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DIRETTA; MILITANTI SI ARRAMPICANO SU GRU PIAZZA DUOMO E APPENDONO STRISCIONE; ANARCHICHE BENIAMINO E RUGGERI IN SCIOPERO FAME AL CARCERE LE COSTARELLE; DI BENEDETTO, ''URGE GARANTE'', PEZZOPANE CHIEDE INTERVENTO BONAFEDE

L'AQUILA: ANARCHICI OCCUPANO COMUNE IN SOLIDARIETA' A DUE DETENUTE AL 41 BIS

Pubblicazione: 17 giugno 2019 alle ore 12:02

L'AQUILA - Azione di protesta questa mattina all'Aquila contro il regime carcerario del 41bis da parte di due gruppi che si definiscono "compagni anarchici e anarchiche": uno ha simbolicamente occupato la sala "Cesare Rivera" della sede municipale di palazzo Fibbioni, l'altro è riuscito a salire sulla gru posta nel cantiere del palazzo dell'Arcivescovado, adiacente la Cattedrale di San Massimo in piazza Duomo, esponendo un lungo striscione con la scritto: "Chiudere la AS2 (Alta sicurezza 2) dell'Aquila". 

I due gruppi, come denunciato anche in un volantino affisso sotto i portici e nei punti centrali della città, hanno protestato per solidarizzare con due detenute rinchiuse nel carcere "Le Costarelle" di Preturo (L'Aquila) che dal 29 maggio scorso sono in sciopero della fame contro le restrizioni imposte dal regime carcerario del 41bis. 

Sul posto un folto dispiegamento di forze dell'ordine, Polizia di Stato, Polizia municipale, Carabinieri e Vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l'area e predisposto un tappeto gonfiabile sotto la gru di piazza Duomo, dove si sono arrampicati tre attivisti. 

Quattro gli anarchici che sono saliti sulla gru, scesi poco le 18.Le due detenute sono Anna Beniamino, 46 anni, e Silvia Ruggeri, 32 anni, recluse nella sezione Alta sicurezza 2 femminile del carcere dell'Aquila. 

AbruzzoWeb segue in diretta l'evolversi degli eventi. 

Beniamino è stata fermata dalla Digos a Soriano nel Cimino, in provincia di Viterbo, l’anno scorso, nell’ambito dell’operazione “Scripta Manent”.

Titolare di un negozio di tatuaggi a Torino, è tra i fondatori della Federazione anarchica informale. ll reato contestato è quello di associazione finalizzata al terrorismo, per una serie di pacchi bomba, plichi incendiari, opuscoli e attentati, tra cui quello del 5 marzo 2007 nella zona pedonale del quartiere Crocetta di Torino. È la compagna di Alfredo Cospito, 50 anni, condannato in Appello per il tentato omicidio di Roberto Adinolfi, il dirigente dell’Ansaldo ferito nel maggio 2012 a Genova. 

Silvia Ruggeri, 32 anni, è stata arrestata a febbraio scorso, assieme ad altri cinque leader storici del centro sociale Asilo di via Alessandria a Torino, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione sovversiva, istigazione a delinquere e detenzione, fabbricazione e porto, in luogo pubblico, di ordigni esplosivi.

Gli anarchici dichiarano in un volantino: "Pretendiamo che le due compagne vengano trasferite e che la sezione 'AS2' nella quale sono detenute, peraltro ricavata da una vecchia e fatiscente sezione del regime 41bis, venga chiusa per sempre". 

Queste le parole delle due detenute, che hanno iniziato lo sciopero della fame il 29 maggio scorso, per chiedere "il trasferimento in un altro carcere e la chiusura di questa sezione infame".

"Ci troviamo da quasi due mesi rinchiuse nella sezione 'AS2'; oramai sono note, qui e fuori, le condizioni detentive frutto di un regolamento in odore di 41bis ammorbidito. Siamo convinte che nessun miglioramento possa e voglia essere richiesto, non solo per questioni oggettive e strutturali della sezione gialla (ex 41bis). L'intero carcere è destinato quasi esclusivamente al 41bis, per cui allargare un poco le maglie del regolamento di sezione ci pare di cattivo gusto e impraticabile, date le ancor più pesanti condizioni subite a pochi passi da qui. Non possiamo non pensare a quante e quanti si battono da anni, accumulando rapporti e processi penali. A questo si aggiunge il maldestro tentativo del Dap di far quadrare i conti istituendo una sezione mista anarco-islamista, che si è concretizzata in un ulteriore divieto d'incontro nella sezione stessa, con un isolamento che perdura. Esistono condizioni di detenzione, comune o speciale, ancora peggiori di quelle aquilane. Questo non è un buon motivo per non opporci a ciò che ci impongono qui. Noi di questo pane non ne mangeremo più".

Proprio nel giorno della protesta la deputata del Pd, Stefania Pezzopane, in una nota ha richiesto al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, un intervento: "La situazione delle due donne detenute nel reparto di massima sicurezza del carcere dell'Aquila risulta preoccupante e ritengo vada verificata con urgenza. Conosco l'impegno costante e quotidiano del personale di polizia penitenziaria e di tutta la struttura operativa a Costarelle, ma le notizie che arrivano non sono positive. Ho pertanto presentato una interrogazione al ministro della Giustiziaper chiedere un suo immediato intervento".

Sulla vicenda si registra la presa di posizione del consigliere regionale di Legnioni presidente Americo Di Benedetto, che coglie l'occasione per invocare la nomina in Abruzzo del garante dei detenuti.

Le due donne osserva Di Benedetto, "protestano per l'isolamento a cui sono costrette e denunciano una struttura chiusa e dura! La garanzia della certezza della pena non può escludere la tutela dei diritti basilari delle persone, men che meno privarle di un senso di umanità - si legge ancora nella nota -. La pena in uno stato di diritto non deve mai perdere il faro della rieducazione e della speranza. Voltaire diceva che il grado di civiltà di una nazione si misura dalla condizione delle proprie carceri. L'episodio dello sciopero della fame evidenzia la criticità di un carcere come quello dell'Aquila, adibito esclusivamente a detenuti e detenute in 41 bis ed ora anche con una sezione per detenute in massima sicurezza”.

Diversi i disagi registrati in giornata: la mattina è iniziata con lo spostamento della conferenza stampa di presentazione "Il bello della musica" nella stanza del sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, poiché la sala conferenze, appunto, è stata occupata dal gruppo anarchico, al grido di libertà, dignità e rispetto dei diritti per tutti. Gli anarchici e le anarchiche hanno rifiutato di rilasciare interviste alla stampa, vietando al contempo di fare riprese video e foto, anche di spalle. 

Diversa la situazione in piazza Duomo, dove gli operai, che questa mattina hanno aperto regolarmente il cantiere, si sono dovuti fermare a causa dell'occupazione da parte del gruppo degli anarchici, tre dei quali si sono arrampicati pericolosamente su una gru per appendere lo striscione.

Qui un'anarchica, che però ha chiesto di restare anonima e di non essere ripresa in volto, ha spiegato ad AbruzzoWeb i motivi della protesta.

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