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CORONAVIRUS: LA CAMPANA DI SAN SILVESTRO SUONA PER L'AQUILA, DON MARTINO ABBRACCIA LA CITTA'

Pubblicazione: 14 marzo 2020 alle ore 21:06

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L'AQUILA - L'appuntamento è ogni sera alle 21, al termine di un'altra lunga giornata di quarantena "senza messa", quando dalle case insolitamente tutte illuminate qualcuno si affaccia alla finestra e per tre minuti ascolta il suono del campanone di San Silvestro dare la buonanotte all'Aquila: don Martino Gajda, qualche minuto prima, è entrato nella chiesa della "Rinascita", una delle più antiche, recentemente restituita alla città dopo importanti lavori di ristrutturazione post-sisma, per azionare il meccanismo ed "abbracciare" così, nell'unico modo possibile all'epoca del Coronavirus, i suoi parrocchiani. 

Succede ogni sera da lunedì, da quando cioè è in vigore il blocco delle cerimonie liturgiche scattato per scongiurare il diffondersi del virus, e il "rito" andrà avanti fino al 3 aprile per volontà del giovane parroco polacco che, all'Aquila dal 2005, ha già vissuto il terremoto e 10 anni dopo si trova una volta di più lontano da quei parrocchiani che continuano, seppur a distanza, a ringraziarlo per la vicinanza in un momento difficile fatto di strade vuote e vetrine spente.

"Se sei 'padre' cerchi in tutti i modi di comunicare con i tuoi figli, un modo per raggiungerli anche se non puoi vederli. Tutto è cominciato quando uno dei ragazzi, dopo l'ultima messa di domenica, mi ha mandato un messaggio: 'Se ci sei, se stai bene, batti un colpo'. Allora ho voluto mandare un segnale non solo a tutti i parrocchiani ma a tutta la città perché San Silvestro è la chiesa della 'Rinascita' e della Vita con il suo campanile, che è tra i più alti della città, è in grado di raggiungere tutti", spiega don Martino ad Abruzzoweb.

Don Martino ha preso quindi carta e penna e ha scritto agli aquilani: "Oggi viviamo un’emergenza del tutto diversa e particolare che ci chiede uno sforzo in più. Per il bene comune è meglio che ci fermiamo 'un attimo' restando nelle nostre case, riscoprendo il grande dono della famiglia e delle nostre comunità parrocchiali. Questo però, non vuol dire che da oggi non si fa più niente e non si prega più. Anzi, oggi più che mai, risuona per noi l’invito del brano evangelico che abbiamo sentito nella Messa del Mercoledì delle Ceneri: 'Quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà'".

"Anche se nelle nostre chiese non ci si può riunire per celebrare l’Eucaristia, per proteggere l’incolumità di tutti, io personalmente, come tra l’altro tanti sacerdoti, continuerò a celebrare la Santa Messa in privato, a porte chiuse, pregando PER voi e CON voi, e soprattutto per darvi un chiaro segno che, la Chiesa vi accompagna sempre".

E così dopo aver celebrato da solo la messa delle 18 a Valle Pretara, alle 21, quando tutto tace e dalle case è più facile sentire la campana, don Martino entra a San Silvestro, anche se basterebbe premere un "bottone" da casa grazie ad uno dei tanti espedienti offerti dalla tecnologia di una chiesa restaurata con sistemi moderni, accende anche le luci e illumina l'esterno: a quel punto, per tre minuti, suona.

Una tradizione antica come nuova è la circostanza e che per gli aquilani, da oggi, si inserisce tra le pagine dei ricordi, tra libri di storia e romanzi, tra le campane di città e paesi che implorano la protezione Divina contro la Peste e quelle suonate da don Abbondio nella Notte degli Imbrogli, fino a quelle che accompagnano l'omelia di don Camillo che celebra da solo la messa mentre Brescello è in ginocchio per l'alluvione.

Del resto, scrive don Martino nella lettera, "Da secoli le campane hanno scandito gli eventi fondamentali dell’esistenza umana. Un testo latino così descrive il significato del suono della campana: 'Laudo Deum verum, plebem voco, congrego clerum, defunctos ploro, pestem fugo, festaque honoro Est mea cunctorum terror vox daemoniarum'. 'Lodo Dio vero, chiamo il popolo, riunisco il clero, piango i defunti, allontano i pericoli, onoro le feste. La mia voce fa spaventare gli spiriti maligni'".

"I parrocchiani mi mancano molto - lo sottolinea più volte don Martino - Anche se non ci vediamo, però, voglio che sappiano che ci sono, ci siamo e ci rivedremo quando tutto sarà finito. Continuerò a celebrare la messa per loro, continuerò a suonare la campana di San Silvestro per abbracciare tutti". 

"In questi giorni così difficili non pensavo di ricevere tanti messaggi commossi da parte di gente che aspetta che suoni la campana per riconciliarsi", e don Martino li condivide con Abruzzoweb.

"Sono a Perugia e purtroppo nonle potrò sentire con le mie orecchie ma ho invitato i miei genitori a farlo anche per me... Ci tenevo a dirti grazie perché è un gesto veramente bello"; 

"Grazie carissimo don Martino del pensiero della preghiera accompagnata dal suono della campana che io sento molto bene da casa e midà una sensazione di pace e speranza affinché il buon Dio porti conforto, salute e forza a tutto il mondo. Mi associo alle sue preghiere che sono ancore di salvezza in questo momento di prova in tutti i sensi";

"Ho sentito la campana di San Silvestro ieri sera e mi sono ritrovata nel calore della parrocchia in preghiera. Questa ulteriore prova ci renderà tutti più forti, più saggi, più uniti. Prega per tutti noi don Martino, il Signore asolta le anime belle come la tua. Io nella mia piccolezza lo farò per te e per tutti i sacerdoti. Un abbraccio".

"Salve Don Martino, ho partecipato più volte alla Santa Messa presso la chiesa di San Silvestro dove mi sono sposato 31 anni fa. Sono un po' di sere che ascolto da casa mia il meraviglioso suono delle campane alla solita ora. Io e mia moglie desideriamo ringraziarla per questo suo gesto che ci trasmette tanta gioia nel cuore e ci fa sentire vicini nel momento della prova. Grazie di cuore!";

"Hai affidato in questo momento di buio la voce alla Chiesa, il cui suono delle campane ci ricorda che non di solo pane vive l'uomo, ma della parola del Signore. Al rintocco serale delle campane abbiamo aperto la finestra, affacciati abbiamo percepito nell'armonia del suono un soffio di vita, un alito di vento che ci carezza il volto rivolto ad un mattino di speranza".



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