Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 DECENNALE SISMA: BERTOLASO, CHIODI E CIALENTE PREMIATI IN CONSIGLIO REGIONALE Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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DECENNALE SISMA: BERTOLASO, CHIODI E CIALENTE PREMIATI IN CONSIGLIO REGIONALE

Pubblicazione: 16 aprile 2019 alle ore 13:52

L'AQUILA - "Bisogna certe volte prendere il coraggio delle decisioni, e con Massimo Cialente e Gianni Chiodi, una decisione la prendemmo: a L'Aquila dopo dovevano rimanere tutti, neanche una famiglia doveva abbandonare questo territorio. Ebbene: erano 80.000 gli abitanti il 5 di aprile del 2009, 80.000 erano il 5 di aprile del 2010, e poi nel 2011 e 2012. E se erano 16 mila gli studenti che il 5 di aprile 2009 frequentavano le scuole di questa città, 16.000 sono stati gli studenti che hanno frequentato le scuole riaperte in tempi record il 15 di settembre del 2009".

E' stato questo uno dei passaggi dell'intervento in consiglio regionale dell'ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso, che oggi ha ricevuto un riconoscimento per l'operato dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Con Bertolaso sono stati premiati l'ex presidente della Regione Gianni Chiodi, il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente. E ancora, impossibilitati ad essere presenti Gianni Letta, ,all'epoca sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Franco Gabrielli, capo della Polizia, all'epoca prefetto dell'Aquila, e la deputata Stefania Pezzopane, ex presidente della Provincia dell'Aquila.

Il primo a prendere la parola Massimo Cialente. 

"Io sono un medico, su qualsiasi cosa sono abituato a consultare una bibliografia prima di fare di fare un intervento, di prendere una decisione  - ha esrodito l'ex sindaco -. Dopo il terremoti del 6 aprile, questa bibliografia non c'era.  Abbiamo dovuto fare tutto ex novo. Io ringrazio il Consiglio per questo riconoscimento, e voglio dire solo una cosa: Io credo di essere qui a ritirarlo come ex primo cittadino, a nome di tutti gli aquilani, in particolare delle nuove generazioni, dei bambini piccoli, che dagli alberghi sulla costa venivano qui tutte le mattine, perché decidemmo di aprire subito le scuole, per tenere a L'Aquila gli aquilani. A nome degli anziani che accettarono di essere gli ultimi a tornare, perché avevamo deciso puntate sulle cellule nuove, a nome delle le famiglie che hanno accettato il sacrificio di vivere in una città virtuale, e credetemi è stata durissima. E' grazie a loro, è grazie a loro che possiamo oggi dire che abbiamo ancora una volta salvato la città, come accaduto nel '400, e nel '700 a seguito di atri terribili terremoti. L'abbiamo tenuta viva, ora tocca ai giovani, alle nuove generazioni".

A seguire l'intervento di Gianni Chiodi.

"Questo riconoscimento da parte del consiglio regionale d'Abruzzo mi onora. Avete provocato in me una forte emozione perché noi in quell'epoca siamo apparsi come coloro che in qualche modo erano oggetto di molte critiche, rispetto alle aspettative che la popolazione aveva. Ma abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre capacità, con grande dedizione e con una grande partecipazione anche emotiva". Il terremoto è arrivato, come sapete a 60 giorni dopo il mio insediamento come presidente della Regione Un terremoto devastante, e ho trovato trovo una Regione non'esperta nei suoi interpreti, che ancora nemmeno conosceva quelle che era la reale situazione della protezione civile regionale, sul come avrebbe potuto affrontare una cosa di questo genere. Con molte carenze anche a  livello di amministrazioni comunali. Ed è per questo che desidero fare un doppio riconoscimento alla protezione civile nazionale, e  a Guido Bertolaso, che ha rappresentato nell'immediata emergenza lo scoglio a cui aggrapparci".

Infine Bertolaso,che ha tenuto l'intervento più lungo. 

"Ricordo il consiglio comunale convocato dal sindaco Cialente, aperto a tutta la cittadinanza - ha detto l'ex capo della Protezione civile -. Io dissi che ci sarebbero voluti 10 anni per ricostruire L'Aquila, e come si ricorderà Massimo, e forse c'era anche qualche testimone qui presente in sala, non è che questa mia previsione fu accolta bene, anzi, diciamo che è stato un momento estremamente negativo nell'eventuale popolarità del commissario per l'emergenza di allora. Ma i tecnici devono dire le cose come stanno, devono fare gli interventi secondo quello che pensano che sia la strada giusta. E possono anche sbagliare, ma in questo caso non mi sembra che mi si sia sbagliato. L'Aquila non è il Giappone, il Cile o la Nuova Zelanda: L'Aquila è una città d'arte, non puoi  ricostruirla asfaltando il patrimonio culturale, il cuore della tua storia, e della tua vita, anche della tua vita quotidiana.  Ci vuole tempo".

"Si è cercato di dare il massimo in ogni istante - ha proseguito Bertolaso - , sembra una frase fatta, ma invece per me non lo è assolutamente. Come è stato anche detto dai miei amici che mi hanno preceduto,  con i quali abbiamo condiviso la  sala riunione nella scuola guardia di finanza. Per circa 300 giorni, tutte le sere alle 19:00, riuniti a fare il punto della situazione e ad affrontare le emergenze. E anche tutte le mattine alle 7:30. Era più difficile per Massimo venire alle 7:30 la mattina, perché diciamo che gli piace partire con una certa lentezza, ma poi dopo corre come una Ferrari", ha detto ancora Bertolaso. 

Ha poi parlato della tragedia dell'incendio della Cattedrale di Notre Dame, in Francia.

"Guardate quello che è successo ieri a Parigi, l'incendio della cattedrale di Notre-Dame: un'immane  tragedia per la storia dell'intera Europa, anche se grazie al cielo non ci sono state vittime. C'è chi si è  permesso anche di dare dei consigli di intervento mentre erano in corso le operazioni di spegnimento da parte dei Vigili del fuoco, ed oggi ci sono tante polemiche su quelle che sono state le modalità di intervento.   C'è qualcuno che cerca di criticare l'operato dei vigili del fuoco che sono una punta di diamante e lo sono in tutto il mondo, anzi i Vigili del fuoco francesi sono sicuramente tra i migliori del mondo, e hanno spento l'incendio della cattedrale in tempi record, salvando anche alcune parti fondamentali della cattedrale, come appunto la navata centrale, l'altare, il crocifisso. E' come criticare un cardiochirurgo che ha fatto un intervento a cuore aperto, salvando la vita a qualche persona, che però  magari però poteva farlo in modo diverso. Quindi purtroppo come vediamo tutto il mondo è paese...E' giusto che ci siano le critiche, è giusto che appunto si formulino giudizi, ma niente di più rivoluzionario, come diceva il mio maestro Nino Andreatta, è la verità che è lì davanti agli occhi di tutti noi"

E ha poi detto:  "Ci sono stati, lo sappiamo bene, luci e ombre, atteggiamenti e opinioni diverse. In che è assolutamente legittimo, ma credo che nel momento in cui bisogna riconoscere il lavoro fatto da un sistema fondamentale per il nostro Paese, al di là di quelli che sono gli individui, bisognerebbe essere tutti uniti e bisognerebbe ringraziare quelli che hanno lavorato qui. Gli oltre 25.000 italiani che nell'arco di 10 mesi hanno lavorato nell'ambito delle competenze dei Vigili del fuoco, della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza, della Guardia penitenziaria dell'esercito, della Marina, dell'Aeronautica, della Guardia costiera,  tutto il mondo straordinario del volontariato della Polizia. Sarebbe bello se lo si facesse senza retro pensieri, liberi da altri condizionamenti". 



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