Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 L'AQUILA: CONVEGNO ''ADDIO AI NOSTRI SOLDI'', ''RIFORMA MES PERICOLOSA PER L'ITALIA'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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ESPERTI A CONFRONTO. GROSSI, ''VOGLIONO I RISPARMI DEGLI ITALIANI''. LOTTA AL CONTANTE, PARERI DIVERSI. RAZZANTE, ''MA CASH NON E' EVASIONE FISCALE''

L'AQUILA: CONVEGNO ''ADDIO AI NOSTRI SOLDI'', ''RIFORMA MES PERICOLOSA PER L'ITALIA''

Pubblicazione: 16 novembre 2019 alle ore 21:58

L’AQUILA – “Le persone non sono più illuse, vogliono capire come funziona il mondo economico. E diventa più facile coinvolgerle, anche perché senza le persone, la classe dirigente di questo Paese non affronta certe questioni”.

Lo ha detto Guido Grossi, ex tesoriere della Banca nazionale del Lavoro ed esperto di mercati finanziari, intervenuto ieri all’Aquila al convegno “Addio ai nostri soldi? Unione bancaria, lotta al contante e tasse che fanno male”, organizzato dal quotidiano online AbruzzoWeb.it.

“La verità è che da decenni è in atto una spoliazione della ricchezza italiana – ha quindi tuonato l’ex tesoriere della Bnl – anche grazie a chi, nelle istituzioni italiane, si comporta da collaborazionista”.

“Purtroppo – ha lamentato Grossi – saranno approvati regolamenti e leggi, come l’unione bancaria e per la lotta all’uso del contante, che non fanno bene alla economia reale, ma quello che si può fare è lanciare un appello alle sensibilità dei politici: rendetevi conto dei danni che fate, capite le leggi prima di firmarle, studiate. Altrimenti non fate gli interessi della popolazione”

“Abbiamo smesso, da trenta, quarant’anni, di occuparci della politica, delle cose che ci riguardano. Ci hanno ripetuto per decenni che i partiti sono il male, che la politica la devono fare i tecnici, quelli dal linguaggio incomprensibile. Non è così, noi dobbiamo tornare ad occuparci della politica, dobbiamo capire ciò che viene deciso ‘in alto’ e che avrà delle conseguenze concrete sulle nostre vite. Ci siamo ritrovati con una classe politica che firma senza sapere cosa sta firmando, che non legge quello che poi firma. La P2 voleva che i partiti di massa diventassero delle scatole vuote, oggi ci ritroviamo in queste condizioni. 

Nessuno si occupa più dei problemi reali della comunità. E con le leggi elettorali maggioritarie i partiti minoritari impongono la propria volontà a tutti. Non possiamo neppure scegliere chi votare, perché esiste la cooptazione”, ha voluto spiegare Grossi.

Al convegno, cui hanno preso parte, tra gli altri, gli esponenti del Movimento 5 stelle Antonio Zennaro, deputato e Giorgio Fedele, consigliere Regione Abruzzo  e il sindacalista Cgil Luca Copersini, sono intervenuti telefonicamente Ranieri Razzante, avvocato e dottore commercialista, direttore del Centro di Ricerca sulla Sicurezza ed il Terrorismo (Crst) e presidente dell'Associazione italiana responsabili antiriciclaggio (Aira), e Marco Zanni, eurodeputato, responsabile esteri della Lega e presidente del gruppo Identità e Democrazia nel Parlamento Europeo.

“Il contante non può agevolare l’evasione fiscale, per il semplice motivo che è lo strumento più tracciabile, cioè è l’esatto contrario di ciò che si dice”, ha dichiarato Ranieri Razzante.

“Le carte di credito – ha fatto presente l’esperto –  sono molto comode, sono una grandissima invenzione, ma se noi costringessimo circa due milioni di cittadini che non hanno un conto corrente ad aprirselo perché obbligati ad avere una carta di credito collegata inevitabilmente al conto, compiremmo un atto palesemente anticostituzionale”.

“Attualmente, con i provvedimenti allo studio del governo, c’è una certezza che è la violazione dell’Articolo 3 della Carta costituzionale, quello che parla di uguaglianza dei cittadini e di obbligo dello Stato di rimuovere le cause che possono creare le disuguaglianze. Accadrà, dopo questa manovra di bilancio, che un cittadino che usa la carta di credito è ‘più uguale’ di un cittadino che usa la moneta di conto; e il cittadino che usa la moneta di conto non potrà partecipare ai benefici che lo Stato erogherà in varie forme a chi paga con strumenti cosiddetti tracciati. E quindi chi paga con carta di credito ha una deduzione fiscale, chi non paga con carta di credito no, tutto questo in palese violazione delle norme sulla capacità contributiva”, ha dichiarato ancora.

“Il tema delle banche è fondamentale, che riguarda in primis l’area del centro-sud. A differenza del nord, non abbiamo più banche del territorio, a parte qualche filiale della Bcc. Se poi vediamo i dati, l’Abruzzo stesso ha una restrizione del credito”, un passaggio dell’intervento di Zennaro.

“Il territorio ha perso la Tercas e la Carichieti, la Carispaq dell’Aquila è stata assorbita dalla Bper, mentre è in corso una spoliazione delle realtà aziendali. E abbiamo un sistema delle garanzie di finanziarie regionali che non esiste”, ha poi tuonato.

“Ecco perché sto lavorando alla creazione di una Banca del Mezzogiorno, insieme agli altri parlamentari, dedicata a piccole e medie imprese per erogare credito pubblico garantito”, ha annunciato il deputato a cinque stelle.

“La via è quella di incentivare, ma non per sanzionare chi non lo usa, un sistema elettronico di pagamento – il giudizio di Zennaro sulla lotta al contante – E non possiamo pensare di lasciare le banche libere di applicare commissioni come gli pare. Il governo, per non fallire su questa questione, deve metterci mano”.

“Sul Mes – ha commentato – così come è stato presentato dico che non va bene per l’Italia. Come Movimento 5 stelle abbiamo iniziato delle audizioni in Commissione bilancio alla Camera, c’è anche il presidente Claudio Borghi, della Lega, che interviene. Alla fine, tutte queste proposte sul settore bancario arrivate in ambito europeo, hanno creato dei problemi in tutta Europa, basti vedere Deutsche Bank in che condizioni si trova”.

Per Zanni, “La riforma del Meccanismo europeo di stabilità è pericolosissima, significherebbe l’istituzionalizzazione della Troika in Italia”.

“Stanno trovando un accordo in seno all’Eurogruppo, senza alcuna legittimazione democratica – ha dichiarato – Si tratta di qualcosa di pericolosissimo, lo ripeto. L’obiettivo principale è istituzionalizzare la Troika, attraverso la riforma di uno strumento che fa parte della legislazione dell’Unione Europea, ma che fa invece parte di un Trattato internazionale fatto al di fuori dei confini dell’Unione Europea e della legislazione europea”.

“Quando venne fermato questo strumento, agli Stati membri venne chiesto di impegnarsi, ossia di dare dei soldi subito, fino a una certa cifra, per creare uno strumento che sarebbe dovuto intervenire a supporto dei Paesi che si fossero trovati in difficoltà finanziarie”, ha spiegato l’esponente leghista

“E già si può capire la distorsione di questo strumento per un Paese come l’Italia – ha detto ancora – che è stato uno dei maggiori contributori. Detto in parole povere: io contribuisco con i soldi dei miei cittadini a uno strumento, poi, quando ne ho bisogno, devo chiederli, aspettare che me li concedano. E questi ‘signori’ me li concedono, cioè mi concedono i miei soldi, solo se facciamo le riforme che vogliono loro. Lo abbiamo visto quali sono le riforme che vogliono loro: svalutazione del lavoro, quindi flessibilizzazione del mercato del lavoro, quindi persone meno occupate e meno pagate, distruzione del sistema industriale, privatizzazioni, quindi distruzione dell’economia del Paese. Il Mes è nato così”.

“Oggi cosa si vuole fare? Questa riforma propone, qui sta la pericolosità, di applicare, di traslare il concetto del bail-in, dai Titoli di istituzioni private, come le obbligazioni di una banca privata, ai Titoli di Stato. Se la riforma passa con il concetto di ristrutturazione del debito pubblico, vuol dire che tutti i Titoli di Stato possono essere automaticamente soggetti a bail-in”, ha quindi voluto aggiungere.

“Significa che sono a rischio tutti i risparmi investiti in Titoli di Stato, tutti i soldi che anche grandi istituzioni finanziarie detengono in Titoli di Stato per necessità di liquidità o di funzionamento del sistema finanziario, perché i Titoli di Stato sono fondamentali per il funzionamento del nostro sistema finanziario”, ha affermato poi Zanni. 

“Insomma, può accadere quello che è successo in Grecia nel 2010 – ha concluso – quando la Troika decise di applicare un taglio al debito pubblico greco. E dopo il 2010, l’Euro ha rischiato di venire giù per un concetto di bail-in applicato a un Paese, la Grecia, che rappresentava il due, il tre per cento dell’economia europea. Pensiamo a cosa accadrebbe sistema finanziario internazionale e alla nostra economia se solo si iniziasse a paventare la possibilità di un bail-in applicato ai Titoli di Stato italiani. Sarebbe una catastrofe”.

Secondo Luca Copersini, “Il contante prima o poi sarà eliminato, è un fatto di evoluzione, un fatto inevitabile a cui dobbiamo abituarci”.

“E con il contante le tasse si evadono e si continuano ad evadere – ha detto l’esponente della Cgil – e c’è chi continua a portare i soldi all’estero, ma non si può considerare che sia normale, anche se mi rendo conto che per qualcuno, come chi paga il muratore che gli fa i lavori a casa e come il muratore, è un fatto di risparmio, oppure di condizioni di difficoltà”.

Anche Giorgio Fedele, consigliere regionale del Movimento 5 stelle, è intervenuto per dire la sua: “Il vero peccato originale dell’Europa unita è tutto nel corto circuito di partenza, cioè quello che ci costringe a tornare ai tempi della monarchia. È un sistema di gap democratico, chi schiaccia i bottoni non è eletto dal popolo e questo è un problema”.

“Sull’utilizzo dei soldi, credo che sia fallimentare tornare a metterli sotto al materasso. Dobbiamo anticipare quello che succederà in futuro, un futuro fatto ad esempio di Bitcoin”, ha aggiunto.

 



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