Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 CONSUMO DEL SUOLO: ABRUZZO MAGLIA NERA, AREE VERDI SPAZZATE VIA DAL CEMENTO Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
  • Abruzzoweb sponsor

RAPPORTO ISPRA 2018: IN ITALIA PERSI 24 METRI QUADRATI PER OGNI ETTARO DI AREA VERDE. FORUM H2O: SERVE RADICALE CAMBIO DI ROTTA

CONSUMO DEL SUOLO: ABRUZZO MAGLIA NERA,
AREE VERDI SPAZZATE VIA DAL CEMENTO

Pubblicazione: 18 settembre 2019 alle ore 09:12

L'AQUILA - Cemento e asfalto continuano ad avanzare in Italia: nel 2018 è stata distrutta nel Paese una superficie verde di 51 chilometri quadrati, equivalente alla città di Bologna.

In media, sono spariti due metri quadri di bosco e prato al secondo. Fra le città, Roma è quella che ha perso più verde; fra le regioni il Veneto.

L'impermeabilizzazione del terreno ha comportato 250 milioni di metri cubi di acqua che sono scivolati via nei fiumi e non sono finiti nelle falde sotterranee di acqua potabile. Roma, con un incremento di superficie artificiale di quasi 75 ettari, è il comune italiano con la maggiore trasformazione, seguito da Verona (33 ettari), L'Aquila (29), Olbia (25), Foggia (23), Alessandria (21), Venezia (19) e Bari (18).

I numeri del consumo del suolo in Italia li hanno forniti l'Ispra, il centro studi del ministero dell'Ambiente, e il Sistema nazionale di protezione dell'Ambiente (Snpa).

Il rapporto sulla cementificazione del Paese, riferito al 2018, è stato presentato al Senato alla presenza del ministro Sergio Costa (M5S).

Milano ha spazzato via 11 ettari di aree verdi. In controtendenza Torino, che inverte la rotta e inizia a recuperare terreno (7 ettari di suolo riconquistati nel 2018). Il Veneto è la regione con gli incrementi maggiori (+923 ettari), seguita da Lombardia (+633 ettari), Puglia (+425 ettari), Emilia-Romagna (+381 ettari) e Sicilia (+302 ettari).

Rapportato alla popolazione residente, il valore più alto si riscontra in Basilicata (+2,80 m2/ab), Abruzzo (+2,15 m2/ab), Friuli-Venezia Giulia (+1,96 m2/ab) e Veneto (+1,88 m2/ab). In compenso, in Italia manca una legge nazionale sul consumo del suolo: ci sono solo norme in alcune Regioni. Non che manchino le proposte: solo al Senato ci sono ben 12 disegni di legge depositati da tutti i partiti.

"Il Rapporto 'Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici' presentato ieri da Ispra fa suonare l'ennesimo allarme anche per l'Abruzzo", è il commento dell'associazione Forum H2o.

"Purtroppo - aggiungono dall'associazione - quest'anno l'Abruzzo è la maglia nera: la nostra regione spicca al quarto posto rispetto ad un altro indicatore importante, quello della 'densità di consumo di suolo'. Per quanto riguarda la percentuale di suolo complessivo coperto da strade, edifici, fabbriche o occupato da cantieri al 2018, in Abruzzo ben 38 di essi supera il 10%. Di questi 11 addirittura il 20%, con Pescara che svetta con un 51,3% che la dice lunga sulle cause dei continui allagamenti. Seguono altri comuni costieri come Montesilvano (33,4%), Martinsicuro (33,3%), San Salvo (32,3%) e Alba Adriatica (con il 30,9%). Tra questi 11 ve ne sono solo 2 non costieri, San Giovanni teatino (28,9%) e Chieti (20,8%)".

In Italia l'anno scorso sono stati coperti con cemento o asfalto 51 chilometri quadrati di territorio, in media 14 ettari al giorno, 2 metri quadrati al secondo. La velocità della copertura sembra essersi stabilizzata, ma è ancora molto lontana dagli obiettivi europei, che prevedono l'azzeramento del consumo di suolo netto (il bilancio tra la copertura e l'aumento di superfici naturali attraverso interventi di demolizione, de-impermeabilizzazione e rinaturalizzazione).

Ogni italiano ha in "carico" oltre 380 metri quadrati di superfici coperte. La sparizione del verde ha voluto dire 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica assorbite in meno.

"Intendiamo accelerare sui disegni di legge sul consumo del suolo - ha detto il ministro Costa -. In queste ore ho fatto una riunione con le compagini di governo per chiudere la quadra. Come ministro posso fare il facilitatore. Vorrei finire questa legislatura con la legge approvata". Per Andrea Orlando del Pd "la legge sul consumo del suolo è uno degli obiettivi prioritari della maggioranza, perché riteniamo che sia una delle cose più urgenti e più relativamente facili da fare". Per il senatore Paolo Arrigoni della Lega "l'impegno è trovare un testo base comune sul quale lavorare".

Forum H2O: ''serve radicale cambio di rotta''

Il Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” presentato ieri da ISPRA fa suonare l'ennesimo allarme anche per l'Abruzzo.

I tecnici dell'Agenzia hanno valutato non solo la quantità di suolo consumato per ogni comune italiano ma anche la % sull'estensione territoriale e la variazione tra il 2017 e il 2018, che indica ovviamente la progressione del depauperamento del suolo.

Sono dati fondamentali perché danno conto dell'efficacia o meno delle politiche di riduzione del consumo di suolo e della reale sostenibilità ambientale delle attività consentite nel territorio, quando almeno a chiacchiere tutti proclamano la necessità di conservare il suolo in un paese a fortissimo rischio idrogeologico e dalle enormi valenze paesaggistiche, ambientali e culturali.

Purtroppo quest'anno l'Abruzzo è la maglia nera. Scrive infatti l'ISPRA "In termini di incremento percentuale rispetto alla superficie artificiale dell’anno precedente, i valori più elevati sono in Abruzzo (+0,51%), Basilicata (+0,47%) Veneto (+0,41%) e Friuli-Venezia Giulia (+0,34%)."

Inoltre la nostra regione spicca al quarto posto rispetto ad un altro indicatore importante, quello della "densità di consumo di suolo". Scrive l'Agenzia "La densità dei cambiamenti netti del 2018, ovvero il consumo di suolo rapportato alla superficie territoriale, rende evidente il peso del Nord-Est che consuma 2,65 metri quadrati ogni ettaro di territorio, contro una media nazionale di 1,6 m 2 /ha (Tabella 10). Tra le regioni, la densità del consumo di suolo è più alta in Veneto (5,03 m 2 /ha), Friuli-Venezia Giulia (3,01 m 2 /ha), Lombardia e Abruzzo (oltre i 2,6 m 2 /ha)"

L'ISPRA ha pubblicato anche una parte del database utilizzato da cui è possibile estrarre facilmente i dati per tutti i comuni abruzzesi.

Per quanto riguarda la % di suolo complessivo coperto da strade, edifici, fabbriche o occupato da cantieri al 2018, in Abruzzo ben 38 di essi supera il 10%. Di questi 11 addirittura il 20%, con Pescara che svetta con un 51,3% che la dice lunga sulle cause dei continui allagamenti. Seguono altri comuni costieri come Montesilvano (33,4%), Martinsicuro (33,3%), San Salvo (32,3%) e Alba Adriatica (con il 30,9%). Tra questi 11 ve ne sono solo 2 non costieri, San Giovanni teatino (28,9%) e Chieti (20,8%).

A parte altri comuni della conurbazione costiera, in questo gruppo di 38 comuni oltre il 10%, 3 aree non costiere compaiono con alte percentuali, la Val Vibrata (con Nereto, Sant'Egidio, Colonnella, Corropoli), l'hinterland pescarese e la val Pescara (con Cappelle sul Tavo, Cepagatti, Torre de' Passeri, Spoltore e Scafa) e quelli della Frentania (con Treglio, Lanciano, Santa Maria Imbaro, Mozzagrogna). Nell'Abruzzo interno spiccano Avezzano (13,3%), San Benedetto dei Marsi (11,2%) e Sulmona (11,2%).

Per quanto riguarda l'incremento assoluto in ettari tra il 2017 e il 2018, L'Aquila è in testa con quasi 29 ettari (ovviamente sul dato va considerata la questione della ricostruzione, che comunque sta avvenendo consumando molto suolo e con una forte dispersione) ma seguono comuni dell'interno come Carsoli (ben 11,9 ettari consumati) e Avezzano (con 9,3). Pescara continua a consumare imperterrita suolo, con ulteriori 7,5 ettari trasformati. Roccaraso, tra i comuni montani, spicca al  quinto posto con 5,9 ettari. Purtroppo tra i primi 20 compaiono molti comuni collinari o addirittura montani, segno che dalla costa il problema del consumo di suolo sta iniziando a diventare pervasivo anche in aree che finora erano state abbastanza preservate. Come rileva l'ISPRA, anche nelle aree protette si continua a consumare suolo. Infatti in Abruzzo vediamo che comuni importanti dei parchi nazionali come Pescocostanzo e Pescasseroli hanno consumato oltre 1 ettaro ciascuno tra il 2017 e il 2018.

Riteniamo che questi dati debbano far riflettere attentamente tutta la comunità a partire dagli amministratori. Intanto partendo dalle priorità. Ad esempio, sulla caccia in questi giorni vediamo fare riunioni urgenti per il calendario venatorio con tutto lo stato maggiore della regione quando problemi come l'uso del territorio, viste le conseguenze troppo spesso drammatiche di un'urbanizzazione capillare del territorio sotto ogni punto di vista, da quelle economiche e turistiche a quelle di protezione civile, non ci paiono riscuotere lo stesso grado di interesse. Non si possono continuare a fare chiacchiere o a firmare patti sulla sostenibilità privi di efficacia mentre si procede "business as usual". In Abruzzo si continua a parlare di nuove grandi strade, invece di riparare quelle esistenti che versano in uno stato pietoso. Lo stesso Ministero dell'Ambiente (!) approva a Sulmona la centrale SNAM di Case Pente che dovrebbe coprire con cemento e impianti per ettari e ettari un'area meravigliosa sotto l'aspetto paesaggistico alle porte del Parco della Majella. In comitato VIA regionale arrivano in continuazione progetti di cave che vengono esaminati e approvati (basti pensare alla megacava di Popoli a monte delle sorgenti che consumerà ettari ed ettari in piena area di ricarica della falda) nonostante l'Abruzzo stia aspettando il Piano cave da decenni e dal 2006 il Piano delle Aree di Salvaguardia per l'Acqua Potabile, non proprio una bazzecola. Ci sono progetti da decine di milioni di euro di fondi pubblici per sbancare addirittura 17 ettari di preziosissime zone vergini in alta quota nel Parco del Sirente, come il progetto alla Magnola. Insomma, tanti proclami ma i fatti vanno nella direzione opposta quando servirebbero provvedimenti chiari obbligando non solo al consumo di suolo zero nei Piani regolatori con il riuso delle decine di ettari coperti da capannoni abbandonati ma anche alla rinaturalizzazione di aree oggi devastate.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui