Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 DETENUTO SI INCHIODA TESTICOLI ALLO SGABELLO, UN ALTRO INGOIA VETRO: INCUBO AL CERCERE DI PESCARA Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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DETENUTO SI INCHIODA TESTICOLI ALLO SGABELLO, UN ALTRO INGOIA VETRO: INCUBO AL CERCERE DI PESCARA

Pubblicazione: 18 gennaio 2020 alle ore 08:00

PESCARA - Ha inchiodato il suo scroto dello sgabello in legno in segno di protesta.

L'agghiacciante episodio, di cui si è reso protagonista un detenuto del carcere di Pescara, è stato reso noto dal segretario regionale Uspp Sabino Petrongolo che torna a denunciare ancora una volta la criticità della situazione della Casa Circondariale di Pescara e riporta il "bollettino di guerra".

E' stato necessario l’intervento del personale medico del 118 per la rimozione del chiodo di ferro e le cure del caso.

Ma non si tratta dell'unico episodio e, secondo quanto riferito, gli eventi, anche piuttosto inquietanti, che riguardano in particolare le condizioni di salute dei detenuti a seguito di episodi di autolesionismo sarebbero tanti.

Un altro detenuto, di origine tunisina, dopo aver destabilizzato l’ordine in diversi reparti dell’istituto, ricavandone incompatibilità con la maggior parte dei detenuti, è stato separato dalla popolazione detenuta in via cautelare ma nella nuova camera, ha distrutto la finestra per poi ingoiare dei piccoli pezzi di vetro e di ferro. E' stato quindi inviato d’urgenza al Pronto soccorso dove è stato  ricoverato per le cure e gli accertamenti del caso.

Poco prima delle feste natalizie, due detenuti algerini hanno prima creato subbuglio in un reparto, verso sera, generando una vera e propria rissa contro gli altri detenuti dello stesso reparto e l’indomani hanno appiccato fuoco al materasso nella camera in cui sono stati successivamente sistemati: in entrambi i casi il personale è intervenuto tempestivamente e con non poche fatiche è riuscito a ripristinare l’ordine e a tutelare l’incolumità dei detenuti.

In particolare, nelle fasi concitate dell’incendio, nonostante l’ostacolo maggiore fosse il fumo intenso che ha invaso in un attimo tutto il settore, il personale è riuscito ad intervenire prontamente, malgrado l’indisponibilità di adeguati dispositivi di protezione, portando eroicamente in salvo i due detenuti incolumi.

Tre poliziotti intervenuti invece hanno dovuto far ricorso alle cure del caso nell’infermeria dell’istituto ed un altro è stato inviato al Pronto Soccorso avendo riportato delle lesioni, con successiva sottoposizione ad intervento chirurgico.

"La situazione nella Casa Circondariale pescarese non ha più definizione che possa far percepire lo stato di gravità in cui versa- è il drammatico bilancio - il personale, allo stremo delle forze e per tale motivo in stato d’agitazione oramai da diverso tempo, continua però a non ricevere il benché minimo cenno di risposta e quindi di interesse da parte dell’Amministrazione Penitenziaria", denuncia Petrongolo.

"Tale situazione di criticità di fattori inversamente proporzionali (sempre più detenuti e meno personale di vigilanza), di continua emergenza - osserva -, ha ingenerato un profondo malessere tra il personale il quale impegnato ogni giorno nella gestione dei detenuti con costante competenza ed umanità, serietà e coraggio, non regge più i ritmi quotidiani che il servizio nella sua interezza richiede, non mancando altresì di vedersi sottacere i diritti spettanti, primi fra i quali il recupero psicofisico o una semplice pausa pranzo o cena che sia".

"E' di poche ore fa l’ultimo evento critico, detenuto Tunisino per protesta dal passeggio sale sul tetto. A queste condizioni, per quanto tempo ancora i Poliziotti Penitenziari dovranno sacrificarsi per quello che rappresenta il proprio lavoro? La domanda viene rivolta a chi dovrebbe tutelare i propri dipendenti ma che probabilmente antepone altre priorità a quella della sicurezza pubblica", conclude Petrongolo.



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