Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 IN QUADRO DI CELOMMI LA SOLUZIONE CONTRO EROSIONE COSTE, RIPIANTARE LA CYMODOCEA Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

IL BIOLOGO DAMIANI, ''AVVIARE SPERIMENTAZIONI PER REINTRODURRE PRATERIE CAPACI DI TRATTENERE LA SABBIA E RIDURRE POTENZA DELLE ONDE''

IN QUADRO DI CELOMMI LA SOLUZIONE CONTRO EROSIONE COSTE, RIPIANTARE LA CYMODOCEA

Pubblicazione: 14 marzo 2019 alle ore 06:15

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PESCARA - Un carro di buoi sul bagnasciuga, uomini intenti a raccogliere con forconi, una misteriosa pianta marina. Sta in un quadro di Raffaello Celommi, La “raccolta della cischia” dipinto nel 1936, una possibile soluzione, ecologica e alla fine dei conti economica, al dramma rappresentato dall'erosione delle coste abruzzesi, che ogni anno comporta spese ingentissime per le azioni di ripascimento meccanico, necessari a salvare le stagioni balneari.

Ad assicurarlo è Giovanni Damiani, ex direttore tecnico dell'Arta, ed ex assessore regionale all'Ambiente. Quella pianta che si vede nel quadro di Celommi è infatti la Cymodocea nodosa, capace di smorzare la potenza delle onde e soprattutto, con le sue radici, a trattenere la sabbia, riducendo in maniera significativa l'erosione.

"La Cymodocea nodosa, che fino agli anni '30 ricopriva tutti i fondali del litorale. Poi è scomparsa a causa di un secolo di attività intensiva della pesca delle vongole, e della pesca a strascico, che hanno desertificato i fondali. La massa di queste piante, morte e spiaggiate era chiamata la 'cischia', e veniva raccolta perchè era il combustibile dei poveri, e anche per le ceneri ricchissime di sodio, con cui si facevano le migliori liscivie per il bucato".

Questa pianta come detto stabilizza i fondali, trattiene la sabbia, lo dimostrano interventi effettuati in Toscana con la Posidonia, una pianta molto simile alla nostra Cymodocea. Inoltre un'adeguata fascia di queste piante avrebbe effetti straordinaria per la biodiversità, e dunque anche per la pesca, essendo una culla dove tantissime varietà di pesci si riproducono.

"La sperimentazione potrebbe avvenire sul tratto costiero, non interessato dalla pesca, della Riserva del Cerrano e della Riserva di Punta Aderci. Uno studio appropriato potrà dire la strategia più economica ed efficace da adottare, per la sua reintroduzione su larga scala. Un vivaio da cui si può attingere è una piccola colonia di Cymodocea sopravvissuta nelle zone del porto di Ortona. I costi non sono alti, e comunque in prospettiva garantirebbe enormi guadagni perché sarà ridotti gli interventi di ripascimento. Inoltre può creare lavoro, essendo una tipico intervento di rinaturalizzazione che presuppone un'alta intensità di manodopera, nella fase della piantumazione".

Un intervento provvidenziale, dunque, ma non l'unico da adottare, per salvare le nostre spiagge.

"La linea di costa è dinamica, non è fissa - spiega infatti Damiani - ed è decisivo l'equilibrio del materiale, ovvero la quantità di sabbia portata da i fiumi, che compensa la normale azione erosiva del mare. Il primo problema è però che il fiumi portano sempre meno sabbia, a causa degli sbarramenti, come le dighe. Basti pensare che la diga di Alanno realizzata negli anni '40 si è intasata dopo pochissimi anni, con 1,5 milioni di metri cubi di sabbia, che è rimasta lì invece di arrivare al mare. Altro problema è che i fiumi non hanno più sufficiente portata, a causa della diminuzione delle piogge, sia per l'eccesso di prelievi ad uso agricolo Il fiume Saline, ad esempio, è ora un piccolissimo corso d'acqua, che in alcuni periodo si ferma. Altra azione da introdurre, è salvaguardare le dune costiere, che tra l'altro sono sempre più apprezzate dai turisti che cercano altro rispetto alla spiaggia modello Rimini".

Ultimo dubbio, non darà poi fastidio ai bagnanti la presenza sul fondale di questa pianta?

"Assolutamente no, non è un'alga, e le praterie marine si trovano sulle coste più frequentate del mondo, le più belle e ricche di flora e fauna marina, come quelle della Sardegna, della Sicilia e della Corsica. E non danno fastidio a nessuno, anzi, solo un elemento naturale di un'ecosistema marino sano, di cui stiamo perdendo anche la memoria".



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