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IPOTESI IMPIANTO BIOMETANO A LORETO APRUTINO, E' POLEMICA

Pubblicazione: 15 novembre 2019 alle ore 19:53

PESCARA - Monta la protesta per l'ipotesi di realizzazione di un impianto di produzione di biometano nelle campagne di Loreto Aprutino (Pescara) da parte dell'azienda Make Energy. 

Il progetto in questione, in fase di elaborazione, dovrebbe essere presentato alla Regione Abruzzo, per l'eventuale autorizzazione.

Gruppi di cittadini ed aziende del posto lanciano l'allarme: è subito polemica e in tanti si dicono contrari. 

L'impianto consentirà di trattare 36 mila tonnellate di Forsu (la frazione organica dei rifiuti urbani), 14 mila tonnellate di sottoprodotto della filiera agroalimentare, 12 mila tonnellate di sfalcio verde e potature all'anno. 

Il tutto per una produzione di 4,2 milioni di metri cubi di biometano.

Ottomila le tonnellate di anidride carbonica evitate e 3.500 quelle di petrolio consumato evitate. 

Il bacino di utenti potenzialmente interessati è pari a circa 150mila abitanti. 

Nel sottolineare che "l'autorizzazione spetta alla Regione e non al Comune", il sindaco, Gabriele Starinieri, afferma che "personalmente sono favorevole al biometano" e che si tratterebbe di un tipo impianto "adatto alle zone agricole" per caratteristiche ed attività. In Abruzzo - dice - c'è una questione rifiuti e non ri riesce a completare il ciclo integrato, con conseguenti costi elevati. In questo modo si è anche sollevato un problema che va risolto". 

La Cia Agricoltori Italiani Chieti - Pescara esprime "forte preoccupazione", sottolineando che quello di Loreto è un territorio "tradizionalmente vocato a una agricoltura di assoluta qualità. 

La necessità di salvaguardare la produzione di latte e carne di qualità, di fagiolo tondino del Tavo, ortofrutta e altri beni alimentari a grande vocazione identitaria quali olio e vino, unita al mantenimento di un paesaggio agrario che da tali colture è fortemente caratterizzato - dice l'associazione - ci portano ad assumere una posizione di netta contrarietà rispetto all'ipotesi di realizzazione dell'impianto". 

Sottolineando di essere ben consapevole dei problemi legati ai cambiamenti climatici, il presidente Cia Chieti - Pescara, Nicola Sichetti, sottolinea che "esprimere dissenso per l'impianto di cui si parla non è un atto di egoismo: è, al contrario, un atto di consapevolezza di un sistema agricolo, quello che opera sul territorio loretese. Siamo certi - sottolinea - che chi di dovere converrà sull'opportunità di evitare un intervento che, per impostazione e dimensioni, avrebbe un impatto destabilizzante per un territorio vocato all'eccellenza come quello di Loreto". 

Sulla vicenda interviene anche Coldiretti Pescara, secondo cui "ogni opera che va ad incidere sul territorio deve essere compatibile con l'ambiente circostante e condivisa dai cittadini e dagli imprenditori".

Per l'associazione è "necessario procedere ad una attenta disamina del caso senza affrettare i tempi e tenendo in considerazione i diversi molteplici aspetti tra cui la necessaria condivisione e compatibilità ambientale affinché le importanti opportunità di sviluppo collegate a questo tipo di attività non si trasformino nei fatti in un elemento penalizzante per lo stesso territorio e per la popolazione che lì vive e lavora". 

Anche il comitato cittadino Difendiamo Loreto, nato "in seguito a forti istanze e sollecitazioni della popolazione ed allo scopo di impedire la realizzazione della centrale per la produzione di biometano" esprime contrarietà. 

Il comitato considera l'idea progettuale "assolutamente incompatibile con il contesto ambientale locale e con le produzioni agricole di alto pregio presenti nel proprio territorio, oltre che rischiosa per l'ambiente e per la salute della popolazione".

Il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, Guerino Testa, sottolinea che "ogni amministrazione pubblica ha il dovere di perseguire il bene comune e di intervenire affinché situazioni di conflitto, che causano inquietudini e tensioni nella comunità, siano superate". 



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