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INCIDENTI: 76 MORTI SULLE STRADE ABRUZZESI
I MESI E LE ORE PIU' A RISCHIO

Pubblicazione: 15 novembre 2019 alle ore 07:45

L'AQUILA - Nel 2018 si sono verificati in Abruzzo 3.145 incidenti stradali che hanno causato la morte di 76 persone e il ferimento di altre 4.683. Rispetto al 2017 gli incidenti aumentano del 6,8%, i feriti del 6,6 per cento e le vittime della strada registrano un +10,1%, in netta contrapposizione alla tendenza nazionale che presenta diminuzioni seppur modeste per tutti e i suddetti aggregati.

È quanto emerge dal focus realizzato dall'Istat.

Stando ai dati dell'indagine annuale relativa all'incidentalità stradale secondo l'Istituto di statistica, a detenere il primato per numero di incidenti stradali è Pescara con 885 sinistri, 140 in più rispetto a quelli dell'anno precedente, di cui 13 mortali mentre i feriti sono stati 1.261. 

Dopo il capoluogo adriatico c'è la provincia di Teramo con 848 incidenti, seguita da Chieti con 814 e infine L'Aquila con 598. 
Se invece il focus viene incentrato sulle morti causate dai sinistri, la classifica cambia sensibilmente: al primo posto c'è Chieti con 33 morti, seguita da Teramo con 19, Pescara con 13 decessi e il capoluogo abruzzese che chiude con 11 morti sulle strade. 

L’Abruzzo rispetto agli obiettivi europei

I Programmi d’azione europei per la sicurezza stradale, per i decenni 2001-2010 e 2011-2020, impegnano i Paesi membri a conseguire il dimezzamento dei morti per incidente stradale con una particolare attenzione, nel decennio in corso, agli utenti vulnerabili. Nel periodo 2001-2010 le vittime della strada si sono ridotte del 53,0%, più della media nazionale (-42,0%); fra il 2010 e il 2018 si registrano variazioni, rispettivamente di -3,8% e -19%. Nello stesso lasso di tempo l’indice di mortalità sul territorio regionale è aumentato da 1,9 a 2,4 deceduti ogni 100 incidenti mentre quello medio nazionale è rimasto invariato (1,9) (Tavola in allegato). Nel 2018, l’incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani), periti in incidente stradale, in Abruzzo è inferiore alla media nazionale (42,1% contro 45,3%). Guardando invece agli utenti vulnerabili secondo il ruolo che essi hanno avuto nell’incidente (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni) il loro peso relativo (sul totale dei deceduti) misurato nella regione è inferiore nel 2018 a quello nazionale (43,4% contro 48,8%). Negli ultimi otto anni (2010-2018) l’incidenza di pedoni deceduti è diminuita in Abruzzo passando da 12,7% a 11,9% mentre nel resto del Paese e aumentata da 15,1% a 18,4%.

COSTI SOCIALI

I costi sociali degli incidenti stradali quantificano gli oneri economici che, a diverso titolo, gravano sulla società a seguito delle conseguenze di un incidente stradale. Nel 2018 il costo dell’incidentalità con danni alle persone è stimato in oltre 17 miliardi di euro per l’intero territorio nazionale (283,1 euro pro capite) e più di 346 milioni di euro (261,7 euro pro capite) in Abruzzo; la regione incide per il 2% sul totale nazionale.

IL RISCHIO 

Il rischio di incidente stradale Tra il 2017 e il 2018 l’indice di lesività diminuisce lievemente da 149, 2 a 148,9; l’indice di mortalità invece aumenta lievemente passando da 2,3 a 2,4 decessi ogni 100 incidenti mentre quello di gravità (misurato dal rapporto tra il numero dei decessi e la somma di decessi e feriti moltiplicato 100) rimane stabile (1,6). L’incidentalità rimane alta lungo la costa e nei comuni capoluogo di provincia. La pericolosità è alta lungo la Strada Statale 150 Valle del Vomano, la Strada Statale 650 Fondo Valle del Trigno e la Strada Statale 690 Avezzano-Sora. L’indice di mortalità cresce nei comuni di Chieti e Teramo, è stabile nel comune di Pescara mentre diminuisce nel comune di L’Aquila. 

Nel 2018 il maggior numero di incidenti (2.055, il 65,3% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 31 morti (40,8% del totale) e 2.879 feriti (61,5%). Rispetto all’anno precedente i sinistri aumentano del 3,4% in ambito urbano e del 18,5% sulle strade extraurbane mentre diminuiscono del 2,2% sulle autostrade. Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (4,5 decessi ogni 100 incidenti) e sulle autostrade (2,7 ogni 100). Sulle strade urbane il 45,2% dei sinistri stradali avviene lungo un rettilineo. Sulle strade extraurbane tale percentuale sale al 47,7%. In ambito urbano gli incidenti che avvengono in corrispondenza degli incroci rappresentano il 22% del totale, seguono quelli nei pressi di una intersezione (17,6%) e in curva (8,8%). Lungo le strade extraurbane il 26,7% degli incidenti si verifica in curva, il 10,5% vicino a una intersezione.

MESI E ORE PIU' A RISCHIO

Nel periodo primaverile ed estivo la concentrazione degli incidenti è elevata, in coincidenza con la maggiore mobilità legata a periodi di vacanza. Tra maggio e settembre si contano 1.521 incidenti (il 48,4% di quelli avvenuti durante l’anno) in cui hanno subito lesioni 2.242 persone (47,9%) e 44 sono decedute (57,9%) (Figura 5). Oltre il 75% degli incidenti ha luogo tra le 8 e le 20 ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nella fascia oraria tra l’una e le due della notte (11,7 morti ogni 100 incidenti) con un valore di molto superiore alla media giornaliera (2,4) (Figure 6 e 7). Il venerdì e il sabato notte si concentrano il 43% degli incidenti notturni, il 54,5% delle vittime e il 43,5% dei feriti. L’indice di mortalità dei soli incidenti notturni è pari a 4,8 decessi ogni 100 incidenti.

Gli incidenti stradali nelle aree urbane, intermedie e periferiche

In Abruzzo il 42,8% degli incidenti stradali è concentrato nei Poli urbani 1 ; considerando anche le Aree di cintura, che comprendono i comuni più prossimi ai Poli, si arriva al 74,5% del totale. Nei comuni delle Aree interne, caratterizzate da distanze superiori ai 20 minuti di percorrenza dai Poli urbani, gli incidenti rappresentano il 25,5% del totale regionale. Nel totale dei Centri il numero delle vittime è in aumento del 10,3% rispetto al 2017. Nelle Aree Interne le vittime aumentano del 10%

Anche gli indicatori statistici di mortalità e gravità evidenziano una situazione critica nelle Aree interne, dove nel 2018 si registrano valori (rispettivamente 4,1 e 2,5) superiori alla media regionale (2,4 e 1,6). Gli indici di mortalità e gravità raggiungono quota 25 e 11,1 nei comuni Ultra periferici. Nel totale dei Centri gli indicatori statistici di mortalità e gravità (rispettivamente, 1,8 e 1,2) sono stabili rispetto al 2017.

I comportamenti a rischio e le persone coinvolte 

La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (73,3%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (1.157 casi, 15 vittime e 1.830 feriti), seguita dal tamponamento (507 casi, 2 decessi e 858 persone ferite). La tipologia più pericolosa è l’urto con ostacolo accidentale (7,3 decessi ogni 100 incidenti), seguono lo scontro frontale (5,5) e la fuoriuscita del veicolo (4,6). Gli incidenti a veicoli isolati risultano più rischiosi, con una media di 4,5 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli (1,6 decessi). Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la velocità troppo elevata e la guida distratta sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 39,5% dei casi. Considerando solo le strade extraurbane, la guida distratta incide da sola per il 17,7%.

Il tasso di mortalità standardizzato è più alto per la classe di età 15-29 anni (8,2 per 100mila abitanti). I conducenti dei veicoli coinvolti rappresentano il 68,4% delle vittime e il 68,7% dei feriti in incidenti stradali, le persone trasportate il 19,7% dei morti e il 24,6% dei feriti, i pedoni l’11,8% dei deceduti e il 6,7% dei feriti. Il 66,7% dei pedoni rimasti vittima di incidente stradale appartiene alla classe di età 65+ mentre il 61,9% dei pedoni feriti ha più di 44 anni. L’indice di lesività standardizzato è pari a 652,7 per la classe di età 15-29 anni e a 441,4 per quella 30-44 anni.



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