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CLIMA RASSERENATO E STAND BY CONFLITTO GENERAZIONALE: PAGANO, ''IO VECCHIO? SILVIO ENTRATO IN POLITICA A 58 ANNI''; MARTINO, ''BASTA SCONTRI''; SOSPIRI, ''LIBERARE NUOVE ENERGIE''; LA NEW ENTRY DE MATTEIS, ''PRIMARIE RISCHIANO DI DIVIDERE''

FORZA ITALIA: BERLUSCONI VARA RIVOLUZIONE, IN ABRUZZO TREGUA IN ATTESA DELLE PRIMARIE

Pubblicazione: 20 giugno 2019 alle ore 18:31

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PESCARA - Rivoluzione in corso in Forza Italia, e in Abruzzo si depongono, per ora le armi. I pezzi da novanta degli azzurri in Regione, a cominciare dal coordinatore, il senatore Nazario Pagano, che qualcuno vorrebbe disarcionare, e dal deputato Antonio Martino, cooridinatore organizzativo, fanno a gara in queste ore per applaudire al coup de théatre del presidente Silvio Berlusconi, che ieri serate al Senato ha annunciato ai parlamentari il nuovo corso per far uscire dalle sabbie mobili un partito in crisi di consensi e identità, annunciando elezioni dei dirigienti nazionali, regionali, provinciali e comunali, attraverso le "primarie", e nominando i "traghettatori".

Soddisfazione ha espresso anche il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, che però calca sulla parola "rinnovamento e nuove energie"Mentre  riveste il ruolo  da bastian contrario, e non è la prima volta, la new entry dei forzisti, il consigliere comunale dell'Aquila Giorgio De Matteis, a cui le primarie non sono mai piaciute, perchè spiega a questa testata, ''rischiano di dividere, invece di unire".

Pagano e Martino, in questo nuovo clima negano attriti tra di loro. "Andiamo a cena insieme", assicura ad Abruzzoweb il primo, "è finito il tempo di avere amici e nemici", taglia corto il secondo. Se ne riparlerà insomma quando ci saranno le primarie. 

Berlusconi ha ieri nominato la  vice presidente della Camera Mara Carfagna e il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, i coordinatori rispettivamente per il sud e per il Nord, con l'affiancamento  presidente del Parlamento europeo in carica Antonio Tajani, della riorganizzazione di Forza Italia, in vista del congresso che si terrà in autunno, dove tutte le cariche saranno elettive. 

E poi si terranno anche le elezioni, probabilmente con le primarie, anche di coordinatori territoriali in tutta Italia. Primo passaggio del nuovo corso il Comitato nazionale del 13 luglio.

Libere elezioni, insomma, anche in Abruzzo. Dove in molti da tempo contano di spodestare il senatore Pagano, coordinatore e dominus del partito, nominato da Berlusconi in persona nel gennaio 2014. Accusato negli anni in particolare dall'ala delgi ex An, di autoreferenzialità, e di aver portato a casa magri bottini elettorali. 

Un over 60, il cui destino  sembrava segnato, quando il presidente Berlusconi aveva annunciato la necessità di un ricambio generazionale. Ora il fattore età diventa relativo, ma si terranno però le elezioni anche per i vertici regionali. 

E allora verrà il tempo di tornare ad affilare le spade. 

Pagano ha ovviamente partecipato alla riunione di ieri, assieme a Martino, 43 anni, imprenditore pescarese eletto con un grande risultato nel collegio dell’Aquila il 4 marzo del 2018, segretario organizzativo del partito.

Entrambi, contattati da Abruzzoweb, negano che tra loro i rapporti si siano raffreddati, descrivendo il partito abruzzese unito e compatto.

Complice il clima di entusiasmo per l'attesa svolta impressa da Berlusconi, che per di più ha riportato all'ovile, nominandolo coordinatore del Nord il presidente della Regione Liguria Toti, che era ad un passo dall'organizzare una nefasta scissione, tanto che aveva fissato per il 6 luglio prossimo una convention per il varo della nuova formazione politica, a cui era pronto a partecipare anche Sospiri.

"E' stata lanciata una fase di fase di rinnovamento - esordisce Pagano -, ancora una volta Berlusconi ha saputo sorprenderci, nella sua capacità di lettura della situazione che si vive. Serve una linea politica chiara, una nostra difficoltà è di essere in Parlamento all'opposizione della Lega, e con lei alleati nelle Regioni e nei Comuni.  Vanno ora stabilite le regole di questo rinnovamento. Nessuno sarà più nominato, ma eletto. Vedremo con quali modalità, se con le primarie, o con altre formule".

Alla domanda "si candiderà come coordinatore regionale?", Pagano però glissa:  "Chi sarà interessato lo farà, io sono coordinatore da cinque anni mezzo, e sono orgoglioso di quello che ho fatto". A chi ritiene però che debba farsi da parte per  lasciar spazio ai giovani Pagano fa osservare, che "Silvio Berlusconi ha iniziato a fare politica quando aveva 58 anni...''. 

A chi lo critica più o meno velatamente sui risultati non esaltanti ottenuti anche in Abruzzo da Forza Italia, (dalle regionali 2014 alle Europee di maggio il partito è sceso dal 14% al 9,3%), Pagano offre un'altra lettura: "In questi anni abbiamo perso voti come altrove a favore della Lega, ma dalle regionali del 10 febbraio alle Europee del 26 maggio siamo cresciuti, in controtendenza, dal 9% al 9,3%. I risultati delle amministrative di Pescara e Montesilvano, del 13% e del 15%, sono tra i migliori in Italia. Abbiamo vinto le regionali, eletto sindaco il nostro Carlo Masci a Pescara. A dire che i risultati in Abruzzo, letti nel quadro complessivo, sono buoni, è lo stesso Berlusconi, a cui ho consegnato un dettagliato dossier, e con cui mi sento tutte le settimane".

Infine Pagano nega che ci siano attriti con Martino, smentendo di averlo estromesso nella partita della ricostituzione del gruppo comunale a L'Aquila, addirittura non invitato alla conferenza stampa di annuncio dell’ingresso di tre consiglieri comunali, e in quella della composizione della nuova giunta a Pescara. "Ma quali separati in casa! Con lui collaboro in ogni passaggio, andiamo spesso a cena insieme, il rapporto è ottimo, è un amico, e sono orgoglioso che sia diventato deputato".

A confermarlo lo stesso Martino, e nel nome della pax che si è instaurata, conferma che con Pagano "non c'è nessun problema", anzi addirittura, "andiamo tutti d'amore e d'accordo". 

Anche perchè "non è più il tempo di avere amici e nemici, basta attriti. Ognuno deve dare il suo contributo. Ci saranno anche in Abruzzo le primarie, e saranno i cittadini, i nostri iscritti, e forse anche i non iscritti, lo vedremo, a decidere democraticamente chi dovrà guidare il partito a tutti i livelli. Ci sarà rinnovamento, e visto che i ruoli saranno contendibili, anche l'età diventerà un fattore secondario".

Alla domanda: "si candiderà alle primarie?", Martino risponde, "Non ci ho pensato, ma non credo che lo farò. L'importante è che il cambio dello statuto  imprimerà  un passaggio che ritengo decisivo,  la vera transizione. Berlusconi rimarrà il nostro padre nobile, e il garante di tutti. E si darà nuova linfa ad un'area politica di cui il Paese ha assoluto bisogno". 

Smorza gli entusiasmi il consigliere comunale dell'Aquila De Matteis, che a fine maggio ha mollato Fratelli d'Italia, per approdare assieme a Marcello Dundee e Berardino Morelli in Forza Italia. Rimpinguando il gruppo consiliare decimato dopo l'uscita del capogruppo Roberto Junior Silveri, oggi al Gruppo Misto, Ferdinando Colantoni, Giancarlo Della Pelle e Vito Colonna, che hanno formato “Insieme per L’Aquila”, con al consigliere Leonardo Scimia, ex Benvenuto Presente. 

"Le primarie per i dirigenti non mi convincono - taglia corto De Matteis -. Vanno piuttosto valutati i loro risultati, e decidere se confermare o bocciare. Il discorso vale anche per Pagano: nella partita delle regionali e della Giunta, ha ottenuto il massimo possibile, ha proposto un candidato sindaco vincente a Pescara, i risultati delle Europee sono lusinghieri, rispetto alla media generale".

Anche perché osserva De Matteis, "le primarie, se non sono regolamentate come si deve, rischiano di dividere, invece di unire. Basti vedere a cosa è successo a L'Aquila alle primarie del centrosinistra per la candidatura a sindaco, con la rovinosa sfida tra Pierpaolo Pietrucci e Americo Di Benedetto. E poi, mi viene da osservare, a questo punto facciamo le primarie ad ogni livello, anche per scegliere i candidati in parlamento e in Regione, al posto delle investiture al 'principe' di turno", suggerisce De Matteis. 

Infine Sospiri, che in una nota afferma:

“Registro un fatto positivo: se Berlusconi libera le energie di chi vuole giocarsela, credo che si possano porre le basi per il rilancio e l’organizzazione di questo partito e conseguentemente anche i temi di questo partito. Fermo restando la leadership del presidente Berlusconi, vedo positivo il fatto che ci saranno congressi liberi, a mio avviso sono la base del rilancio, liberando nuove energie".



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