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RAPPORTO BANKITALIA SUL 2018: PIL UN TERZO DELL'ANNO PRECEDENTE, MA CRESCE IL REDDITO DELLE FAMIGLIE. NEL CAPOLUOGO DATI A SORPRESA

ECONOMIA ABRUZZO: LA CRESCITA RALLENTA, MA OCCUPATI COME NEL 2007. L'AQUILA SORRIDE

Pubblicazione: 25 giugno 2019 alle ore 10:39

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L'AQUILA - L'economia abruzzese rallenta considerevolmente. Il Pil, nel 2018, è cresciuto dello 0,5%, un terzo rispetto al 2017. Il livello degli occupati, però, è tornato ai livelli pre-crisi, anche se con profonde modifiche delle dinamiche. Resta il "buco nero" dei giovani, che faticano a trovare un'occupazione. Emerge, invece, un quadro mediamente positivo per il territorio aquilano, in controtendenza rispetto alle analisi dei sindacati e di alcune categorie, come ad esempio l'Ance, l'associazione dei costruttori.
E' questa la fotografia scattata da Bankitalia nel consueto rapporto sull'economia regionale, riferito al 2018. E' stato presentato alla stampa dalla nuova direttrice della filiale aquilana, Dealma Fronzi, arrivata all'Aquila il 14 giugno dopo tre anni a Campobasso. Con lei i due ricercatori dell'istituto, Valter Di Giacinto e Alessandro Tosoni. I dati sono stati ulteriormente approfonditi nel corso di un convegno nella sede del Gssi a cui ha partecipato anche Fabrizio Balassone, vice capo del servizio Struttura economica di Bankitalia. 

"Nel 2018 l'economia ha cresce con un ritmo inferiore all'anno precedente - ha esordito la Fronzi -. Il Pil è aumentato dello 0,5%, un terzo rispetto a quanto registrato nel 2017. L'attività produttiva si è indebolita, sia per l'industria, settore in cui i risultati migliori arrivano da chi ha maggiore propensione all'export e sia nel terziario, nel commmercio e nei trasporti. Registriamo, invece, un lieve aumento delle presenze turistiche". La Fronzi ha detto che l'export regionale è aumentato del 3,9% grazie all'aumento delle vendite di mezzi di trasporti e grazie made in italy, mentre la meccanica è in lieve diminuzione.
In chiaroscuro i dati sull'occupazione: sono aumentati dello 0,6% i lavoratori dipendenti, così come i giovani che hanno trovato lavoro, ma nel secondo semestre del 2018 questa tendenza è andata a scemare.

"Le famiglie - ha aggiunto la direttrice - hanno beneficiato di un lieve aumento dei reddito e, di conseguenza, sono cresciuti i consumi. Il credito alle imprese ha ristagnato su livelli pari a quelli dell'anno precedente. Le condizioni dell'offerta restano discrete, ma nella seconda parte dell'anno c'è stato un loro irrigidimento e la domanda si è lievemente indebolita. Sul fronte del credito alle famiglie la domanda di mutui è cresciuta, sia per l'acquisto di immobili che per i consumi. La qualità del credito è migliorata e il flusso dei prestiti deteriorati è diminuito". 

Di Giacinto ha sintetizzato il focus specifico sull'Aquila, inteso come capoluogo e fascia limitrofa dei comuni.
"Sono stati spesi quasi 8 miliardi di risorse pubbliche - ha detto-, con contributi concessi prossimi a 10 miliardi. Mentre il numero degli addetti occupati nelle imprese nel resto della regione è diminutito tra 2008 e 2016, nell'Aquilano l'occupazione è aumentata di oltre il 6%, soprattutto nelle costruzioni con un +30%. In questo settore, invece, si registra un calo nel resto d'Abruzzo del 30%. C'è uno scarto, dunque, di ben 60 punti percentuali. Di questo hanno beneficiato anche i servizi di alloggio e sommistrazione pasti, nonché quelli commerciali. Attenzione, però: il tasso di occupazione dei residenti nell'area aquilana ha seguito lo stesso trend regionale. In ogni caso non è ravvisabile una criticità". Per Di Giacinto nell'Aquilano si concentra il 30% di startup abruzzesi e l'Università ospita il 40% degli spin-off dell'intero abruzzo. 

IL QUADRO REGIONALE

Tosoni si è soffermato sul quadro regionale. Il reddito alle famiglie è cresciuto poco, i consumi sono inferiori all'anno precedente. Tra gli aspetti positivi si conferma la sostanziale tenuta del clima di fiducia delle famiglie, cioè della quota di nuclei che valuta la propria situazione economica degli ultimi 12 mesi perlomeno adeguata o migliorata. Un dato che si attesta al livello più alto degli ultimi tre anni.
"E' vero - ha proseguito il ricercatore - che i dati Istat danno nel 2017 le famiglie abruzzesi come quelle con la povertà relativa più alta della media nazionale. In realtà, però, la disuguaglianza del reddito è inferiore alla media, così come è inferiore la quota di persone che vivono in famiglie senza reddito. E' aumentata ricchezza netta della famiglie. Quella finanziaria è cresciuta di più, quella reale ha risentito del calo dei prezzi delle abitazioni. Il dato resta comunque complessivamente inferiore a quello italiano. Anche l'indebitamento delle famiglie è aumentato, sono stati concessi più prestiti. Se valutiamo in rapporto al reddito il dato non è così negativo, l'indebitamento è contenuto, inferiore al dato medio nazionale". 

A confronto con il 2007 il tasso di occupazione è tornato a livelli pre-crisi. Nella fascia 15-64 anni c'è un nuovo record, venti punti in più rispetto al pre-crisi. Il tasso giovanile, tra 15 e 34 anno, è invece nettamente ancora inferiore al dato pre crisi, con gli ultimi tre anni in leggera ripresa. Diminuisce sia il numero di chi non fa nulla, i cosiddetti "Neet", così come le imprese giudicate "rischiose".  sono in diminuzione. 

IL MERCATO DEL LAVORO

L’occupazione è ulteriormente aumentata (+1,6%), sebbene si sia registrata una flessione nella seconda parte dell’anno. L’incremento ha riguardato esclusivamente i lavoratori alle dipendenze. Tra i dipendenti, sono tornate a crescere le assunzioni a tempo indeterminato e le stabilizzazioni di contratti a termine. È proseguita la lenta ripresa dell’occupazione giovanile, che rimane tuttavia ancora inferiore ai livelli pre-crisi. Il tasso di disoccupazione è diminuito (dall’11,7% al 10,8% in media d’anno), anche tra i lavoratori di più giovane età. 



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