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CONVEGNO ALL'AQUILA ALLA PRESENZA DEL PRESIDENTE TRIDICO: ''MISURA FA EMERGERE EVASIONE FISCALE''

INPS: UN ABRUZZESE SU 5 A RISCHIO POVERTA', 30 MILA DOMANDE PER REDDITO CITTADINANZA

Pubblicazione: 17 giugno 2019 alle ore 20:04

L'AQUILA - Un abruzzese su cinque è a rischio di diventare povero. Se a questo si aggiunge una perdurante crisi occupazionale, ancora aggravata secondo gli ultimi dati, emerge un quadro di grande preoccupazione. 

E' quanto emerso nel corso del convegno “Il contrasto alla povertà in Abruzzo: analisi, sinergie, progetti” che si è svolto alla sala ipogea dell’Emiciclo, all’Aquila, organizzato dall'Inps. 

C'era il presidente nazionale dell'istituto, Pasquale Tridico, da marzo scorso successore di Tito Boeri. Insieme a lui la direttrice generale aquilana Gabriella Di Michele e il presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, Guglielmo Loy, la direttrice regionale  Valeria Vittimberga e Gino Pantalone, presidente del comitato locale. 

In Abruzzo le domande per ottenere il reddito di cittadinanza sfiorano quota 30 mila nuclei. "L’Abruzzo – ha detto Tridico – ha circa 30 mila domande per il reddito di cittadinanza. Il Friuli Venezia Giulia, che ha una popolazione simile, ne ha 12 mila, sebbene anche lì si siano scoperte sacche di povertà. C’è un effetto importante, in Abruzzo come altrove, ovvero quello anti-evasione. Chi lavora in nero e ha redditi nascosti ha molta reticenza a presentare la domande. Una cosa è dichiarare redditi più bassi per evadere le tasse, un’altra è farlo per ottenere anche prestazioni assistenziali. Le persone ci stanno pensando due volte. C’è chi viene a chiedere 'che succede se mi scoprono?'. Le norme prevedono reati penali per i beneficiari e amministrativi per le imprese, che rischiano molto. Il reddito permette di spingere nell’ottica dell’emersione dell’evasione". 

La direttrice regionale Valeria Vittimberga ha fornito alcuni dati che hanno corroborato il quadro di preoccupazione. 

Partendo dalle pensioni, che rappresentano il 12% del Pil Abruzzo: l’importo medio è 939 euro per quelle di vecchiaia, 650 per quelle di invalidità e 492 per quelle dei superstiti. Con una disparità forte tra uomini e donne: per gli uomini l’importo medio è molto più elevato, 1.148 euro, per le donne 733. In Italia la pensione media è di 1.493 euro. All’interno dell’Abruzzo ci sono poi ulteriori differenze: la media-pensioni in provincia di Pescara è di 1.310 euro, in quella dell’Aquila appena 960 euro. 

L’altro indicatore è quello che riguarda gli ammortizzatori sociali. La cassa integrazione si è ridotta l’anno scorso del 50% tra Pescara e Teramo, intese sempre come province, è invece aumentata del 53,3% all’Aquila. Sempre all'Aquila è esplosa del 162% la cassa integrazione straordinaria, quasi esclusivamente per il brutto andamento del settore meccanico. Un quadro che rischia di prefigurare la perdita di ulteriori posti di lavoro. 

Il presidente del Comitato regionale dell’istituto, Gino Pantalone, ha detto che nell’ultimo trimestre 2019 c’è stata una flessione occupazionale dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nell’ultimo anno si sono persi altri 4 mila posti di lavoro, che portano il totale a circa 18 mila a partire dal 2008. 

Per il governatore Marco Marsilio la povertà "non si sconfigge con l’assistenzialismo, avere aspettative eccessive sul reddito di cittadinanza è un rischio. Certo, è una novità di rilievo, speriamo che possa aiutare, ma c’è bisogno di una evoluzione più complessiva del sistema del welfare, per praticare una vera sussidiarietà orizzontale". 

Monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara e delegato Caritas alla Conferenza episcopale Abruzzo-Molise, ha detto che "povertà è anche trascurare le aree interne, delocalizzazione molte industrie che stanno fuggendo dal territorio, trascurare l’agricoltura sul territorio regionale. Se vogliamo dare un futuro all’Abruzzo – ha aggiunto - dobbiamo ripartire dal cibo, elemento essenziale che diventa precario. Le nostre mense Caritas lo testimoniano: l’85% dei fruitori è italiano, è un dato che ci deve fare pensare in maniera molto seria". 

Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha proposto una sperimentazione in città per l’Isee sociale, ovvero non includendo nel conteggio le case inagibili.



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