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SECONDO RUMORS, GOVERNO PENSA A CONSIGLIERE REGIONALE PER RILANCIARE AZIONE IN ZONE TERREMOTATE. DOPO MANCATA NOMINA A SOTTOSEGRETARIO POTREBBE SOSTITUIRE FARABOLLINI

CONTE BIS: LEGNINI ALLA RICOSTRUZIONE NUOVO COMMISSARIO SISMA CENTRO ITALIA?

Pubblicazione: 17 settembre 2019 alle ore 23:13

Giovanni Legnini
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L'AQUILA - Giovanni Legnini potrebbe diventare il nuovo commissario straordinario di governo alla ricostruzione per i terremoti del Centro Italia del 2016 e 2017, sostituendo a meno di un anno dalla sua nomina, l'attuale titolare Piero Farabollini.

I rumors, insistenti, provengono da fonti governative.

E per il consigliere regionale abruzzese, candidato presidente di una coalizione di centrosinistra alle regionali di febbraio, due volte sottosegretario tra le altre con la delega alla ricostruzione, ed ex vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, sarebbe una proposta importante dopo la mancata nomina a sottosegretario del governo Conte bis.

Partita in cui invero l'Abruzzo ha portato a casa un magro bottino, con l'unica nomina di Gianluca Castaldi del M5S, con la delega ai Rapporti del Parlamento. E in cui il Pd abruzzese, non ha toccato palla.  

A dare peso specifico alle ambizioni che l’avvocato Legnini, il quale periodicamente è stato accostato ad importanti ruoli nazionali, recentemente un’authority, nutriva per divenire sottosegretario con una delega pesante, è il suo curriculum, e la rete di relazioni pesanti e traversali ai massimi livelli, non ultima quelle con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Requisiti che potrebbero portarlo alla nomina di commissario straordinario. 

Sempre stando ai rumors, a Legnini avrebbe pensato il nuovo Governo, in particolare il Pd, per ridare slancio, anzi dare una svolta alla ricostruzione degli oltre 350 comuni di Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria colpiti dal sisma dell'agosto e ottobre 2016 e del gennaio 2017, che ha causato 300 morti.

Una fase di rilancio molto attesa dopo tre anni ancora drammaticamente al palo e con le popolazioni insofferenti e polemiche verso le Istituzioni, a partire da quelle centrali che sono in difficoltà e sotto attacco della critica e della gente terremotata.

Il nuovo esecutivo, sponda Pd, punterebbe su Legnini anche ricordando l’azione determinante svolta in occasione del terremoto dell’Aquila del 2009, quando da sottosegretario all’Economia dell’esecutivo Renzi, ha posto le basi per coperture finanziare che ancora stanno alimentando la ricostruzione, da considerare una vera e propria impresa se si mette in relazione con i fondi e le strategie messe in campo proprio per i terremoti del Centro Italia. 

In caso di nomina, subentrerebbe al suo posto in consiglio regionale l'ex consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, primo dei non eletti nel Pd nel collegio aquilano, e si avrebbe anche la situazione singolare per la quale il presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, che ha vinto le regionali sulla coalizione guidata da Legnini, in qualità di sub commissario diventerà vice dell'attuale consigliere di opposizione di centrosinistra. 

Si diceva del curriculum: l'avvocato di Roccamontepiano, classe 1959, è stato dal settembre 2014 al settembre 2018, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, e gode ancora per tale ragione di un rapporto privilegiato, con il presidente della Repubblica Mattarella, grande regista del nuovo governo. 

Ancor prima è stato sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri del governo di Enrico Letta, dall'aprile 2013 al febbraio 2014, con delega all'Editoria e all'Attuazione del programma di Governo. Poi sottosegretario di Stato del Ministero dell'Economia e delle Finanze nel governo di Matteo Renzi, dal febbraio 2014 al settembre 2014. Assumendo la delega al Cipe e alla ricostruzione post-sisma 2009.

Uno dei suoi ultimi atti, prima di andare al Csm, è stata quella di chiedere, ed ottenere, con la legge di Stabilità del 2014, lo stanziamento di 5,1 miliardi di euro per la ricostruzione. Che sono poi i fondi fin qui utilizzati a L'Aquila e cratere. 

Gode inoltre di buoni rapporti sia con la corrente maggioritaria del segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che con la corrente renziana, che ha operato la scissione.

Gioca a suo favore anche l'onorevole sconfitta alle elezioni regionali abruzzesi del febbraio scorso, come candidato presidente di una coalizione di centrosinistra innovativa ed allargata, modello apprezzato in campo nazionale.

Una partita tutta in salita, dopo la decisione del presidente, Luciano D'Alfonso, di abbandonare anzitempo la Regione per andare a fare il senatore nelle file del Pd. Elezioni in cui però il centrosinistra ha preso il 31 per cento, sconfitto sì dal candidato del centrodestra Marsilio che ha ottenuto il 48 per cento, ma pur sempre piazzandosi secondo, in contro-tendenza rispetto a sondaggi e ai rapporti di forza nazionali, nettamente davanti al Movimento 5 stelle. Risultato che gli è valsa la stima di Zingaretti, di lì a poco nominato segretario nazionale.

Insomma, soprattutto nel Pd, Legnini appare la persona giusta per prendere le redini della difficile sfida della ricostruzione post sisma 2016-2017, che imbarazza non poco anche il premier, Giuseppe Conte, accolto non a caso assai freddamente dalla sua ultima visita ad Accumoli, pochi giorni fa. 

In crescente difficoltà è del resto l'attuale commissario Farabollini, presidente dell'ordine dei geologi delle Marche, subentrato ad ottobre 2018 a Paola De Micheli del Pd, ora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Voluto dall'ex vicepremier, ed ora ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, capo politico, ma in declino del Movimento 5 stelle.

Farabollini ha ereditato una situazione a dir poco drammatica: sono infatti 138 i comuni ricompresi nel cratere sismico, di cui 85 nelle Marche, 23 in Abruzzo, 14 nel Lazio e 15 nell'Umbria, a cui si aggiungono 213 altri comuni fuori cratere ma dove si sono comunque registrati danni.

E sulla base della stima del danno effettuata dal dipartimento Protezione civile, sono stati previsti per la ricostruzione 22 miliardi di euro.

Ma a tre anni dagli eventi sismici, tra ricostruzione pubblica e privata, finora sono stati erogati circa 241 milioni, e sono stati completati gli iter di appena il 10 per cento delle 79 mila richieste di contributo. Sono ancora da rimuovere 800 mila tonnellate di macerie, e gli sfollati si attestano ancora a quasi 50 mila. 



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