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GRAN SASSO: FONTARI, FUMATA NERA DAL VERTICE SU VINCOLI, STAGIONE A RISCHIO

Pubblicazione: 20 luglio 2017 alle ore 14:00

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L'AQUILA - Si è concluso con una fumata nera il vertice in Comune all'Aquila, che si è tenuto l'altroieri a Palazzo Fibbioni, per discutere e superare le prescrizioni imposte dal Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che rallenterebbero ulteriormente i lavori della seggiovia delle Fontari a Campo Imperatore, rischiando di far saltare la stagione invernale.

Dall'incontro dunque non si è usciti con un accordo, ma con un nuovo incontro: una verifica da parte dei tecnici del Parco, che avverrà martedì prossimo.

A partecipare tutti i soggetti interessati: il sindaco Pierluigi Biondi, rappresentanti dell'Associazione temporanea di imprese (Ati) costituita da Leitner s.p.a e Toninelli s.r.l., un rappresentante del Parco, il direttore dei lavori della seggiovia Marco Cordeschi, l'amministratore unico del Centro turistico del Gran Sasso Fulvio Vincenzo Giuliani e, in rappresentanza dell'associazione SaveGranSasso, Fausto Tatone.

"La riunione ha segnato un cambio di passo rispetto al passato - ha dichiarato Biondi ad AbruzzoWeb - Fino ad oggi si è detto e scritto che le Istituzioni e i vari Enti coinvolti per lo sviluppo del Gran Sasso non dialogassero tra loro, ma nell'incontro a Palazzo Fibbioni, tutti hanno dimostrato la forte volontà di collaborare e di avere come unico obiettivo comune lo sviluppo della montagna".

Si è mostrato cauto il direttore dei lavori Marco Cordeschi: "La riunione è stata soltanto interlocutoria, nulla di più, non è stata presa alcuna decisione - ha spiegato - Aspettiamo martedì mattina per vedere cosa fare".

Il problema di fondo è che i vincoli previsti dall'Ente Parco per la zona dove insiste la vecchia seggiovia, sono sempre più restrittivi e ostacolano i lavori per le nuove Fontari, rischiando di compromettere il cronoprogramma.

"Tali prescrizioni insistono su una zona ormai antropizzata - sottolinea il presidente di SaveGranSasso Luigi Faccia - bisogna trovare una soluzione subito, a rischio c'è la stagione invernale. Noi ci siamo e lotteremo ancora per il bene della nostra Montagna".

L'Ente aveva autorizzato i lavori, esprimendo un parere favorevole in merito allo studio per la valutazione di incidenza ambientale a condizione che: vengano rimesse al Parco, prima dell'inizio dei lavori, tutte le eventuali altre autorizzazioni degli altri Enti competenti per territorio; le aree che si intendono adibire a cantiere vengano visionate congiuntamente a personale tecnico dell'Ente Parco, al fine di verificare la eventuale presenza di habitat o specie floristiche di interesse conservazionistico e di individuare opportune misure per la mitigazione del danno e vengano delimitate con rete in polietilene di colore verde.

Tra le prescrizioni, anche quella di scoticare preventivamente le zolle d'erba per garantire, a fine lavori, il migliore ripristino del manto erboso, che verrebbe altrimenti gravemente compromesso.

L'asportazione delle zolle superficiali di terreno vegetale dovrà essere eseguita esclusivamente a mano, per uno spessore medio di 25 centimetri.

Per innaffiarle e bagnare le superfici stradali di cantiere qualora non fosse possibile, per esigenze di ristrutturazione, prelevare l'acqua dal vicino fontanile, si dovrà utilizzare l'impianto idrico del Rifugio "Le Fontari".

Vincoli specifici sono stati previsti anche per i colori da utilizzare per i pannelli delle delle facciate e delle superfici di copertura delle stazioni: non si può usare il classico marrone, ma solo il verde e non in qualunque sfumatura, ma solo felce o cromo (Ral6025 verde felce o Ral6020 verde cromo), questo per ridurre l'impatto visivo delle strutture stesse.

La demolizione del vecchio impianto tra i sostegni 4 e 8, dovrà essere effettuata mediante l'utilizzo di mezzi di tipo ragno o dell'elicottero per via della forte pendenza del versante in quel settore, restringendo, in questo modo, l'uso di veicoli ruotati e cingolati ai tratti compresi tra i sostegni 1-3 e 9-12. La stessa modalità è prevista anche per il nuovo impianto: tra i sostegni 4 e 7.

Ma se si sceglie di utilizzare gli elicotteri bisogna rispettare ancora altri vincoli: dovranno tenersi il più lontano possibile dalla cresta principale del massiccio (Monte Aquila-Vado di Corno-Monte Brancastello) e dalla cresta del Monte Scindarella, evitando di sorvolare tali zone a bassa quota (600 metri sopra il livello del suolo), anche durante i voli di avvicinamento e allontanamento dalla zona delle operazioni.

Tutte queste prescrizioni certamente rallenterebbero i lavori e i 180 giorni previsti, potrebbero non essere rispettati, se poi a ciò si aggiunge che le condizioni metereologiche potrebbero non essere sempre favorevoli, i tempi potrebbero quasi raddoppiarsi. Se cos' fosse si salterebbe la stagione invernale, causando danni al turismo dell'intero territorio.

"I lavori nel frattempo non si sono fermati - ha dichiarato il consigliere delegato alle attività produttive della montagna, Daniele D'Angelo, che ieri mattina ha effettuato un sopralluogo nei cantieri del Gran Sasso - gli operai stanno lavorando con grande entusiasmo e c'è molta disponibilità da parte del direttore dei lavori Cordeschi a rispondere a ogni nostra domanda".

D'Angelo ha spiegato poi che si recherà spesso a Campo Imperatore per verificare che tutto proceda senza intoppi.

"Gli operai si sono detti preoccupati solo per i vincoli imposti dal Parco che effettivamente potrebbero rallentare il cronoprogramma - conclude - con l'incontro che si terrà martedì potrebbe già arrivare la soluzione. Non so dire se si riuscirà a finire tutto per la stagione invernale, ci vorrebbe un miracolo, ma credo sia meglio trovare una soluzione definitiva e iniziare l'anno prossimo con il piede giusto, piuttosto che continuare con rimedi esclusivamente palliativi, che non risolvono i problemi della nostra Montagna".



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