Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 INTECS: LAVORATORI SCRIVONO DURISSIMA LETTERA A DI MAIO E TRIDICO Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
  • Abruzzoweb sponsor

INTECS: LAVORATORI SCRIVONO DURISSIMA LETTERA A DI MAIO E TRIDICO

Pubblicazione: 17 luglio 2019 alle ore 16:44

L'AQUILA - "Denunciamo pubblicamente la situazione iniqua, ingiusta e, per alcuni tratti, vessatoria, nella quale ci troviamo, dopo quasi due anni dal licenziamento collettivo che abbiamo dovuto subire e che, paradossalmente, abbiamo scoperto non essere l'evento peggiore".

Inizia così la lunga lettera dei lavorarori Intecs dell'Aquila al vicepremier e ministro dell'Economia Luigi Di Maio, al presidente Inps Pasquale Tridico, al vertici nazionali dei sindacati confederali, ai segretari nazionali di tutti i partiti.

LA LETTERA

Siamo i lavoratori ex INTECS della sede dell'Aquila. In circa trent'anni abbiamo rappresentato un patrimonio tecnologico importante negli ambiti telecomunicazioni, aerospazio, ferroviario, automotive, testimoniato dalla lunga serie di progetti, partner e clienti per i quali abbiamo lavorato (Ericsson, Alcatel, Pirelli, Enel, MBDA, Thales, Thales Alenia Space, Leonardo. In Italia e all'estero). 

Due anni fa Intecs ha deciso di chiudere il centro di Ricerca e Sviluppo di L’Aquila con il conseguente licenziamento di tutti i ricercatori. Purtroppo, oltre a calunniarci nel documento di licenziamento, definendoci irrimediabilmente infungibili e incomparabili con i dipendenti delle altre sedi, Intecs ha sbagliato tecnicamente le procedure, mettendo in atto operazioni maldestre e negligenti, a causa delle quali si sono verificate incomprensioni con gli Enti, si sono aperti percorsi tortuosi per gli ammortizzatori sociali, mettendoci in difficoltà persino per le ultime dichiarazioni dei redditi.

Al Ministro dello Sviluppo Economico On. Luigi Di Maio, chiediamo:  riguardo a Intecs, azienda già fortemente indebitata con lo Stato, che più volte ha cambiato assetto societario (amm. unico Massimo Micangeli – rappr. impresa Marco Casucci) presumiamo anche per eludere le conseguenze del procedimento giudiziario inerente il nostro licenziamento, e con una richiesta di Concordato in corso,  come le si possa consentire di procedere in palese inosservanza delle norme e di farne pagare le conseguenze ai lavoratori, le parti più deboli. 

Ad essi, stanti gli ultimi fatti, nel rapporto con l'Inps è preclusa ogni possibilità di confronto o trattativa durante una fase di temporaneo giudizio e su somme minime per l'Ente, mentre l'azienda che li ha disprezzati e licenziati, con milioni di debiti, può accedere a forme di "condono" fiscale come il Concordato in bianco; l'altro assurdo è che i lavori licenziati e senza alcun reddito continuano a restituire le tasse sospese per il terremoto 2009, mentre Intecs è tra le aziende per cui tutti si battono per evitarle la restituzione, pena rischi per l'occupazione.  

Riguardo a Thales, chiediamo di interessarsi all'attuazione del nostro progetto di ricollocazione, essendo frutto di una intesa fra l'Istituzione pubblica regionale e una delle maggiori aziende tecnologiche strategiche italiane, capofila nella gara Ital-GovSatCom; chiediamo altresì come sia tollerabile dallo Stato che investimenti pubblici e privati di 50 milioni di euro, ai quali si aggiungono, per altri progetti, ulteriori finanziamenti pubblici derivanti dal 4% dei fondi per il terremoto dell'Aquila 2009 destinati allo sviluppo economico, non producano un solo posto di lavoro in più e non riescano a risolvere il problema occupazionale di un piccolo gruppo di lavoratori, aventi professionalità e skill in linea con i progetti e, addirittura, precedentemente fornitori della stessa Thales. 

Al Presidente dell'INPS, Prof. Pasquale Tridico, alla Direttrice Generale Dott.ssa Gabriella Di Michele, alla Responsabile della Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali, Dott.ssa Maria Grazia Sampietro,  chiediamo di valutare nel merito la richiesta di restituzione della Naspi da parte dell'Ente e di interessarsi all'agire dell'INPS L'Aquila relativamente alla nostra vicenda, di seguito riassunta:  licenziati tutti a gennaio 2018, senza spettanze dovute per legge e con procedure maldestre che gli stessi funzionari Inps locali possono testimoniare;  abbiamo dovuto adire le vie legali per difendere la nostra dignità di lavoratori (l'infungibilità davvero non era accettabile) e per ottenere persino il TFR, che ci consentisse di mandare avanti le nostre famiglie;  a novembre 2018, in base al rito Fornero, il Giudice del Tribunale dell'Aquila ha emesso le Ordinanze di reintegro con relativo pagamento degli stipendi arretrati e dei contributi. 

L'azienda non le ha osservate, negando risposte alle richieste dei lavoratori inoltrate per il tramite del sindacato e degli avvocati; si è invece opposta in via giudiziaria, tanto che nel periodo non compaiono i relativi contributi previdenziali;  a causa dei mancati reintegri, della negazione di ogni forma di contatto, della intenzione rimarcata dagli avvocati dell'azienda, in sede di dibattimento al cospetto del Giudice, di non reintegrare, soprattutto su Roma, prima dello scadere dei termini tassativi dei trenta giorni, abbiamo esercitato il diritto di optare per la risoluzione del rapporto in cambio di una indennità pari a quindici mensilità di retribuzione globale di fatto (All'art. 18 c. 4 dello Statuto dei Lavoratori, così come modificato dalla L. 92/2012, e dal terzo comma dell’art. 2 del d.lgs. 23/2015) sussistendo peraltro le condizioni di giusta causa dovute a "condizione di improseguibilità del rapporto di lavoro" (come da scheda servizio Naspi sul portale Inps); non quindi la decisione volontaria di non tornare al lavoro bensì l'effettiva impossibilità a tornarci, avendo peraltro la Intecs chiuso la sede aquilana per ristrutturarla e proporla in locazione (rivelando la natura immobiliarista dei vertici societari); 

chiediamo di spiegarci come mai le suddette motivazioni siano considerate "irrilevanti" dai funzionari Inps dell'Aquila e, di conseguenza, l'opzione delle 15 mensilità giudicata come rinuncia al posto di lavoro; ciò ci offende tanto quanto la calunnia di infungibilità; 

considerato il pronunciamento della sola Ordinanza provvisoriamente esecutiva, considerato il diniego al reintegro da parte dell'azienda, chiediamo di spiegarci come mai non sia possibile congelare la procedura di recupero fino a sentenza definitiva oppure fino a quando avremo percepito le nostre spettanze oppure fino a quando avremo trovato una nuova occupazione; ciò evidenziando che le somme a recupero sono complessivamente circa 200mila euro ossia una briciola rispetto al bilancio dell'Ente, mentre costituiscono la sussistenza per le nostre famiglie, attualmente in gravi condizioni economiche e di precarietà; 

chiediamo altresì di spiegarci come mai non possono essere recepite per il nostro caso le sentenze di Cassazione relative al mancato preavviso, in base alle quali la restituzione di quanto percepito deve avvenire successivamente all'effettivo pagamento delle spettanze da parte dell'azienda. 

Ai Segreteri General CGIL, CISL, UIL, chiediamo di sostenere le nostre istanze nei confronti dell'Inps e del MISE, nonché di riportare al centro delle trattative sul lavoro il valore umano. I lavoratori sono persone, mentre la gestione delle relazioni industriali, e le normative conseguenti, sembrano essere avulse dal reale contesto al quale sono applicate. 

Ai Segretari Nazionali dei Partiti Politici, chiediamo di utilizzare la nostra vicenda per riportare nell'agenda pubblica il tema del LAVORO attraverso atti e visibilità. Chiediamo inoltre di farsi promotori di politiche di semplificazione giudiziaria e di maggiore tutela nei confronti dei lavoratori, in particolare nei casi di licenziamento, situazioni in cui i dipendenti sono in posizione di estrema debolezza e di totale precarietà. Grazie a chi vorrà dare sostegno e visibilità alla nostra situazione.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui