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L'AQUILA: CAMPIONATI NAZIONALI UNIVERSITARI, CENA DI GALA SUGGELLA SUCCESSO

Pubblicazione: 20 maggio 2019 alle ore 22:17

OCRE – Cena di gala ieri sera a Ocre (L’Aquila), nel meraviglioso scenario del Monastero fortezza di Santo Spirito, con oltre cento persone per suggellare il successo dei Campionati nazionali universitari, organizzati dal Cus L’Aquila e dal Cusi, che si stanno tenendo nel capoluogo d’Abruzzo.

Un’occasione di festa e di ‘bilancio’ per la prima parte dei Campionati che sono iniziati lo scorso venerdì 17 e che si concluderanno domenica 26.

E che hanno portato in città circa 4 mila persone tra atleti e accompagnatori.

Alla cena hanno preso parte, tra gli altri, Francesco Bizzarri, presidente del Cus L’Aquila responsabile dell’organizzazione della rassegna sportiva nazionale, Lorenzo Lentini, presidente del Cusi, Antonio Dima, segretario generale del Cusi, Mauro Nasciuti, responsabile tecnico del Cusi, Guido Quintino Liris, assessore regionale al Bilancio e allo Sport, Paola Inverardi, rettrice dell’Università dell’Aquila, Sabrina Banzato, sociologa della salute e Laurent Ottoz, ex ostacolista italiano, detentore della miglior prestazione mondiale nella disciplina non olimpica dei 200 metri ostacoli con il tempo di 22"55, e tre volte consecutive a medaglia ai Giochi del Mediterraneo in un arco di tempo di 8 anni, dal 1997 al 2005.

“È bello stare qui all’Aquila, a dieci anni dal terremoto – le parole di Lorenzo Lentini –  il Cusi ha voluto essere qui al fianco del presidente del Cus L’Aquila Francesco Bizzarri, alla rettrice, Paola Inverardi, e agli altri aquilani. Con lo sguardo rivolto a Napoli, alle Universiadi. Napoli 2019, presentata al Foro Italico. Un miracolo del sud, un sud che non si piega. Ci saranno 128 Paesi, circa 9 mila presenze. Le infrastrutture, in questi settori, sono fondamentali. Per le Universiadi il governatore De Luca ha individuato 270 milioni di euro. Di questi, 128 sono serviti per la ristrutturazione di tutti gli impianti della Campania. E lasceremo in eredità anche la ristrutturazione dello stadio San Paolo. L’Aquila? Da avvocato amministrativista, guardo con attenzione alla ricostruzione post-sisma. Parlando con la rettrice, mi sono reso conto che questa è una realtà che si sta riprendendo, che ha ricostruito, che guarda al futuro con la stessa forza con cui l’università guarda ai suoi giovani. 

“Per me è il 55esimo campionato – ha svelato Mauro Nasciuti – Abbiamo cominciato questi campionati con una delle discipline più importanti come numero di atleti, che è l’atletica leggera. E c’è stata una partecipazione superiore a quella delle ultime edizioni, il che sta a significare quanto L’Aquila stia a cuore a tutta l’Italia. Il livello tecnico a cui stiamo assistendo è molto alto. Almeno 8 atleti, sempre nell’atletica, che hanno gareggiato qui, saranno alle Universiadi di Napoli. Un bel messaggio per tutti gli altri atenei e per i nostri studenti-atleti”.

“Ultimamente, poi, nonostante la crisi che aleggia nel nostro Paese, a livello ministeriale e di autorità accademiche c’è la voglia di dialogare con chi si occupa di sport, perché è sempre più vero che l’attività sportiva anche quella non esasperata, o di un livello tecnico non altissimo, è parte integrante per la crescita dei giovani”, ha aggiunto.

Per Francesco Bizzarri, “Questi primi tre giorni sono stati un grosso successo. E stiamo per raddoppiare i numeri di Campobasso. In centro storico si è fatta festa fino alle due del mattino, L’Aquila quindi ha risposto, nel decennale del sisma. Abbiamo dato un indotto economico importante, 4 mila persone per dieci giorni. Molta gente è rimasta meravigliata, non si aspettava di vederla così ricostruita. Si tratta della seconda manifestazione italiana per quanto riguarda lo sport. E ci sono atleti che tra due anni vedremo alle Olimpiadi, senza dimenticare che nel Judo chi vuole andare alle Universiadi ha dovuto partecipare ai campionati qui all’Aquila”.

“I risultati ci sono, ma a noi è bastato il grazie da parte di chi è venuto nella nostra città. Uno spot per l’università? Assolutamente sì. In tanti si sono accorti della comodità dell’Aquila. E hanno voluto vedere proprio l’università. Oltre a voler visitare alcuni dei nostri monumenti. E poi, hanno voluto mangiare gli arrosticini…”, ha detto ancora.

“Quando ero rappresentante degli studenti – ha dichiarato l’assessore regionale Guido Quintino Liris – si lavorava per le Universiadi all’Aquila. Da specializzando, erano in corso i preparativi per le Universiadi, che poi non si sono fatte. Oggi abbiamo l’opportunità di avere i Campionati nazionali universitari. Ed io ho avuto l’onore e l’onere prima da vice sindaco dell’Aquila, poi da assessore regionale al Bilancio e allo Sport, di poter essere importante nel percorso per garantire la fattibilità del progetto. La Regione Abruzzo sta privilegiando iniziative di grande spessore come questa, costituendo un brand positivo per l’Abruzzo da esportare. Dal Giro d’Italia qui all’Aquila, con la possibilità di programmarlo anche per le prossime annate, ai campionati internazionali di tennis a Castel di Sangro, agli Atp Challengers a Francavilla al Mare: lo sport come veicolo di turismo, che crea un indotto socio-economico sui territori”.

“Uno strumento – ha concluso – per ricostruire tutte le realtà abruzzesi. E oggi l’Abruzzo è orgoglioso dei campionati universitari.

“Con il Cusi abbiamo messo su un progetto nazionale per formare istruttori sportivi per disabili. C’è tantissimo bisogno di avere luoghi con persone preparate. L’Italia, va ricordato, ha una legge nazionale del 1992 sulla integrazione della disabilità, cui siamo arrivati dopo trent’anni. Qualcosa che ci invidiano in tutta Europa. Un vero e proprio vanto italiano. Una nota negativa, però, c’è: in quest’ultimo decennio si è verificato un grande depotenziamento politico sul sistema di welfare”, ha fatto notare la dottoressa Sabrina Banzato.

“Il sistema – ha affermato ancora – nel caso della disabilità, è diventato fortemente familiare. Tradotto: la famiglia deve saper fare tutto, ma la famiglia non può fare tutto. Il welfare non è la famiglia, ma se la famiglia deve reggere tutto deve essere supportata.

“Stiamo ospitando atleti che sono studenti universitari, ed è bellissimo essere invasi anche da chi non era mai stato all’Aquila. Forse nessuno di noi immaginava questi numeri. E neppure la grande accoglienza nei confronti degli atleti. Insomma, tutti si stanno complimentando con noi. L’Aquila, città di cultura e di sport piena di infrastrutture di pregio e davvero accessibili, quindi realmente attrattiva, sta ricevendo un sostegno attivo a distanza di dieci anni dal sisma. Un grandissimo ringraziamento va a Francesco Bizzarri, l’anima, il motore, la passione, la voglia di vedere un sogno realizzarsi”, le parole della rettrice, Paola Inverardi.

Alla cena ha preso parte anche la ‘vecchia gloria’ Laurent Ottoz.

“I ragazzi che vengono qui – le sue parole – si rendono conto di una realtà che ha sofferto molto, ma che ha reagito molto bene anche se c’è ancora tanto da fare. Per loro, per i nostri ragazzi, è un momento di crescita e di vicinanza alla città, magari anche per tornare a dare una mano. Se si vuole capire quali sono le vere difficoltà da superare nella vita, si venga qui all’Aquila. Quando guardo i giovani atleti cosa penso? Beh, li invidio perché vorrei tornare indietro, ma noi ‘vecchi’ abbiamo il loro stesso entusiasmo. Vedo grandi talenti, ma pure la gioia di vivere il periodo dell’università che magari in altre manifestazioni non c’è. I ragazzi non si sacrificano più come ai miei tempi? La società è cambiata. Ed è aumentato il numero degli sport, oggi ce ne sono anche di meno faticosi. È vero che si dovrebbe tornare a capire l’importanza del sacrificio, ma non tanto per la fatica di ottenere un risultato, ma per esercitarsi su come ci si deve comportare nella vita. Per arrivare da qualche parte bisogna lavorare”.

“E bisogna capire che nello sport uno più uno non fa sempre due. Serve anche la fortuna, ma con la consapevolezza che nello sport ci si deve migliorare, al di là del risultato”, ha spiegato. 

“Il Cusi all’inizio era un po’ preoccupato all’inizio della manifestazione – ha raccontato Antonio Dima – per alcuni problemi, ma sono stati fatti passi da gigante. Quindi vanno fatti i complimenti a Bizzarri e agli altri organizzatori e collaboratori per averci dato l’opportunità di vivere fino a questo momento un’esperienza bellissima. Senza dimenticare i complimenti all’Aquila e agli aquilani?”.

“Se in futuro si potranno riportare qui i campionati? Beh, il Cusi è rappresentato in tutte le regioni italiani e i campionati sono richiesti in tutti i territori, ma nulla vieta di tornare. Solo che quando si rifanno a distanza, è difficile superare, soprattutto se sono andati bene, l’organizzazione precedente. Intanto, il Cusi punta a progetti sul sociale”, ha detto infine.



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