Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 ELEZIONI: L'ABRUZZO VA A FRATELLI D'ITALIA, FORZA ITALIA E LEGA IN RIVOLTA CON ROMA Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

CENTRODESTRA SPACCATO DOPO DECISIONI PRESE A PALAZZO GRAZIOLI
CIVICO ZELLI FURIOSO, ''SE FOSSE VERO SAREBBE OLTRAGGIO AL TERRITORIO''

ELEZIONI: L'ABRUZZO VA A FRATELLI D'ITALIA, FORZA ITALIA E LEGA IN RIVOLTA CON ROMA

Pubblicazione: 21 settembre 2018 alle ore 00:41

L'AQUILA - L'Abruzzo a Fratelli d’Italia con una coalizione unita rafforzata da liste civiche: il vertice nazionale andato in scena per quattro ore nel pomeriggio a palazzo Grazioli a Roma alla presenza di Berlusconi, Salvini e Meloni, oltre a sancire una ritrovata unità del centrodestra, partorisce una inattesa ripartizione nelle quattro regioni al voto nel 2019. 

Ma nonostante non ci sia stata l’ufficialità, è già polemica nello schieramento chiamato a presentarsi davanti agli elettori il 10 febbraio prossimo. 

Con i dirigenti di Forza Italia, che avevano fatto la bocca al candidato alla presidenza per la coalizione, e la Lega che comunque finora aveva sempre rivendicato la scelta, che sono sul piede di guerra "per una decisione che mette a rischio la vittoria favorendo il Movimento cinque stelle e facendo rinsavire un decotto centrosinistra".

Uno strappo che arriva quando dopo mesi di scontri nella rivendicazione da parte di Fi e Lega della candidatura alla presidenza. 

Addirittura qualche parlamentare in serata avrebbe minacciato le dimissioni nei già concitati contatti con Roma che si sono susseguiti fino a tarda notte.

Un clima di tensione che potrebbe sfociare in una rivolta del territorio contro i vertici romani.

Mentre i responsabili regionali dei tre partiti restano con le bocche cucite, ad ufficializzare il dissenso che segna una spaccatura già pericolosa sono le parole dell'imprenditore Gianluca Zelli, leader del movimento civico di area centrodestra Azione politica: "L'Abruzzo a Fratelli d'Italia? Per ora è una indiscrezione, ma se fosse vero sarebbe l'ennesimo oltraggio al territorio", tuona il civico. 

Sicuramente domani la battaglia continuerà soprattutto con il coordinatore regionale azzurro, il senatore Nazario Pagano, e con il segretario regionale dei salviniani, il deputato Giuseppe Bellachioma, che chiederanno ai loro leader di cambiare una ripartizione che poter ora parla chiaro: l’Abruzzo al partito della Meloni, il Piemonte a un forzista, ma si sta ancora discutendo, la Basilicata a un civico di area azzurra, la Sardegna alla Lega.

Una istanza difficile perché la ripartizione fa parte di una intesa quella raggiunta oggi che è sul filo del rasoio alla luce della posta in palio e della “anomalia” legata alla partecizopne della Lega al Governo nazionale con il Movimento cinque stelle. 

Anche se in serata sia gli azzurri sia i salviniani sono rimasti con le bocche cucite, come del resto fratelli d'Italia, il dissenso corre su telefoni, WhatsApp e email. 

Sempre stando a quanto emerso da fonti locali di centrodestra, la scelta mortificherebbe Lega e Fi, quest’ultima alle politiche dello scorso 4 marzo primo partito della coalizione, sia pure per poco rispetto ai salviniani, unica controtendenza nazionale.

Questo anche in considerazione del fatto che il partito della Meloni, il più debole della coalizione, ha ottenuto il candidato della coalizione al comune dell'Aquila dove nel giugno dello scorso anno ha vinto con una straordinaria rimonta sul centrosinistra, il sindaco, pierluigi Biondi, amico della Meloni, e a Teramo, dove l'ex assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra, nel giugno scorso ha perso al ballottaggio con il centrosinistra, dopo aver vinto nettamente al primo turno. 

Da fonti nazionali i tre partiti hanno fatto sapere che si sta lavorando per trovare candidature condivise attraverso la definizione di candidature. 

Ma anche in questo senso in Abruzzo è polemica: infatti, sempre stando a fonti interne a Fratelli d’Italia, il candidato alla presidenza sarebbe l’ex presidente della provincia di Pescara, Guerino Testa, ex Forza Italia, ex Nuovo centrodestra, candidato con Fdi alle politiche del 4 marzo scorso, che alcuni esponenti di centrodestra hanno sottolineato sarebbe coinvolto in vicende giudiziarie ancora non risolte. 

Testa avrebbe strappato la candidatura anche grazie ai buoni uffici del manager abruzzese della comunicazione Michele Russo, che ha assunto la responsabilità di questa competenza per il partito della Meloni. (b.s.)

LA CRONACA DEL VERTICE NAZIONALE A ROMA CON SALVINI, BERLUSCONI E MELONI

"In un futuro non lontano il centrodestra tornerà al governo". 

Silvio Berlusconi lo dice fuori da Palazzo Grazioli, dopo il vertice con Matteo Salvini e Giorgia Meloni in cui si è sancita l'intesa di centrodestra per le elezioni regionali. 

E fa impennare la tensione nel governo.

Ed è immediata la richiesta di chiarimento dei Cinque stelle: c'è l'accordo di Salvini con Forza Italia per tornare al voto a breve? 

La Lega si affretta a smentire: "Andremo avanti cinque anni", assicura Giancarlo Giorgetti. Ma l'immagine del leader della Lega che fa la spola tra Palazzo Grazioli e la sua vicina casa romana per scrivere le proposte della Lega sulla manovra, a partire dalla flat tax cara al centrodestra, dà corpo a un 'doppio forno' leghista che poco piace al M5s. "Se non realizziamo le promesse, meglio andare a casa", ripete in questi giorni Luigi Di Maio. 

Il vertice del centrodestra si svolge in ore cariche di tensione nella maggioranza, per la scarsità di risorse per la manovra. 

E viene accolto con un silenzio irritato e piccato dei vertici pentastellati: noi voliamo molto più alto - si ragiona in ambienti parlamentari pentastellati - sappiamo che Salvini fa leva sull'alleanza di centrodestra e si mostra più tranquillo perché le misure della Lega hanno costi inferiori delle nostre e perciò possono permettersi un pressing a più bassa intensità su Tria e Conte. Questa la loro versione. 

Che è molto diversa da quella che filtra dal vertice di centrodestra. 

Su richiesta di Berlusconi, raccontano fonti azzurre, Salvini ha promesso di informare sempre gli alleati sulle misure del governo e ha detto che farà di tutto per portare a casa punti del programma come la flat tax unica con aliquota bassa. 

Una misura del genere, promettono Fi e Fdi, sarà sostenuta da tutto il centrodestra.

Il Cavaliere si spinge oltre e più volte, nelle quattro ore di incontro a Palazzo Grazioli, invita l'alleato a mollare i Cinque stelle per tornare al voto col centrodestra. 

Ma sul punto Salvini si mostra fermo: lo so che al loro interno hanno problemi e non sono sempre affidabili - è il ragionamento fatto al vicepremier - ma con Di Maio il rapporto è ottimo. 

Ed è una nota della Lega in serata a precisare che sì, il centrodestra correrà "come sempre" unito alle regionali, ma "a livello nazionale resta l'accordo con il M5s, a partire dalla manovra". 

La ritrovata unità del centrodestra, dopo la spaccatura sulla Rai che rischiava di far saltare l'intesa per le regionali, viene messa nero su bianco in una nota al termine del vertice.

"Il centrodestra esiste e resiste", esulta il Cavaliere. Che aggiunge una personalissima postilla: "Gli italiani - pronostica al termine del primo vertice di centrodestra dalle elezioni - usciranno abbastanza presto dall'ubriacatura nei confronti del M5s". 

A suggellare l'accordo ci sarà la prossima settimana il voto congiunto per eleggere Marcello Foa alla presidenza della Rai ma anche - fanno sapere fonti azzurre - nomi condivisi, di area centrodestra, alla guida delle testate della tv pubblica.

Quanto alle regionali, si definiranno i criteri per candidature unitarie in Piemonte (forse un forzista), Abruzzo (Fdi), Basilicata (un civico di area Fi), Sardegna (Lega). 

Marciare divisi ma colpire uniti, sembra essere la parola d'ordine del centrodestra in questa fase. 

Conclusione che soddisfa Giorgia Meloni: "Salvini ha chiarito - osserva - che la Lega è ancorata al centrodestra. Si stanno rendendo conto che è difficile trovare sintesi con M5s". 

Ma il vicepremier continua a provarci, visti i risultati per la Lega finora molto positivi. 

E così, mentre a Palazzo Grazioli si perfeziona la nota del centrodestra, Salvini a pochi metri di distanza vede i sottosegretari Massimo Garavaglia, Massimo Bitonci e Claudio Duringon, per scrivere il canovaccio della 'sua' manovra.



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