Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 EVASIONE FISCALE ''NON E' LEGATA AL CASH. SOLO CARTE? NO, E' ANTICOSTITUZIONALE'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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L'INTERVENTO AD ABRUZZOWEB DEL PROFESSOR RAZZANTE, DIRETTORE DEL CENTRO DI RICERCA SULLA SICUREZZA ED IL TERRORISMO (CRST) E PRESIDENTE DELLA ASSOCIAZIONE ITALIANA RESPONSABILI ANTIRICICLAGGIO (AIRA)

EVASIONE FISCALE ''NON E' LEGATA AL CASH. SOLO CARTE? NO, E' ANTICOSTITUZIONALE''

Pubblicazione: 19 novembre 2019 alle ore 08:20

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L'AQUILA - "Il contante non può agevolare l’evasione fiscale, per il semplice motivo che è lo strumento più tracciabile, cioè è l’esatto contrario di ciò che si dice".

Comincia così l'intervento del professor Ranieri Razzante, docente, direttore del Centro di ricerca sulla sicurezza ed il terrorismo (Crst) e presidente della Associazione italiana responsabili antiriciclaggio (Aira), al convegno di sabato scorso all'Aquila dal titolo "Addio ai nostri soldi? Unione bancaria, lotta al contante e tasse che fanno male", organizzato dal quotidiano online AbruzzoWeb.it.

Un intervento che ha suscitato un vivo dibattito tra i presenti, vista la stretta attualità dell'argomento, tra cui il relatore, Guido Grossi, ex tesoriere della Banca nazionale del Lavoro ed esperto di mercati finanziari, e che qui riportiamo integralmente.

L'INTERVENTO DI RANIERI RAZZANTE

Il contante non può agevolare l’evasione fiscale, per il semplice motivo che è lo strumento più tracciabile, cioè è l’esatto contrario di ciò che si dice.

Per un criminale, per un mafioso, è molto più difficile smistare ingenti quantità di contante, anziché utilizzare carte di credito, bonifici e strumenti di pagamento che sono innovativi.

Guardo con estremo terrore al lancio delle nuove piattaforme di cui oggi si parla sulla stampa specializzata, da parte dei colossi del web che sostituirebbero o bypasserebbero il sistema bancario tradizionale.

Ricordo che innanzitutto la libertà di utilizzo del contante è sancita dalla Costituzione, dal Codice civile, dal Codice penale perché non è reato, dal Trattato sulla libera circolazione di beni e servizi dell’Unione Europea.

Non mi risulta che il governatore della Banca centrale europea, il professor Mario Draghi, si sia dimesso perché da domani in poi i contanti non ci saranno più.

La Banca centrale europea stampa contanti, stampa cioè la moneta ufficiale dello Stato, di tutti gli Stati della UE, moneta che si chiama Euro e che è lo strumento obbligatorio di pagamento in tutta l’Unione Europea.

Nessuno è obbligato ad accettare strumenti alternativi al contante.

Le carte di credito sono molto comode, sono una grandissima invenzione, ma se noi costringessimo circa due milioni di cittadini che non hanno un conto corrente ad aprirselo perché obbligati ad avere una carta di credito collegata inevitabilmente al conto, compiremmo un atto palesemente anticostituzionale.

Attualmente, con i provvedimenti allo studio del governo, c’è una certezza che è la violazione dell’Articolo 3 della Carta costituzionale, quello che parla di uguaglianza dei cittadini e di obbligo dello Stato di rimuovere le cause che possono creare le disuguaglianze.

Accadrà, dopo questa manovra di bilancio, che un cittadino che usa la carta di credito è ‘più uguale’ di un cittadino che usa la moneta di conto; e il cittadino che usa la moneta di conto, non potrà partecipare ai benefici che lo Stato erogherà in varie forme a chi paga con strumenti cosiddetti tracciati.

E quindi chi paga con carta di credito ha una deduzione fiscale, chi non paga con carta di credito no, tutto questo in palese violazione delle norme sulla capacità contributiva.

È assai grave quello che si sta facendo, si sta dando un’occasione a chi fa evasione fiscale vera e riciclaggio vero, come da statistiche mondiali e come da quanto afferma in Italia la Guardia di Finanza.

Evasione fiscale vera e riciclaggio vero che si fanno con fatture per operazioni inesistenti, o creando società fittizie; ovviamente, i pagamenti tra questi strumenti societari avvengono con bonifici, ma il problema è che le fatture che si pagano sono false, o sono per operazioni mai avvenute.

Basta leggere l’ultima inchiesta che negli ultimi giorni ha visto degli importanti arresti, tra cui anche quello di una europarlamentare, per corruzione avvenuta con questi meccanismi.

È ovvio che una banconota può essere utilizzata a fronte di un acquisto non fatturato e più facilmente rispetto ad un passaggio di carta di credito, ma questo un evasore accorto non lo farà mai.

Perché, se dobbiamo parlare del micro pagamento è un discorso, se dobbiamo parlare di evasione e di economia criminali, dobbiamo fare un altro tipo di discorso.

Non ci sarà nessun mafioso o evasore fiscale professionista che si azzarderà, ma comunque non si azzarda da anni, a effettuare operazioni di lavaggio di denaro sporco con le valigette di contante.

È qualcosa che va contro la storia e l’evoluzione delle mafie e della criminalità economica internazionale.

Invito chi deve legiferare a effettuare delle ricognizioni storiche – e questo vale per qualsiasi tipo di procedimento legislativo che un governo deve adottare – prima di prendere decisioni che, come in questo caso, saranno dannose per il sistema economico e creeranno sperequazioni tra i cittadini.

Inoltre, ricordo che c’è un profilo psicologico nell’utilizzo della carta di credito, che in soggetti più deboli porta al sovraindebitamento rispetto al possesso di contante.

La carta di credito, ripeto, è una  grande comodità, ma per noi che abbiamo dimestichezza con lo strumento.

I ceti più deboli, non preparati o meno preparati, non possono essere obbligati all’utilizzo di uno strumento al quale culturalmente non potranno mai avvicinarsi, perché noi non siamo gli Stati Uniti d’America.

Siamo molto più bravi, ma a fare altro.

La media europea dell’utilizzo del contante è vicina al settanta per cento, quella italiana è sull’80 per cento, non mi pare che ci sia una differenza abissale.

Quando è stato fatto un raffronto con l’Unione Europea, pensavo che il dato percentuale della UE fosse del trenta per cento, ma quando ho letto che la differenza ha uno scarto di circa il dieci per cento, ho avuto la conferma ulteriore che le mie tesi non sono arbitrarie.

Non è strano che una legge dello Stato faccia qualcosa per penalizzare la moneta a corso legale? 

La moneta a corso legale, come da Codice Civile, articolo 1277, è quella che è riconosciuta dallo Stato sovrano, stampata dallo Stato sovrano, in questo caso la Banca centrale europeo per noi, e che è soggetta ad accettazione obbligatoria per gli scambi.

Gli scambi non possono avvenire col baratto, ma con la moneta che ha corso legale. 

A corso legale è un modo per dire che in economia e nel Diritto non si ci può riferire agli strumenti alternativi.

Il contante è solo la moneta basica e, infatti, si parla di contante e moneta elettronica.

La moneta elettronica non sarà mai la banconota, la banconota è contante, la banconota ha corso legale ed è quella ufficialmente riconosciuta, mentre la carta di credito non ha corso legale, ma è riconosciuta nei pagamenti perché viene emessa da soggetti autorizzati dallo Stato attraverso l’Autorità di Vigilanza, da noi la Banca d’Italia, a creare questa moneta sostitutiva.

Se io voglio, come cittadino, la ‘compro’, vado in banca e decido di portare con me questo strumento molto comodo che mi consente di sostituire il contante.

Questo, per le grosse quantità di contante, può essere comodo, perché una cosa è portarsi 10 mila euro in tasca e rischiare di essere rapinati, un’altra cosa è avere un budget di 10 mila euro sulla carta di credito.

La differenza sta nel fatto – e vorrei che fosse chiaro una volta per tutte – che sono sempre 10 mila euro.

E se sono legittimamente guadagnati, io li spendo come e dove voglio. L’importante è che mi venga fatta fattura, o che siano soldi dichiarati al fisco.

Non si modifica il reato di evasione fiscale.

Nel decreto legislativo 74 del 2000 che prevede i reati fiscali, non c’è una sola fattispecie di reato in cui si trovi la parola contante.

Dichiarazione irregolare, dichiarazione fraudolenta, falso dichiarativo, fatture per operazioni inesistenti sono già sanzionati in Italia, giustamente e pesantemente, a prescindere da come si realizzino.

Assicuro che è difficilissimo realizzare il reato di omessa dichiarazione, o dichiarazione dei redditi fraudolenta, attraverso il contante; piuttosto, se devo avere dei costi da scaricare, dovendo avere una fattura di acquisto per poterli dedurre e pagarci sopra le imposte, devo aver pagato con uno strumento tracciabile.

Perché, grazie alle nostre norme antiriciclaggio, che sono già le più avanzate del mondo, se la mia banca vede che faccio allegramente prelievi di contanti non giustificati dall’attività che svolgo, oppure il fisco vede che pago fatture anche con bonifici senza che ciò sia congruo con la mia attività professionale o di impresa, scattano controlli con tante di quelle banche dati che nemmeno i servizi segreti Usa riuscirebbero a fare.

Quindi, i controlli in Italia sono al massimo livello, tant’è che le maggiori evasioni fiscali e operazioni frodatorie al fisco italiano, vengono perpetrate all’estero.

Dunque, fare una norma del genere, significa, tra l’altro, offendere la capacità di intervento della nostra Agenzia delle Entrate, della nostra Guardia di Finanza e della nostra magistratura, che sono super attrezzate e super preparate per scovare chi compie reati finanziari, primi fra tutti gli evasori fiscali.

* Avvocato e dottore commercialista, direttore del Centro di Ricerca sulla Sicurezza ed il Terrorismo (Crst) e presidente della Associazione italiana responsabili antiriciclaggio (Aira)



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