Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 L'ANTICO RITO DELLA ''MADONNA CHE SCAPPA'': A SULMONA LA CORSA TRA EMOZIONE E STORIA Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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L'ANTICO RITO DELLA ''MADONNA CHE SCAPPA'': A SULMONA LA CORSA TRA EMOZIONE E STORIA

Pubblicazione: 20 aprile 2019 alle ore 08:00

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SULMONA - Storia e tradizione si fondono nella cerimonia pasquale che ha portato alla ribalta nazionale ed internazionale il capoluogo peligno.

Come ogni anno, tra memoria e passato, emozione e commozione, torna a ripetersi il rito della "Madonna che scappa".

Un’usanza  a cui gli abitanti della città di Ovidio sono molto affezionati e di cui si sentono gelosi custodi: "È un evento corale per tutta la città, un momento emozionante e unico che colpisce per la sua intensità non solo i concittadini, ma anche i tantissimi turisti che ogni anno seguono questa tradizione", spiega ad AbruzzoWeb il sindaco di Sulmona (L'Aquila), Annamaria Casini.

Il rito organizzato dalla confraternita di Santa Maria di Loreto, di cui fanno parte i lauretani, è molto famoso non solo nella regione Abruzzo e nel Centro Italia, ma anche fuori dai confini nazionali, tanto che nel periodo in cui si svolge, le via di Sulmona sono affollate di turisti da ogni parte del mondo.

Le origini di questa manifestazione sono incerte: Secondo gli esperti e gli studiosi, infatti, non si tratterebbe di una festa di origine spagnola, al contrario degli altri riti della Settimana Santa della città ovidiana che si sono sviluppati quasi contemporaneamente.

La "Madonna che scappa" rappresenta una tradizione molto particolare, che si pone a metà tra il sacro e il profano.

Alla rappresentazione liturgica del passo degli Atti degli Apostoli vengono accostate diverse superstizioni legate alla corsa della Madonna: il mantello nero deve cadere a terra, le colombe bianche poste sotto il velo devono alzarsi in volo affinché la primavera parta con i migliori auspici, con un buon raccolto e un inverno mite.

Si tratta di convenzioni e superstizioni nate con il rito stesso e in un società prevalentemente agricola, legata alle credenze popolari, così all'andamento della corsa si legano da sempre buoni o cattivi presagi per la comunità ovidiana.

Un’eventuale caduta della statua, poi, sarebbe il segno premonitore di sciagure, catastrofi e terremoti.

Nel 1914 e nel 1940 la statua è caduta a terra e, secondo la tradizione a cui sono legati i cittadini di Sulmona, è stato un presagio delle successive guerre che sono andate in scena.

C'è poi il lato legato alla religione, con il racconto degli apostoli Pietro e Giovanni che alla scoperta risurrezione di Cristo avvisano Maria che corre a cercare il proprio figlio. La stessa "corsa" ricalcata dalla "Madonna che scappa" da un capo all'altro della piazza del capoluogo peligno, fino a raggiungere Gesù che la aspetta, insieme a migliaia tra cittadini, turisti e semplici curiosi, sotto gli archi dell'acquedotto.

LA “CORSA”

La Madonna esce e, accompagnata dai due apostoli, con il tradizionale e unico passo dello “struscio”, si avvia al centro di piazza Garibaldi. Quando i due si fermano, grazie ad un particolare sistema di fili, il manto nero e il fazzoletto vengono lasciati cadere e la Madonna si veste di verde ed oro, mentre in aria si levano in volo 12 colombe.

Alle 12 in punto, la Madonna inizia così la sua corsa, tra gli applausi della gente, le note della banda e lo sparo dei mortaretti, per arrivare davanti al Cristo. 

Dopo la corsa la Madonna è portata nella vicina chiesa di Santa Chiara per ricomporre il manto e i capelli se, durante la corsa, si fossero scompigliati, ma anche per sostituire parte dell'armatura che costituisce il baldacchino su cui poggia la statua.

I PROTAGONISTI DELL'EDIZIONE 2019

Nella chiesa di Santa Lucia si è svolto la settimana scorsa il sorteggio per la quadriglia della corsa: Fabrizio Centracchio, Domenico Giovannucci, Davide Cirstensiense Fabrizio Litigante

A fare da scorta alla Madonna ci saranno Fabrizio Filippi, Mattia Marinucci, Antonio Liberatore e Alessandro Petaccia.

I titolari a Cristo risorto saranno Giuseppe Tumminelli, Pasquale Teti, Antonio Santangelo e Giuseppe Pera. 

La scorta a Cristo sarà composta da Gianluca Tumminelli, Salvatore Presutti, Guido Cirsestiense e Michele Carrozza.

I portatori dello stendardo saranno: Giuseppe Rapone, Sandro Di Paolo, Giampaolo Luongo e Emidio Ricottilli. 

Quasi in contemporanea nella sede dell’arciconfraternita della Trinità sono arrivati i sorteggi per il Cristo morto: lo porteranno Antonio Cacace, Giovanni Malvestuto, Fabrizio Valente, Marco Turchetti, Pierfrancesco Carrozza, Arnaldo Polce, Daniele Colangelo Paolo Casciani. 

La Madonna sarà portata da Antonio Marinucci, Francesco Di Clemente, Flavio De Filippo, Mario De Capite, Angelo Trovarelli, Cosimo Aquaro, Sergio Presutti Mattia Di Cristofaro. 

Massimo Giorgi Piccirilli, Danilo Cinotti Giuseppe Colangelo si alterneranno al tronco, la grande croce che apre la processione. 

I mazzieri saranno Salvatore Venti, Lucio Silvestri, Bruno Spagnoli Giuseppe Fuggetta. 

A capo della processione ci saranno Florin Aloisantoni ed Elio Conti.



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