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INTERVISTA AL CANDIDATO ABRUZZESE DEL MOVIMENTO 5 STELLE

EUROPEE: RANIERI (M5S), ''SALARIO MINIMO CONTRO DELOCALIZZAZIONI, E NO AUSTERITY''

Pubblicazione: 16 maggio 2019 alle ore 06:15

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AVEZZANO - "L'austerity, il dogma del pareggio di bilancio, sono un danno per i popoli europei, un danno per la maggior parte delle nazioni. E' urgente che l'Europa cambi registro, serve una politica di piena occupazione, un welfare avanzato, un salario minimo europeo, un economia rispettosa dei cicli naturali".

In questa affermazione, il succo della proposta politica di Gianluca Ranieri, candidato abruzzese al Parlamento Europeo per il Movimento 5 Stelle nella circoscrizione Sud, nelle elezioni del 26 maggio. 

Classe 1975, avezzanese, laureato in Scienze politiche ed Economia, ex ufficiale dell’aeronautica militare, imprenditore e consulente aziendale, la prima vera passione di Ranieri è stata l'arte contemporanea, e le sue opere visuali hanno riscosso apprezzamenti ben oltre i confini regionali.

Poi, nel 2013, la scoperta della politica attiva, nel meetup di Avezzano, dove ha portato avanti le battaglie contro la centrale a biomasse Powercrop, la delocalizzazione della Micron e contro la soppressione del tribunale di Avezzano, per la trasparenza dei conti della Cam, società che gestisce il ciclo idrico.

Il grande salto nel maggio 2014, con l'elezione a consigliere regionale del Movimento 5 stelle,  affermatosi secondo partito abruzzese con il 21,3 per cento, pari a oltre 140 mila voti. 

Ranieri, completata la legislatura, dove ha dato battaglia contro il centrosinistra di Luciano D'Alfonso, non si è ricandidato alle Regionali del 10 febbraio scorso. E' stato invece scelto per le elezioni Europee, con il voto on line nella piattaforma Rousseau.  Attualmente si sta occupando attivamente di Blue-Economy e delle sue possibili applicazioni territoriali, promuovendo e sviluppando progetti operativi con il progetto b-planet.

Gianluca Ranieri, prima domanda canonica: perché i cittadini italiani dovrebbero andare a votare il 26 maggio? 

L'Europa è e resta il luogo delle decisioni fondamentali, che riguardano il futuro di tutti noi, la società del domani, sopratutto nell’ambito della politica economica.

E voi del Movimento 5 stelle non siete mai stati teneri sulle politiche economiche di Bruxelles...

L'austerity, il dogma del pareggio di bilancio, è un danno per i popoli europei, un danno per la maggior parte delle nazioni. E' urgente che l'Europa cambi registro, serve una politica di piena occupazione, un welfare avanzato, gli stati devono poter tornare ad investire sul benessere dei cittadini.

Non è più facile a dirsi che a farsi, viste le resistenze che si registrano su questo fronte, soprattutto da parte dei poteri finanziari?

E' una scelta politica, che è percorribile. Occorre però un integrazione europea dal punto di vista fiscale e della gestione del debito. Uno degli obiettivi che ci proponiamo in Europa come Movimento 5 stelle è quello del salario minimo europeo. Ma perché funzioni, anche in un’ottica di contrasto alle delocalizzazioni produttive, serve una fiscalità comune, visto che le tasse incidono in misura consistente sul costo del lavoro. Se sono un affare dal punto di vista delle imprese, le delocalizzazioni sono un disastro per i le economie locali e per i paesi che le subiscono, quando poi per riportare le imprese a casa devono fare concorrenza al ribasso, ovvero sui salari e i diritti.

Quali politiche di gestione dell'immigrazione auspicate, a livello europeo? 

I nostri confini devono essere i confini dell'Europa. E questo significa che le politiche dell'accoglienza dei migranti siano condivise. Se i migranti superano il confine, il problema e la responsabilità deve essere di tutti i Paesi membri, e non scaricati su paesi di frontiera come l'Italia. 

Saranno un referendum tra voi e la Lega, queste elezioni europee?

No, non sarà un referendum, sarà semmai la scelta su valori e politiche differenti. Da una parte abbiamo un partito, la Lega, che difende la sovranità statale, che vuole le barriere a tutto quello che viene percepito come un pericolo esterno, come i flussi migratori, ma anche i prodotti stranieri, e il multiculturalismo. Noi crediamo invece, che la cosa più importante è che i popoli possano autodeterminarsi, e ciò può avvenire proprio attraverso il confronto, ed anche attraverso un'Europa unita, che si occupi dei popoli, dei loro bisogni, del loro futuro.

Sta girando in lungo in e in largo le regioni del Sud, che fanno parte della circoscrizione dove lei è candidato: che bilancio si sente di fare? 

Si, sto viaggiando e incontrando gente di continuo. Un'esperienza che mi porterò nel cuore, vada come vada. Per una ragione principale: da abruzzese mi sento a casa ovunque, il Sud ha una forte identità, un sentire e una cultura comune. E tutto questo rappresenta un valore positivo .

Un leghista della prima ora avrebbe idee non certo convergenti alle sue, rispetto ai valori positivi del Sud...

Indubbiamente, ma sbaglia di grosso. Il Sud, contrariamente a quello che si dice, nel corso della storia è stato un propulsore di economia e di cultura, non è stata una zavorra per l'Italia. Ha tante risorse e ricchezze di cui far tesoro. 

Quali ad esempio? 

La strada non è più l'industria di massa, e forse non lo è mai stata. Occorre puntare sulla valorizzazione della terra, del sole, del'acqua, della straordinaria creatività.

Molto poetico, ma in concreto? 

L'industria del futuro deve partire dal settore primario, dall'agricoltura, dovrà per forza di cosa rispettare i cicli naturali, per avere una capacità di futuro. Ecco perché, a maggior ragione è importante avere peso in Europa, perhè è in quella sede che si ha la possibilità di orientare l'economia. 

Ultima domanda, da ex consigliere regionale come giudica le prime mosse del centrodestra di Marco Marsilio? 

E quali sarebbero le prime mosse? vedo solo un desolante immobilismo



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