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GRAN SASSO: ABRUZZO CAMPO DI BATTAGLIA, CONSIGLIO UNITO CONTRO CHIUSURA TRAFORO

Pubblicazione: 16 maggio 2019 alle ore 11:44

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L’AQUILA - “L’Abruzzo non è alla berlina di nessuno”.

Così il vice presidente della Giunta della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente (Lega), nel corso del Consiglio comunale dell'Aquila, riunito questa mattina in seduta straordinaria per discutere sulla paventata chiusura del traforo del Gran Sasso.

L’assemblea civica ha l’obiettivo di individuare un'azione condivisa tra il Comune dell'Aquila, la Regione Abruzzo, i sindaci dei comuni interessati, per scongiurare quello che la Conferenza dei capigruppo, riunita nei giorni scorsi, ha definito “un'azione sconsiderata che penalizzerebbe non solo i cittadini ma l'economia di una regione intera”.

Assenti in Aula rappresentanti di Strada dei Parchi, la società del gruppo Toto che gestisce le autostrade A24 e A25.

“Questo è il momento per cui si facciamo le opere necessarie per far stare sereni i cittadini abruzzesi, gli operatori e il mondo scientifico che lavora sotto il Gran Sasso”, ha aggiunto Imprudente. “Non si fa politica in questi momenti, ma è il momento in cui si risolvono i problemi”, ha concluso il vice presidente.  

Presente in Aula anche la deputata del Pd Stefania Pezzopane, che nel suo intervento ha sottolineato: “al di là della questione dell’emergenza, che speriamo venga risolta oggi, nei diversi incontri che si stanno svolgendo, e che ci auguriamo termini con la firma di un accordo, bisogna capire il contesto di quello che sta accadendo”.

“Si urla alla revoca della concessione a Sdp, ma nel per c’è una proroga delle concessioni di altre 10 anni. Bene il sindaco Pierluigi Biondi in conferenza con il primo cittadino di Teramo, utile anche l’arma della diffida. Adesso la partita è che il traforo non si può e non si deve chiudere, è pura follia pensare di farlo - ha spiegato - Nel gran sasso abbiamo la scienza più elevata con la presenza dei laboratori, le gallerie, fondamentali per i collegamenti e l’acqua, questo sistema si può tenere in equilibrio. Bisogna mettere in sicurezza l’autostrada e i laboratori, nel decreto ‘cantieri’ è stato inserito un commissario, ma bisogna capire come permettergli di poter adempiere al proprio compito”.

Proprio sulla figura di un commissario la Pezzopane ha aggiunto: “Penso a un commissario che vigili sui lavori, perfetto, ma ci vogliono i soldi per fare questi lavori, i famosi 172 milioni. Servono tutti per fare un programma di interventi e iniziare ad affidare le gare e i lavori. Un commissario che non ha i fondi rischia di essere una persona che non riuscirà a fare i lavori necessari, non abbassiamo la guardia”.

“Il traforo non poteva chiudere”, ha concluso la deputata dem.

Il rettore del Gran Sasso Science Institute, Eugenio Coccia, ha precisato: “abbiamo mandato l’uomo sulla luna e non siamo in grado si mettere in sicurezza il sistema Gran Sasso”.

“Oggi siamo sotto assedio e sotto attacco, vorrei che da qui oggi uscisse un documento unitario”, ha detto nel suo intervento il consigliere comunale Roberto Junior Silveri (Gruppo misto)

“Sembra scongiurata l’ipotesi di una chiusura, ma i danni chi li paga? Nessuno. L’Abruzzo è utilizzato come campo di battaglia”, ha aggiunto.

Sono intervenuti anche il consigliere regionale Giorgio Fedele, il presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Pierluigi De Amicis e il segretario generale di Apindustria, Massimiliano Mari Fiamma.

Al termine della discussione l’assemblea ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con il quale impegna il sindaco a “promuovere presso la Regione Abruzzo e il Mit ogni azione e misura atta a scongiurare la paventata chiusura del traforo del Gran Sasso, che risulta essere iniqua e dannosa per l’intera comunità abruzzese, e a sollecitare lo Stato al finanziamento integrale degli interventi previsti dalla deliberazione di Giunta regionale 33/2019. 

Auspica inoltre che si affronti con determinazione il problema dei costi sociali ed economici del pedaggio autostradale A24, con un confronto serrato tra Regione, Società Strada dei parchi, Mit, alla presenza degli enti locali interessati. Chiede infine la puntuale verifica della convenzione esistente e la possibilità di un’eventuale rimodulazione o revoca”.

Soddisfazione è stata espressa, a margine, del Consiglio, dal presidente Roberto Tinari.

"Ringrazio quanti sono intervenuti alla seduta odierna, – ha dichiarato Tinari – sia per la loro presenza istituzionale, molto significativa, che per gli elevati contributi forniti alla discussione. L’approvazione, all’unanimità, dell’ordine del giorno, i cui contenuti si collocano nel solco della deliberazione assunta in tal senso dalla Giunta regionale, costituisce un elemento di forza e concretezza ai fini di scongiurare la chiusura di un’infrastruttura determinante per l’Abruzzo e per la città dell’Aquila, che avrebbe conseguenze disastrose per la nostra economia, per il turismo, nonché per istituzioni fondamentali per il tessuto sociale, culturale e produttive, determinando un isolamento pressoché totale". 

"Sono molto soddisfatto dell’esito della riunione consiliare, – ha concluso Tinari – della quale ho fortemente sostenuto la convocazione, la cui valenza e necessità è stata ribadita dalla comunicazione, pervenuta proprio in mattinata da Società Strada dei Parchi, nella quale si chiariva che l’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non è ancora stata formalizzata e, conseguentemente, la chiusura del traforo non ancora scongiurata. Riteniamo che su questo tema, così importante e strategico, debba essere mantenuta la massima attenzione e che non si possa abbassare la guardia fino a che non sia stata trovata una soluzione definitiva".



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