Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 L'AQUILA: E' MORTO PEPPE VESPA, GIORNALISTA ''SCOMODO'' DELL'EDITORIALE Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

L'AQUILA: E' MORTO PEPPE VESPA, GIORNALISTA ''SCOMODO'' DELL'EDITORIALE

Pubblicazione: 27 settembre 2018 alle ore 10:34

L'AQUILA - Al termine di una lunga malattia è morto all'Aquila a 82 anni Giuseppe Vespa, giornalista "scomodo" per anni pungolo del potere con il suo free press L'Editoriale.

Lascia la moglie Marisa, i figli Onorino e Carla, nuora, sorelle e nipoti.

I funerali domani, venerdì, alle ore 15,30 nella basilica di San Bernardino.

All'intera famiglia, le condoglianze della redazione di AbruzzoWeb.

"Corrosivo, graffiante, talvolta anche eccessivo. Questo era il Peppe Vespa giornalista", dice in un messaggio di cordoglio il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi.

"Una persona che suscitava sentimenti contrastanti: grandi amicizie ma anche accese ostilità, frutto del suo lavoro mai banale, in cui non faceva sconti a nessuno, neanche a chi lo conosceva e lo frequentava, come il sottoscritto".

"Aveva fatto del suo quotidiano, prima nella versione cartacea poi digitale, un punto di riferimento per chi volesse conoscere fatti ed eventi che altrimenti non sarebbero venuti alla luce, sul modello del giornalismo d’inchiesta stile Candido o L'Ora, naturalmente facendo le dovute proporzioni. Il tutto sempre condito da ironia e sagacia, frutto di quella vena artistica che ha sempre accompagnato la sua esistenza, sin da giovane. Agli amici e ai familiari le più sentite condoglianze", conclude Biondi.

"Cronista mordace e pungente, a volte anche sopra le righe, una voce coraggiosa che ha denunciato la verità, spesso in solitudine e senza paura, persona onesta e stimata che ha raccontato le vicissitudini della nostra città per oltre mezzo secolo": così lo ricorda il presidente del Consiglio comunale Roberto Tinari, che in una nota esprime "le più sentite condoglianze alla famiglia".

"L’ultima volta che l’ho incontrato era visibilmente ferito dal suo male", ricorda in una nota la deputata del Partito democratico Stefania Pezzopane, "mi è dispiaciuto saperlo sofferente e vederlo così consumato, lui che esprimeva sempre tanta energia. Porgo le mie sentite condoglianze alla moglie Marisa, ai figli Onorino e Carla, alle sorelle ed ai nipoti. Ed alla redazione dell’Editoriale da lui fondato".

"La sua scrittura era pungente, e spesso andava oltre le righe. A volte Peppe era persino shockante nelle sue ricostruzioni delle vicende aquilane. Conservo da qualche parte qualche sua aspra copertina, le vignetta a testa in giù. Visitando il suo Museo per il quale tanto si era prodigato, e dove si svolgono attività per ragazzi ed artisti, ho recentemente visto le sue inedite opere e sono rimasta colpita perché era un artista vero, libero ed originale. Riposi in pace", conclude la Pezzopane.

Il giornalista aquilano Giosafat Capulli affida il suo ricordo ad una lettera. "Ciao Peppe. Le scorribande terrene tra le ipocrisie perbeniste cittadine per sconvolgerle, sono finite. Per te da ieri sono iniziate quelle nelle praterie dell'Universo dove pure San Pietro dovrà stare attento alle punzecchiature che il pungiglione della tua penna sapranno di certo infliggergli. Sento dolore per la tua scomparsa terrena, ma più che lacrime sono sorrisi quelli che mi ispiri anche ora che non sei più tra di noi. I sorrisi di una vita passata a dirne e farne di tutti i colori. A dare alla città un po' di quel sale dell'ironia che spesso le è mancato e che ora mancherà ancor di più. Non ti prendevi  troppo sul serio ed eri professore, pittore, scultore e anche giornalista a capo di una piccola grande testata: 'L'Editoriale'".

"Ti inventasti anche un partito, 'Forza L'aquila' - ricorda ancora Capulli -. Roba che sa fare solo chi ha grande fantasia e determinazione. Ecco, Peppino, di certo la tua vita non ha inseguito il ritmo morto del “Posto Fisso” con la sequela di banalità e luoghi comuni che ne consegue. Hai spaziato in ogni campo e in ogni campo hai saputo inoculare quel pizzico di genialità che era tutta tua. Innata. Non parlo dei nostri rapporti personali. Quelli erano e resteranno cosa tra noi. Ma quel che ti voglio dire è che hai lasciato alla Città un patrimonio di ironia, satira, sberleffo, spernacchiando i potenti da far invidia a Sant'Agnese.  La Santa, tanto venerata dagli aquilani, con la quale ora converserai a piacimento e alla quale ordinerai anche qualche elzeviro per i tuoi 'Editoriali Celesti'. Ho poco da dire a Marisa, ai tuoi figli Onorino e Carla, o ai tuoi Nipoti. Loro già sanno queste cose e ti piangono e ti ricorderanno per quel che eri e sei stato. E coloro che  hanno patito le tue colonne infuocate sulle pagine de 'L'Editoriale', potranno anche tirare un sospiro di sollievo, ma di certo attraverso te hanno conosciuto una stagione dove il buon giorno significava buon giorno e buona notte veramente buona notte".

"Domani alle 15.30 ti darò l'ultimo saluto terreno nella Basilica di San Bernardino. Te lo darò come si saluta l'amico di una vita. Un uomo da ricordare perché ci ha messo sempre la faccia e la firma e non si è mai nascosto sotto la squallida coperta che scalda gli ignavi di ogni tempo e luogo". 

E poi l'ultimo saluto: "Riposa in Pace Peppe. E Scrivi, non smettere mai di Scrivere".



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