Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 GRAN SASSO: INCURIA IN ALTA QUOTA, 'ALBERGO CAMPO IMPERATORE E' LA BASE DA CUI PARTIRE' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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LUIGI FACCIA, ''COMUNE CI AIUTI. PREVEDERE PISCINA OLIMPIONICA NEL PROGETTO, LA PRIMA A QUOTA 2 MILA METRI''. TURISTI LAMENTANO CARENZA DI SERVIZI. RESTA PROBLEMA PARCHEGGI SELVAGGI

GRAN SASSO: INCURIA IN ALTA QUOTA, 'ALBERGO CAMPO IMPERATORE E' LA BASE DA CUI PARTIRE'

Pubblicazione: 26 luglio 2019 alle ore 07:45

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L’AQUILA – Pezzi di intonaco che cadono a terra, logorati dal tempo, dalle intemperie e dal mancato avvio di lavori straordinari,  una struttura ormai fatiscente, con tanto di sporcizia lungo il suo perimetro.

Appare così, in una calda giornata di fine luglio, l’hotel di Campo Imperatore, sul versante aquilano del Gran Sasso.

Uno stato di “incuria e abbandono, mancanza di servizi e di strategie”, che non rende onore a quello che è stato definito dal noto alpinista Fosco Maraini, per i panorami mozzafiato e la bellezza della natura che lo caratterizza, il “Piccolo Tibet”.

Scorci unici, spesso scelti dai registi per fare da sfondo a film, spot e programmi tv, che garantiscono ancora un buon afflusso di turisti e appassionati, che salgono fino a quota 2.130 metri anche solo per una passeggiata, magari alla ricerca di un profilo particolare da fotografare.

Se l’albergo versa nelle stesse condizioni degli anni passati, la situazione non migliora neanche spostandosi di qualche metro: chilometri di auto parcheggiate lungo la strada e un parcheggio a pagamento semi-vuoto, bagni chimici installati a pochi metri dal giardino botanico alpino, la carenza di cestini per i rifiuti, ma soprattutto “la mancanza di servizi essenziali in termini di sviluppo turistico montano”.

A lamentare disagi e difficoltà sono spesso i turisti, come ha raccontato ad AbruzzoWeb il maestro di sci Luigi Faccia, amante della montagna e componente del comitato Save Gran Sasso: “Quello che ci sentiamo dire più spesso è: ‘Come fate a tenere un posto bellissimo in quel modo?’ – ha spiegato - Hanno ragione i turisti purtroppo, io mi scuso con loro, anche se sono la prima vittima di questa situazione, qui ci lavoro. Ormai siamo arrivati al punto di non ritorno, servono le strutture, i rifugi, i sentieri, serve l'infrastrutturazione, solo a quel punto si potrà parlare di visione futura, di strategie e magari di vietare l’ingresso alle auto sul Gran Sasso”.

“Siamo convinti che bisogna salire con gli impianti, in modo da non inquinare, siamo gli ambientalisti veri, quelli che lavorano con l'ambiente: dunque, è necessario fare il piano d'area per fare in modo che le automobili restino a Valle”, ha aggiunto.

A pochi giorni dalla notizia di un buco nel muro in pietra della chiesa della Madonna della Neve di Campo Imperator, fatto per far passare un cavo elettrico volante, collegato a uno dei tanti furgoni ambulanti di bevande e panini che sostano sul piazzale, e con alle spalle anni difficili per gli operatori della Montagna, alle prese con una dura crisi, ritardi nella consegna della seggiovia delle nuove Fontari, con conseguenze sull'avvio della stagione, gli amanti della Montagna sono tornati ad indignarsi per il “tempo perso”.

Che lo storico hotel non avrebbe riaperto, nonostante gli annunci, seppur cauti, da parte del Centro turistico del Gran Sasso (Ctgs), azienda partecipata del Comune dell’Aquila che gestisce gli impianti sciistici e ricettivi in alta quota, si sapeva dal 16 dicembre del 2017, quando l'amministratore pro-tempore Domenico De Nardis, che aveva denunciato alcuni furti notevoli, aveva spiegato che erano venute meno le condizioni minime di sicurezza.

A fine 2018 sembrava essere arrivata la svolta con l'annuncio di tre milioni per la ristrutturazione dell'albergo dove venne imprigionato Benito Mussolini dopo l'Armistizio di Cassibile.

Il 2 ottobre dello scorso anno è stato presentato il progetto esecutivo dal sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, l'allora vice sindaco, Guido Liris, oggi assessore regionale, il provveditore interregionale per le Opere pubbliche per il Lazio, Abruzzo e Sardegna, Vittorio Federico Rapisarda, e il dirigente tecnico del Provveditorato alle Opere pubbliche, Gennaro Di Maio.

“C'è stata la presentazione di un progetto che non prevedeva l'adeguamento sismico alla vigilia delle ultime elezioni regionali, ma notizie al momento non se ne hanno”, ha proseguito Faccia.

La ristrutturazione dell'Albergo, “deve essere fatta con urgenza, perché rappresenta il punto di riferimento, la base da cui partire per la scalata verso il piano d'area, ma senza questa struttura facciamo poca strada”.

Secondo il maestro di sci, inoltre: “dovrebbe essere il Comune in prima persona a fare stazione appaltante, assumendosi la responsabilità diretta, non si può affidare una struttura del genere al Provveditorato alle Opere pubbliche, perché temo che altrimenti possa fare la stessa fine della scuola elementare ‘De Amicis’. Bisognerà concludere il progetto, iniziare subito i lavori e prevedere la costruzione di una piscina, possibilmente olimpionica, perché saremmo i primi a livello mondiale ad avere una struttura dove ci si può allenare a oltre 2 mila metri, in modo da avere un flusso continuo di persone nell'Albergo”.

C’è poi la questione dei parcheggi, un altro problema che interessa tutta la zona: l'area a pagamento permette di poter lasciare il proprio mezzo per una ‘cifra irrisoria’, 4 euro, ma, come confermato dalle tantissime segnalazioni che settimanalmente vengono inviate alla stampa, il parcheggio è sempre vuoto o semi-vuoto, mentre sulla strada si formano code chilometriche di automobili lasciate lì anche tutto il giorno.

“Penso che parcheggiare a oltre 2 mila metri sia un privilegio che deve essere pagato. È una scelta economica difficile che ha fatto l'amministratore, ma il problema è sempre lo stesso: molti ritengono di non dover pagare il posto auto perché non ci sono servizi adeguati”, ha detto Faccia.

Eppure sullo sviluppo turistico della Montagna sono state incentrate e vinte diverse campagne elettorali, proprio in virtù di questo il componente del Comitato Save Gran Sasso, che ha gestito in passato il bar dell’Albergo, ha lanciato un appello al sindaco Biondi:  “speriamo che il Comune ci dia una mano, che non resti solo all’Aquila, ma che venga anche nelle frazioni e a Campo Imperatore”.



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