Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 COVID: IN ABRUZZO SALE GRADO DI ALLERTA, CRITICITA' NEL TRACCIARE I NUOVI POSITIVI Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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DOCUMENTO PUBBLICATO DA IL SOLE 24 ORE: 636 FOCOLAI IN ITALIA, REGIONE NON HA RAGGIUNTO LA SOGLIA MINIMA DI PERSONALE PER IL TRACCIAMENTO DEL CORONAVIRUS

COVID: IN ABRUZZO SALE GRADO DI ALLERTA,
CRITICITA' NEL TRACCIARE I NUOVI POSITIVI

Pubblicazione: 13 luglio 2020 alle ore 07:57

L'AQUILA - C'è anche l'Abruzzo tra le 10 le regioni in cui il grado di allerta sale da basso a moderato in base all’andamento del virus.

Con l'Abruzzo ci sono  Friuli, Lazio, Sicilia, Toscana e Veneto e dall’altra Basilicata, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta dove il rischio è sempre moderato ma con casi comunque limitati (sotto la decina).

La Lombardia resta nel report a rischio basso anche se "rimane molto elevata l’attenzione - si legge nel report - in quanto il numero complessivo di nuovi casi segnalati ogni settimana rimane elevato".

Se non ci sono criticità sui ricoveri perché solo pochi casi "sviluppano quadri clinici più gravi" qualche crepa regionale emerge nelle capacità di tracciare i nuovi positivi: in particolare Abruzzo, Campania, Friuli e Puglia non hanno raggiunto la soglia minima di personale (1 ogni 10mila abitanti) per il tracciamento del Covid. In pratica non ci sono abbastanza investigatori anti-Covid per individuare tutte le persone venute a contatto con i positivi.

Campanello d’allarme poi per Puglia e Umbria anche sui tempi troppo lunghi nel diagnosticare nuovi casi: la prima fa passare 11 giorni dai sintomi all’esito del tampone, 8 la seconda.

I dati emergono dal documento di cui Il Sole 24 ore è venuto in possesso, "che fotografa la situazione molto più nel dettaglio e che il Governo ha deciso di non pubblicare nella sua versione completa", si legge sul quotidiano nazionale. Secondo questo documento di una quindicina di pagine in Italia al momento ci sono 636 focolai attivi, 107 quelli nuovi (settimana 29 giugno-5 luglio), ben 453 in Lombardia e 102 in Emilia Romagna.

A pesare sulla decisione di prorogare di 6 mesi lo stato di emergenza fino al 31 dicembre prossimo sono i numeri del Covid in Italia. Il traguardo dei contagi zero sembra ormai un miraggio e i positivi ogni giorno si aggirano sui 200 casi.

Ma soprattutto preoccupa il monitoraggio settimanale targato ministero della Salute e Istituto superiore della Sanità che racconta di un virus che non arretra , ma avanza per focolai che si accendono all’improvviso: in Italia se ne contano 636 attivi e in 10 Regioni, secondo la versione del report che non viene diffusa alla stampa, il rischio al momento è "moderato".

I focolai attivi sono oltre seicento Il report settimanale del ministero della Salute e Iss parla di "bassa criticità", avverte che in alcune regioni "continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati" e "persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti". 

L’R-t oltre 1 in sette Regioni, le carenze nel tracciamento Nell’ultima settimana monitorata - quella appunto fino al 5 luglio che fotografa i contagi avvenuti un paio di settimane prima quindi dopo metà giugno - sono sette le Regioni con l’R-t (l’indicatore che misura la velocità di diffusione) sopra l’1. E cioè: Emilia (1.12); Lazio (1.13); Lombardia (1.02); Marche (1,13); Piemonte (1,04) Toscana (1,48) e Veneto (1,11).

 



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