Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 GLI ''EROI INVISIBILI'' DI PALAZZO DELL'EMICICLO, ''ONORATI DELLA RINASCITA'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

GLI ''EROI INVISIBILI'' DI PALAZZO DELL'EMICICLO, ''ONORATI DELLA RINASCITA''

Pubblicazione: 18 luglio 2018 alle ore 07:32

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L'AQUILA - Hanno tutti più di cinquant'anni, alcuni anche oltre, ma la determinazione di un adolescente che si affaccia al mondo del lavoro, un elemento essenziale a terminare in tempi record quello che probabilmente è stato il cantiere più importante della loro vita.

Sicuramente quello che ricorderanno di più, per il valore emotivo e di partecipazione che ha avuto, ma anche per il prestigio visto che per le innovative modalità di ricostruzione ha scritto una pagina di storia che ha fatto il giro del mondo, essendo l’opera tra i cinque edifici pubblici più sicuri del pianeta.

Sono i capicantiere di palazzo dell'Emiciclo, che per circa due anni in modo indefesso, spesso senza conoscere orari e festivi, hanno scavato, anche a mano, per riconsegnare alla città dell'Aquila e all'Abruzzo intero il primo edificio monumentale pubblico dal terremoto del 6 aprile 2009, subito preso d'assalto dai visitatori.

Tutto ciò in una città e in un territorio nel quale le opere pubbliche segnano il triste primato del blocco degli appalti.

Sono loro, in più d'una occasione al lavoro anche di notte, che hanno guidato sul campo gli oltre 120 operai impegnati nell’importante cantiere, che insieme ai colleghi sono da considerare gli "eroi invisibili" dell’Emiciclo.

Ora, dopo i festeggiamenti solenni del 22 giugno trasmessi in diretta video sul web, e un evento completamente dedicato a loro due settimane dopo, si godono la meritata vetrina, parlando anche a nome degli amici collaboratori.

Barba lunga e baffi all'insù, sguardo di chi ne ha viste tante, Giulio Bafile della Rosa Edilizia, classe 1954, è un po' il simbolo delle maestranze delle aziende appaltatrici (la capofila dell'Ati, Rosa, e la Ricci Costruzioni di Castel di Sangro e la Termoidraulica di Silvi) e quelle in subappalto.

"La cosa più delicata è stata l'organizzazione, ringraziando la buona volontà di tutti gli operai si è cercato di portare a termine questo lavoro che non era da poco", ammette.

"Soprattutto gli ultimi quindici giorni, siccome i tempi erano stretti, abbiamo cercato di fare qualche ora in più", racconta Giulio, "come aquilano verace sono orgoglioso e onorato di aver contribuito, anche nel mio piccolo, alla rinascita di questa città, per me è molto gratificante".

Un edificio, il rinnovato palazzo dell'Emiciclo, all'avanguardia anche sotto il profilo energetico, con l'installazione di un impianto di geotermia.

"Si sfrutta il calore naturale della terra, con delle pompe che accumulano l'energia", spiega Gianfranco Collini, 65enne della Termoidraulica, che pone l'accento sulla validità delle squadre di operai impegnate nel cantiere.

"La difficoltà maggiore incontrata? Sicuramente quando abbiamo scavato sotto ai fabbricati per mettere gli isolatori", ammette Adelmo Gasbarro, 59enne capocantiere della Ricci.

"È stato un lavoro abbastanza particolare, che non capita tutti i giorni, è stato il mio primo lavoro del genere", svela, esprimendo soddisfazione per essere stati nei tempi: "Vedere tanta gente che viene a visitare l'Emiciclo fa tanto piacere, voglio ringraziare i miei colleghi e l'azienda per cui lavoro".

E se ad Enrico Di Benedetto chiedi quali sensazioni abbia vissuto chi è stato per due anni col capo chino, risponde che "è stato tutto un pensiero, non una cosa facile da risolvere, ma con la collaborazione di tutti ci siamo riusciti!".

Lui, in particolare, è uno di quelli che ha lavorato all'installazione degli isolatori sismici, che hanno reso Palazzo dell'Emiciclo tra i cinque edifici pubblici più sicuri al mondo.

"C'era prima la demolizione dei pavimenti, poi l'abbassamento di quota di un paio di metri, poi si faceva la platea e poi si interveniva sulle murature ricucendo le platee", spiega Enrico, 55 primavere. "A volte si è lavorato più a mano che con le ruspe, nei punti più difficoltosi siamo stati costretti a farlo", racconta ancora.

La ciliegina sulla torta, poi, è quella che hanno messo le restauratrici della Rosa Edilizia, guidate da Francesca Condorelli, una mascotte coi suoi 43 anni, che hanno restituito l'antico splendore al colonnato, che ora si apre alla villa comunale con la riconnessione coi giardini pubblici.

"Abbiamo recuperato il colore originario dell'edificio", spiega, "erano stati messi diversi strati di vernici che andavano a coprire completamente il colore originario. Con una pulitura chimica e meccanica siamo andate a grattare via tutte queste sostanze sovrammesse ed è riuscita fuori la tintura originale, che poi è stata anche riproposta perché erano rimasti pochi lacerti".

"Un lavoro difficile? Sì", ammette Condorelli, "soprattutto per riuscire ad evidenziare proprio quei pochi lacerti originali che erano rimasti, perché l'intera superficie aveva già subito un intervento di restauro precedente, dove erano state completamente grattate via tutte le superfici".

"Siamo riusciti a risalire a dei restauri precedenti, anche se non siamo riusciti a scoprire com'era effettivamente in origine", spiega.

Francesca, Giulio, Gianfranco, Adelmo ed Enrico, si sono ritrovati nella piazza dell'Emiciclo assieme a tutti i colleghi e ai titolari delle aziende, Walter Rosa, Enrico Ricci e Marcello Mancinelli, per un saluto collettivo all'opera restituita alla città.



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