, Imola (Bologna), Recoaro Terme (Vicenza), Vistarino (Pavia) e Monteroni (Lecce). In un caso (Civitaquana, provincia di Pescara) lo scioglimento è stato causato da una mozione di sfiducia al sindaco da parte del consiglio comunale.

Oltre ai motivi politici, in 3 casi il comune è stato sciolto per decadenza del sindaco. A Scheggino (Perugia) e Borgomezzavalle (Verbano-Cusio-Ossola) la decadenza è dovuta all’elezione del sindaco a consigliere regionale. Nel caso di Pagani (Salerno) la dichiarazione di incandidabilità del neosindaco è stata sancita da sentenza della Cassazione, dopo che lo stesso comune era stato sciolto nel 2012 per infiltrazioni della criminalità organizzata: la vicenda è stata anche oggetto di numerose interrogazioni parlamentari. Non risultano ancora note, attraverso fonti ufficiali, le motivazioni dello scioglimento del comune di Ortacensus (Sud Sardegna). (a.c.p.)



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