Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 FASE DUE: TORNA MESSA, SUL PRATO, IN GUANTI E MASCHERINE Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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FASE DUE: TORNA MESSA, SUL PRATO, IN GUANTI E MASCHERINE

Pubblicazione: 24 maggio 2020 alle ore 17:34

ROMA - "Comincerei subito con un bell'applauso!".

È allo stesso tempo liberatorio di forti emozioni e segno della fine di un lungo 'digiuno' l'inizio della prima messa domenicale - dopo la riapertura feriale di lunedì 18 maggio - celebrata dal parroco don Paolo Aiello nella popolosa parrocchia Santa Galla, nel quartiere romano di Garbatella.

Un ritorno all'eucaristia festiva lungamente atteso durante il lockdown dai circa 200 fedeli che, alla liturgia mattutina delle 10.30, la principale della domenica di Ascensione, si radunano all'aperto: nell'ampio giardino della chiesa che fa anche da oratorio, con l'altare allestito nel piccolo anfiteatro tra il campetto da calcio e quello per il basket e la pallavolo, e le sedie, tutte ben distanziate, disposte tutt'intorno anche sul prato, all'ombra di conifere, pioppi e sempreverdi.

Don Paolo, pastore dalla vena spesso puntuta e ironica, un passato nell'ancora più popolare Centocelle, ha lavorato non poco per preparare tutto a puntino, rispettando i criteri anti-Covid19 del protocollo di Cei e Viminale.

Ha chiamato a raccolta i collaboratori della diaconia - che col suo linguaggio spesso colorito ha diviso tra "vigilantes" e "purificatori" - perché lo aiutassero tra i tanti obblighi previsti, compresa la sanificazione di sedie e apparati dopo le celebrazioni.

A tratti ha temuto di non farcela, ha lanciato - dicendosi "inguaiato" - veri sos nella chat della parrocchia. Ma alla fine, tra qualche esitazione e richieste di scuse per "l'agitazione", tutto sembra procedere bene.

I fedeli, tutti in mascherina e molti con i guanti, affluiscono ordinatamente, sotto gli occhi di giovani col giubbotto arancione e la scritta "volontari", mantengono le distanze, si siedono nel mini-anfiteatro o sotto gli alberi, senza file né assembramenti, mentre circolano flaconi con il gel igienizzante per le mani. "Con molta gioia riprendiamo queste celebrazioni domenicali in una festa importante come l'Ascensione", dice il parroco, che ricorda anche la ricorrenza odierna di Santa Maria Ausiliatrice e la spiritualità di Don Bosco a lui cara da ex allievo dei Salesiani. Poi scusandosi, si interrompe per andare ad avviare la videocamera della diretta in streaming per i fedeli a casa. "Chi ha mancato la messa in questo lockdown - avverte - non ha fatto peccato perché il precetto era sospeso. E il Papa ha detto che anche ora chi ha febbre, è anziano o malato può essere esentato". E la stessa messa di metà mattina, normalmente dedicata alle famiglie con bambini, oggi è riservata ad adulti e anziani, per non complicare la ripresa. C'è anche un piccolo coro sui gradini dietro l'altare che, anziché con foglietti che girano di mano in mano, canta leggendo i testi sugli smartphone.

Nell'omelia - come riporta l'Ansa - don Paolo spiega che "siamo contingentati anche con i tempi. Avvicinandosi mezzogiorno qui c'è il sole, potete assistere col cappello: ci mancherebbe che qualcuno mi svenga!".

Poi continua: "in questo periodo si è chiusa una chiesa ma se sono aperte un sacco, in ogni casa, vere chiese domestiche. La messa del Papa, tra le più viste, sembrava un concerto di Vasco! Questa voglia di preghiera non dobbiamo disperderla. Ognuno di voi è corresponsabile. E la prima cosa è fare i bravi cittadini".

"La seconda - continua - è che se vedete qualcuno che è disobbediente, non tollera la mascherina, ditelo: un buon cristiano è obbediente, per una ragione superiore che è la sanità pubblica. Buona festa a tutti e bentornati a casa!".

Alla comunione, il parroco, il vice parroco don Fabio e i vari ministri straordinari dell'eucaristia, tutti con guanti di lattice e mascherine, portano l'ostia ai fedeli fermi ai loro posti: chi vuole riceverla resta in piedi e la particola gli viene posta sulle mani. Prima della benedizione e dell'applauso finale non manca un'altra battuta di don Paolo: "In questa fase è vietato passare col cestino per le offerte. Però abbiamo messo due scatole vicino all'uscita. Al vostro buon cuore! Noi dall'8 marzo la cassa integrazione non l'abbiamo avuta!".



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