Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 FASE 2: SANITA' ABRUZZO STENTA A RIPARTIRE, CAOS CUP L'AQUILA E STOP VISITE ORDINARIE Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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SITUAZIONE PROVINCIA SPACCATO CHE PREOCCUPA UTENTI E DIPENDENTI, INDICATIVO PER SITUAZIONE OSPEDALI IN REGIONE. DENUNCIA PRIMO CIPRIANI E TERESA CIRCI (UIL), ''NO TAGLI LAVORATORI E AMPLIARE DISTRETTI DEL TERRITORIO''

FASE 2: SANITA' ABRUZZO STENTA A RIPARTIRE,
CAOS CUP L'AQUILA E STOP VISITE ORDINARIE

Pubblicazione: 05 giugno 2020 alle ore 07:30

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L'AQUILA - Caos e disservizi al Centro unico di prenotazione della Asl1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, dove gli utenti “restano bloccati in code lunghissime agli sportelli, ridotti proprio nelle ultime settimane”, “centinaia di persone in attesa all’esterno per diverse ore sotto il sole battente o le intemperie” il tutto “in un clima di tensione generale, con visite che sono ripartite totalmente, pazienti confusi ai quali non vengono date risposte e nessun pre-triage per la sicurezza dell'utenza e dei lavoratori”.

Questo preoccupante spaccato arriva dalla Asl dell'Aquila, ma nel post Covid tutte le aziende sanitarie abruzzesi stanno registrando difficoltà e le cure, intese nel loro complesso, non sono ancora ripartite.

Un indicatore importante che fotografa “una situazione preoccupante e paradossale" è proprio il Cup.

La denuncia arriva ad AbruzzoWeb da Primo Cipriani, segretario regionale Uil trasporti, e Teresa Circi, delegata della segreteria regionale Uil trasporti.

I due rappresentanti dei lavoratori, nel mostrare solidarietà all’utenza, puntano il dito contro l’organizzazione negli ospedali nella Fase due dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus e spiegano che il contesto è aggravato, in un momento in cui si punta ad assumere il maggior numero di persone nel mondo della sanità pubblica, dai tagli che invece sono stati effettuati nei nosocomi della provincia del capoluogo abruzzese.

Nelle ultime settimane, infatti, sono state diminuite le ore ai dipendenti interinali, ci sono stati diversi tagli anche a livello amministrativo e l’annoso problema della mancanza di personale si è addirittura aggravato in una fase in cui, al contrario, la tendenza è quella di assumere in particolar modo nelle Asl.

Già nei giorni scorsi la Asl aquilana si è trovata al centro delle polemiche da un lato per il taglio dei lavoratori della cooperativa “aCapo”, dall’altra per l'assunzione di altri dipendenti in somministrazione ad un costo superiore.

Nel frattempo i lavoratori sono ancora in attesa, per i mesi di aprile e maggio, del fondo di integrazione salariale, che non è stato erogato e chiedono ai vertici dell'Azienda sanitaria locale, il direttore generale, Roberto Testa, il direttore sanitario, Simonetta Santini, e il direttore amministrativo facente funzioni, Stefano Di Rocco, di "risolvere al più presto questa problematica, che rischia di riflettersi in modo grave nelle tante famiglie dei dipendenti".

Circi propone una prima soluzione: “Sarebbe risolutivo riaprire a 360 gradi i vari distretti del territorio, per esempio Bazzano, Tornimparte, Montereale, Pizzoli e ampliarli per dare la possibilità all’utenza di usufruire della postazione più vicina a loro”.

“Il diritto alla salute e alla sicurezza oggi devono essere sotto i riflettori più che mai. In questi mesi di lockdown  si è parlato solo di Covid, negli ospedali sono stati trattati pazienti positivi o sospetti, ma le persone non sono guarite dalle altre malattie, continuano ad avere problemi, hanno bisogno di visite specialistiche, di controlli, esami, e proprio a causa di questo ‘fermo obbligato’ ad oggi le Asl si ritrovano in a dover fronteggiare una situazione mai vista prima”, aggiunge.

Certamente siamo vicini alla cittadinanza, ai pazienti, a tutti coloro che hanno bisogno di cure e a tutti gli operatori sanitari in prima linea per visite, per la diagnostica e gli esami di ogni genere – precisa – Al Cup, in 60, stiamo svolgendo un servizio essenziale, ma ci ritroviamo ad avere sportelli in meno e, come da disposizioni, stiamo prenotando solo visite urgenti entro 78 ore, quelle brevi entro 10 giorni e quelle differibili entro 30 giorni, ma tutte le prenotazioni ordinarie ancora non ripartono, è stato riavviato solamente il servizio intramoenia”.

Il grande afflusso di utenza e i pochi sportelli aperti, al momento sono 6 nel capoluogo abruzzese, 3 ad Avezzano e uno per Tagliacozzo e Pescina, “rendono davvero pesante la situazione, con cittadini arrabbiati, tensioni interne e gli operatori del front office costretti a dover mediare con i cittadini senza poter dare alcuna risposta”. 

Dopo oltre due mesi di stop per evitare contagi legati al Coronavirus, tutte le attività ambulatoriali negli ospedali abruzzesi, test diagnostici correlati agli screening oncologici e i ricoveri programmati.

Inoltre, l'ordinanza numero 60 della Regione Abruzzo, firmata dal governatore Marco Marsilio, stabilisce che potranno ricominciare “le visite medico-legali in ambito assistenziale”, con le Asl che dovranno “garantire accessi programmati alla struttura sia del paziente che dell'eventuale accompagnatore necessario in ragione della inabilità dello stesso”. 

Ovviamente bisognerà “rispettare le misure di precauzione e prevenzione del contagio da Covid-19”, si legge ancora nel provvedimento. 

Ma le misure sono state attuate in modo corretto? “All’esterno del Cup aquilano non è stato allestito alcun pre-triage, come invece è avvenuto in altri ospedali – denunciano ancora i rappresentanti della Uil – non vengono effettuati controlli prima di entrare nei locali del San Salvatore, come per esempio la misurazione della temperatura”, sottolineano.

“Al momento ci sono dei ragazzi della Protezione civile che ci stanno aiutano a smaltire la fila, ma è davvero tanta, e quando un cittadino, dopo due ore in fila sotto il sole, non trova una visita disponibile all’Aquila, ma in altra sede, non è facile mantenere la calma. Del resto, come si può pensare di far arrivare una persona, magari con difficoltà importanti, a Castel di Sangro? Gli utenti hanno necessità di essere tutelati, come è giusto che sia, i cittadini devono pretendere e avere maggiore trasparenza e servizi che oggi non hanno”, proseguono. 

Per Circi, è dunque “fondamentale dare la possibilità a tutti di fare i controlli, riaprendo le prenotazioni ordinarie” e denuncia “poca comunicazione da parte dell’Azienda sanitaria con conseguente caos tra i cittadini: le visite durante il lockdown sono state spostate, ma molte persone sono arrivate al Cup lamentando di non essere stati contattati da nessuno e chiedono informazioni, pretendendo risposte che spesso non riusciamo a dare”, conclude, chiedendo ai vertici della Asl 1 "la massima attenzione su questa situazione".



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