Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 ''CON VENT'ANNI NEL CUORE'', RAMMARICO MANCATA PROIEZIONE 75ESIMO ANNIVERSARIO ECCIDIO 9 MARTIRI Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

''CON VENT'ANNI NEL CUORE'', RAMMARICO MANCATA PROIEZIONE 75ESIMO ANNIVERSARIO ECCIDIO 9 MARTIRI

Pubblicazione: 12 ottobre 2018 alle ore 16:05

foto Cesare Ianni
di

L'AQUILA - Saranno ancora una volta le immagini del film Con vent'anni nel cuore a ricordare agli aquilani che di quei giovani martiri nessuno potrà più farne a meno.

Oggi più che mai.

Se la storia, la memoria, le corone e gli allori, attraverso le celebrazioni da parte delle istituzioni possono servire a non dimenticare il sacrificio di quei piccoli grandi eroi, solo tale opera potrà aiutare non solo a capire, ma a rivivere e ad emozionare ancora; e con la gioia e il dolore scolpiti negli occhi e con il fardello straziane e necessario, da scontare scena dopo scena, fotogramma dopo fotogramma, nota per nota.

E non è poco.

Questo, un momento di un interessante intervento pubblicato sul vostro giornale che - come può immaginarsi - insieme ad altro materiale, ancora conservo della mia città, e relativo, appunto, al cortometraggio di Con vent'anni nel cuore, presentato già 14 anni fa, del mio amico Giorgio Cavalli, che, per quanto mi comunicava tempo fa, avrebbe dovuto far parte del programma per il 75° anniversario dell'eccidio dei Nove martiri Aquilani: 23 settembre 1943-23 settembre 2018.

Della cosa però, come apprendo, non si è vista traccia e ciò, non posso negarlo, mi lascia dispiaciuto e assai perplesso; atteso di essere sempre stato convinto che i racconti di una storia, attraverso le immagini, rappresentino sempre e comunque la soluzione più efficace per la loro capacità di entrare più facilmente nella mente ed essere più a lungo ricordate.

Io stesso, infatti - al tempo della mia direzione al "Commerciale Rendina" - mi feci promotore della sua proiezione per i miei alunni: con il risultato che non solo ne vennero tutti coinvolti sul piano emozionale, ma fu la discussione che ne seguì a mostrarne realmente la cifra di quanto tale dolorosa storia - che molto colpì l'intera nostra comunità - potesse catturare tanto interesse.

Di tale vicenda, mi piace ricordare, ebbi migliori informazioni con la lettura di un prezioso libercolo di Corrado Colacito (già prof. di lettere del Commerciale), e lo stesso per Giorgio, cui parve così interessante - come ci informava nella predetta occasione - tanto da proporne il racconto attraverso un linguaggio che fosse di immagini, a chi più e meglio di lui, pensava, avrebbe potuto più facilmente portarlo a termine.

Ma la cosa non funzionò.

E fu così che, con in dote l'idea mai tramontata, decise di farsi carico direttamente di questa "avventura"; ed il "corto" che ne venne fuori, fu presentato al Cinema Massimo nel giugno 2004, a sessant'anni dal rinvenimento dei resti dei nostri "piccoli grandi eroi".

Circostanza che mi consente di riportare anche un pensiero dell'autore che proprio ora rileggo su youtube dove il "corto" è postato: "(...) l'unanime consenso che al lavoro è stato riservato, ripaga ampiamente il grande impegno - non solo personale - profuso per la sua realizzazione; cui si deve anche il merito - come può rilevarsi dalle sempre più numerose iniziative e celebrazioni che se ne fanno - di aver risvegliato una memoria per troppo tempo ingiustamente sopita".

Disposi, con l'occasione, anche l'acquisto di dvd. Ove si pensi, che i diciottenni di oggi, avevano in quel 2004 appena quattro anni, sarà solo attraverso la forza delle immagini - primo in assoluto in fatto di comunicazione - che potranno appassionarsi e poter così conoscere, ciò che realmente accadde in quel grigio giorno di settembre del '43.

Che è poi la storia, che tutta intera ci appartiene; e che, pur nella semplicità del racconto, è in grado di attirarne l'attenzione, fosse pure per mera curiosità. E non c'è verso, ne basterà appena appena un frammento, per individuarne la provenienza.

Del resto, se un giovane operatore del settore - che allora si occupò della stampa dei dvd, gli riferiva di aver sempre pensato alla "Piazzetta dei Nove Martiri" come luogo dello scontro, non occorrono davvero altre parole - per quanto belle possano essere - per dare conto di quanto fosse frammentata e incerta l'informazione sulla vicenda; che, invece, aveva proprio bisogno di un linguaggio diverso, per esser memorizzata, e perciò stesso, allargarne in maniera più compiuta la conoscenza. Che non si sia tenuto conto per tale particolare giornata, mi pare davvero incomprensibile.

L'Aquila vanta anche un autorevole Istituto della Resistenza, mi pare, come pure. dell'altro, naturalmente, per non restare in silenzio. Pur tuttavia, non potrà che essere un preciso dovere dell'Amministrazione comunale, in primis, ad occuparsene, e attivarsi - se ne ha l'intenzione - perché la data del 23 settembre venga puntualmente ricordata sempre come giornata importante, per gli aquilani di oggi e, soprattutto, per non dimenticare, per i "diciottenni" di domani. Come peraltro accade in tante parti d'Italia.

Diversamente, l'oblio. Nella consapevolezza - mi preme infine sottolineare - di quanto fosse delicato il tema, ancorché irto di ostacoli e di difficoltà per la sua realizzazione, è stato questo, e questo soltanto, lo spirito con cui è stata portata a compimento l'opera. Ed è proprio su tale aspetto - va osservato - che un altro mio grande amico, Carlo De Matteis (Docente Università dell'Aquila - nda) - in un suo intervento su Il Messaggero del 26 settembre 2004, dal titolo Il Film documentario sui Nove Martiri: un'esplosione di emozioni da diffondere", che pure conservo - così scriveva in chiusura: (...).

L'emozioni che questo film è in grado di suscitare deve essere condiviso attraverso pubbliche proiezioni dal maggior numero di persone della nostra città (e non solo di essa), soprattutto dai giovani delle scuole, dove dovrebbe essere annualmente presentato e commentato e diventare materia di riflessione e di educazione civica: non lo si abbandoni nei depositi dei vari enti. istituzioni, amministrazioni che pure hanno contribuito a finanziarlo, lo si faccia circolare, e se ne metta a frutto il potenziale educativo.

Opere di questo genere, per le modalità della loro realizzazione, contribuiscono a riscattare la condizione di impotenza progettuale in cui da troppi anni versa la città, inducono a ripensare sulle sue forze latenti, a interrogarsi, a non disperare del tutto.

*già dirigente dell'Istituto tecnico commerciale Luigi Rendina dell'Aquila

 



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