Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 L'AQUILA: GRANDE GUERRA, CONVEGNO CON PAOLO MIELI E FABRIZIO MARINELLI Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

L'AQUILA: GRANDE GUERRA, CONVEGNO CON PAOLO MIELI E FABRIZIO MARINELLI

Pubblicazione: 30 ottobre 2018 alle ore 15:25

L'AQUILA - L’Italia della Vittoria, a cento anni dalla fine della prima guerra mondiale è il titolo del convegno organizzato  all'Aquila dalla Fondazione Carispaq, per celebrare l’anniversario della fine della Grande Guerra, in programma sabato 3 novembre alle 16 presso la Sala Ipogea di Palazzo dell’Emiciclo sede del Consiglio Regionale d’Abruzzo.

Ospite lo storico e saggista Paolo Mieli, ex direttore del Corriere della Sera, ad affiancare il noto giornalista, sarà il professore Fabrizio Marinelli, ordinario di diritto privato all’Università dell’Aquila di cui sono noti gli studi sulla storia del diritto moderno e degli usi civici.

Il convegno è riconosciuto e patrocinato dal Consiglio regionale dell’Abruzzo

Quasi cent’anni fa terminava il più grande conflitto mai visto. L’Italia fu tra le potenze vincitrici. Una guerra terribile che dalla sconfitta di Caporetto, fino alla riscossa nazionale, che portò l’Italia alla vittoria nel novembre del 1918, costò al Paese circa 680.000 morti e innumerevoli feriti e prigionieri.

Il 4 novembre celebra la fine della guerra e commemora la firma dell'armistizio siglato a Villa Giusti (Padova 3 novembre) con l'Impero austro-ungarico, per far cessare il fuoco su tutto il fronte italiano.

Sono passati 100 anni da quella storica e importante giornata, dove l’Europa intera per 1599 giorni, si trovò travolta da un conflitto sconvolgente nel quale consumò tutte le energie che aveva a disposizione, bruciando un’intera generazione.

Paolo Mieli ripercorrerà le vicende storiche che hanno portato alla guerra del 1915-1918, preceduto da un documentario di repertorio  realizzato da Greta Salve, sua collaboratrice, con immagini originali dell’epoca e film datati che ne hanno narrato le vicende.A Caporetto, alla fine di ottobre del 1917, l’esercito italiano fu travolto da quello austriaco e tedesco.

Fu una rotta disastrosa e il nome di quella località divenne, non solo nei libri di storia, il simbolo di un disastro etico, politico oltre che militare.Disastro di cui si occupò una commissione d’indagine istituita, il 12 gennaio 1918.

A detta di Cadorna, salvo pochissime eccezioni, nei giorni di Caporetto il contegno delle truppe fu indegno.

Ma a causare la disfatta, fu la viltà di alcuni reparti, che si sarebbero rifiutati di combattere preferendo l’onta alla morte o fu Cadorna a gettare sui soldati la colpa del disastro? Fra le varie discipline scientifiche, la storia è quella più soggetta a un principio epistemologico fondamentale: se cambia l’angolo visuale, cambia anche l’interpretazione del periodo analizzato.

Nel suo ultimo libro Lampi sulla storia. Intrecci tra passato e presente (Rizzoli), Mieli elenca alcune di queste distorsioni e con l’equilibrio teorico che lo contraddistingue, mostra come solo gli storici possano dare le adeguate risposte.

"La storia - sostiene Paolo Mieli - richiede un grande esercizio di sottigliezza fra ragione critica e verifica documentaria, altrimenti si rischia l’effetto di vedere la storia stessa capovolta. Bisogna contestualizzare il passato e non invaderlo alla luce del presente. Rosario Romeo, in polemica con il libro Isonzo 1917, nel quale Mario Silvestri aveva definito 'grotteschi' gli ideali che avevano motivato la Prima guerra mondiale".

"Ma sarebbe doverosa una generale riserva metodica di fronte al patente anacronismo di giudizi come questi - chiarisce il saggista - nei quali ideali, interessi e aspirazioni del nostro presente, vengono assunti a criterio di valutazione di epoche e di uomini che non li conobbero e che si mossero invece sulla scia di altri interessi, aspirazioni e ideali".

Marinelli ripercorrerà anche una breve storia del Battaglione alpini l’Aquila, l’eroico reparto che ha visto passare tra le sue file decine di migliaia di alpini abruzzesi e di altre regioni.

A margine del convegno l’Associazione nazionale alpini sarà presente con le divise originali della prima Guerra Mondiale e all’interno del Palazzo dell’Emiciclo, nel giardino d’inverno  sarà allestita una mostra fotografica, curata da Walter Capezzali, che ripercorre la vita e le gesta di un aquilano: Dante Troiani medaglia d’argento al valore militare per l’eroismo dimostrato durante il primo conflitto, un uomo generoso molto attivo anche negli anni successivi alla fine del conflitto nell’assistenza dei reduci e degli invalidi di guerra. 



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