Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 DAI ROMANI ALLA GUERRA DELLE SORGENTI, IN UN LIBRO L'IDENTITA' LIQUIDA LUNGO IL LIRI Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

INTERVISTA A SERGIO NATALIA, AUTORE DEI ''PAESI DELL'ACQUA''

DAI ROMANI ALLA GUERRA DELLE SORGENTI, IN UN LIBRO L'IDENTITA' LIQUIDA LUNGO IL LIRI

Pubblicazione: 10 settembre 2018 alle ore 06:45

CANISTRO - "I romani sono venuti in valle Roveto perché dovevano realizzare un acquedotto, a beneficio di tutta l'area del Fucino. L'acqua è stata importante per la potente famiglia romana dei Colonna, proprietari di mulini e gualcherie, poi sono arrivati i Borboni, che hanno realizzato una grande ferriera a Morino, a seguire i piccoli capitalisti che nell'Italia post unitaria si sono messi a produrre energia elettrica con la corrente del fiume, e ancora i grandi capitalisti e le grandi centrali in valle Roveto e infine le aziende che hanno sfruttato l'acqua minerale di Canistro, anche qui non senza conflitti".

Il destino di una terra, la valle Roveto in provincia dell'Aquila, legata al suo fiume, il Liri, alle sue meravigliose cascate e sorgenti.

Questo l'exursus dell'ultimo libro di Sergio Natalia, ex sindaco di Canistro, presentato proprio in una gremita sala del consilgio comunale di Canistro, alla presenza del presidente vicario della Regione Abruzzo Gianni Lolli e del sindaco Angelo Di Paolo

L'occasione, questo libro, per definire i confini liquidi del genius loci di un angolo d'Abruzzo. 

"Questo territorio si è sempre declinato all'esterno attraverso l'acqua - spiega l'autore- , anche dal punto di vista turistico, i grandi intellettuali ottocenteschi del Grand tour che venivano in Abruzzo, attratti dalla sua natura selvaggia e incontaminata, rimanevano qui incantati dalla bellezza delle sorgenti, del fiumi Liri delle cascate di Zompo lo Schioppo". 

Intorno all'acqua però tanti sono stati i conflitti, nel corso della storia.

"Nel '500 gli armigeri dei Colonna controllavano e punivano severamente i contadini che pescavano pesci nel fiume, senza l'autorizzazione della casata patrizia romana. Bisogna poi sapere che a Canistro è stata localizzata la caserma dei Carabinieri perché continui erano i conflitti intorno all'utilizzo dell'acqua destinata alle centrali".

Infine il confitto più recente, salito agli onori delle cronache: quello intorno allo sfruttamento delle sorgenti Sant'Antonio Sponga di Canistro, esploso dopo la revoca della concessione alla Santa Croce, e che non si è affatto assopito dopo il bando vinto dalla Norda, ora verso la revoca. Un conflitto politico, sindacale e legale, che coinvolge le imprese private, il Comune, la Regione, e l cui prime vititme sono i 75 lavoratori ora disoccupati.

"Alla vicenda dedico un capitolo, - spiega l'ex sindaco - e la rappresento come una piece teatrale, dove gli attori recitano monologhi. Il mio auspicio che finalmente prevalga il dialogo".

"Voglio raccontare a tal proposito un aneddoto - conclude l'autore - , una volta un agricoltore del Fucino, mi ha detto, 'mio nonno coltivava il grano, mio padre le patate, io le carote, ma cosa coltiverà mio figlio?'. Io a mia volta gli ho detto, 'Mio nonno faceva il mugnaio lungo il fiume mia madre lavorava nella cartiera, anch'essa alimentata dall'acqua, mio padre lavorava alla centrale idroelettrica, molti miei amici lavoravano alla Santa Croce". E ho concluso, 'quali saranno i lavori futuri che l'acqua offrirà? Non lo so, ma posso garantire che la mia terra non potrà fare a meno dell'acqua".



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