Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 CONSIGLIO REGIONALE ABRUZZO STRINGE LA CINGHIA, MA VITALIZI COSTANO DI PIU' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

BILANCIO PREVISIONE AI RAGGI X: VIA FONDI PER MANIFESTAZIONI, MENO SOLDI PER UFFICIO STAMPA E CORECOM, AUMENTANO COSTI STAFF E BUONUSCITE CONSIGLIERI

CONSIGLIO REGIONALE ABRUZZO STRINGE
LA CINGHIA, MA VITALIZI COSTANO DI PIU'

Pubblicazione: 02 novembre 2018 alle ore 07:45

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L'AQUILA - Nel 2019 per pagare i vitalizi per gli ex consiglieri regionali gli abruzzesi sborseranno quasi 5 milioni di euro, con una spesa in aumento. Per il resto lontani sono i tempi dei fasti e degli sciali, in cui il consiglio regionale costava, come nel 2009,  ben 33,3 milioni di euro. Da allora infatti si è assistito ad un calo costante, grazie a tagli di non poche voci di spesa. E  gli abruzzesi spenderanno nei prossimi tre anni altri  2,3 milioni di euro in meno, per arrivare nel 2021 e 23 milioni e 411 mila euro.

Sono i dati che balzano agli occhi sfogliando il bilancio di previsione 2019-2021 del Consiglio regionale, approvato dall'Ufficio di presidenza del Consiglio il 26 settembre e che ha avuto il via libera dalla prima commissione bilancio martedi scorso.

La spesa preventivata è di 24 milioni e 60 mila euro per il 2019, 23 milioni e 560mila euro per il 2020, e 23 milioni 411 mila euro per il 2021. Nel 2018 la spesa è stata di 24 milioni e 600 mila euro.

Nel nuovo bilancio di previsione aumenteranno però i costi dei vitalizi degli ex consiglieri regionali: nel 2017 si spendeva 4.650 euro, nel 2019 si arriverà a 4 milioni e 935 mila euro.

Il vitalizio è stato abolito nel 2011, ma a partire dalla legislazione in corso. Gli attuali consiglieri, va chiarito, non lo percepiranno. C'è pero' un onda lunga di beneficiari che man mano arriva all'età minima di 60 anni per ottenere l'assegno. Comunque si prevede che nel 2021 sarà raggiunto il picco e poi la spesa man mano si ridurrà fino ad azzerarsi nei prossimi decenni.

Significativi tagli sono invece previsti per il funzionamento delle autorità indipendenti, in primis il Comitato regionale comunicazione (Corecom), per le manutenzioni degli immobili, e per le attività dell'ufficio di presidenza e dell'ufficio stampa. Azzerato anche il tesoretto della presidenza del Consiglio per le attività culturali e manifestazioni.

Il trend di riduzione comunque si conferma dal 2009, grazie a tagli di non poche voci di spesa, e soprattutto in virtù della riduzione del numero dei consiglieri regionali da 45 a 31, a partire da questa legislatura, ed anche in virtù ad esempio del taglio delle auto blu: oggi ne è rimasta una sola, per il presidente Giuseppe Di Pangrazio, ed è stata tolta invece ai due vicepresidenti. Inoltre le spese rappresentanza nel 2008 ammontavano ad oltre 100 mila euro, per l'anno prossimo sono stati stanziati appena  10 mila euro

Nella relazione a firma del direttore della direzione attività amministrativa Paolo Costanzi si evidenzia poi che "la evidente e significativa riduzione di spesa corrente si è registrata nonostante nel corso degli anni siano stati finanziati importanti lavori di adeguamento delle sedi del consiglio regionale dell'Aquila e di Pescara, non che di adeguamento delle tecnologie informatiche e tecnologiche".

Andando ad analizzare il bilancio nel dettaglio, una delle spese più consistenti resta senz'altro quella delle "indennità, missioni e rimborsi spesa” dei consiglieri regionali, che resta stabile, perché fissata per legge, a 5 milioni e 180 mila euro. E' prevista invece un aumento significativo dell'indennità di fine mandato, ovvero le buonuscite dei consiglieri che schizza dai 205 mila del 2017 ai 555 mila previsti per il 2019, ma per l'ovvia ragione che a febbraio si vota e molti consiglieri torneranno a casa.

Cresce di 90 mila euro, attestandosi a circa 1,8 milioni anche il budget per il funzionamento dei gruppi consiliari, ovvero per gli staff di nomina diretta.

A questa voce in uscita va aggiunta quella per il personale a tempo determinato assunto dal Consiglio e operanti presso le segreterie politiche, e che costerà 714 mila euro, per effetto del nuovo contratto in vigore da maggio che ha disposto un leggero aumento degli stipendi.

C'è poi il personale in comando da altre amministrazioni, anch'esso operante presso le segreterie politiche, che ha un costo di 618 mila euro, in aumento di circa 60 mila euro rispetto alla spesa attuale.

Il compenso dei dirigenti si attesterà a 865 mila euro l'anno, nel 2017 l'esborso era di 900 mila euro.

I dipendenti a tempo indeterminato costeranno 3,4 milioni di euro l'anno e anche qui la voce e stabile

Ci sono poi le autorità indipendenti che fanno capo al Consiglio regionale, il cui costo passerà da 389 mila euro a 255 mila euro

Pesanti tagli infatti ai fondi per le attività del Corecom, cui componenti continueranno comunque a costare 60 mila euro l'anno.

Meno risorse, stimate in 25 mila euro, anche all'ufficio del difensore civico Fabrizio Di Carlo, mentre il suo compenso resterà di 60 mila euro. L'Istituto abruzzese per la storia della resistenza e dell'Italia contemporanea continuerà a costare appena 10 mila euro, il collegio dei revisori dei conti 70 mila euro

Altro grosso risparmio viene ottenuto con i tagli operati nell'attività dell'ufficio di presidenza, dove in particolare vengono azzerati i fondi per “interventi culturali per la valorizzazione culturale e sociale”, che nel 2017 erano pari a 200 mila euro e quest'anno a 160 mila euro.

Tagli anche all'ufficio stampa e comunicazione il cui budget passerà dai 132 mila euro ad appena 73 mila euro. Azzerati in particolare il fondo per la comunicazione istituzionale e per le attività editoriali.

Le spese per la manutenzione ordinaria delle sedi scende a 50 mila euro contro i 144 mila del 2017 e i 110 mila del 2018.

Infine una chicca: sono stati stanziati 20 mila euro, invece di 50 mila per per il garante dei detenuti, figura che nel corso della legislatura non si è riusciti ad eleggere a causa di veti incrociati e l'impossibilità di arrivare alla maggioranza dei tre quarti in consigli. Questo perchè difficilmente sarà nominato prima di metà anno, visto il cambio di legislatura.

 



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